Banche Usa, trimestrali record. Nel giorno in cui sono stati diffusi i dati aggiornati sull’inflazione statunitense (sotto le attese) e il neo-presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, parla per la prima volta davanti alla Camera, a pesare sui mercati sono – ancora – soprattutto le tensioni in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran. Tensioni che alimentano le preoccupazioni degli investitori e continuano a spingere al rialzo il prezzo del greggio. Una volatilità che tende a favorire le grandi banche di investimento.
La giornata, non a caso, è stata caratterizzata dalla ricchezza di indicazioni giunte dal fronte societario, con le grandi banche americane che hanno diffuso i risultati trimestrali. Da JP Morgan a Bank of America passando per Goldman Sachs e Wells Fargo, i numeri indicano utili in forte crescita. La notizia, tuttavia, nel primo pomeriggio di martedì non riesce a sostenere il comparto bancario italiano, interamente in calo. Ma vediamo nel dettaglio le cifre dei quattro colossi Usa.
Goldman Sachs, hanno inciso anche SpaceX e Alphabet
Goldman Sachs ha registrato ricavi per 20,34 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026, in crescita del 39% rispetto ai 14,58 miliardi dello stesso periodo 2025. L’utile netto è balzato del 78% a 6,63 miliardi, ovvero 20,98 dollari per azione. Nello stesso periodo dell’anno precedente l’utile era stato di 3,72 miliardi di dollari, pari a 10,91 dollari per azione.
Il risultato è stato sostenuto in particolare dai ricavi delle attività di trading sui mercati azionari, pari a 7,42 miliardi di dollari (+72% annuo), e il comparto obbligazionario, valute e materie prime ha registrato ricavi in aumento del 32%, a 4,59 miliardi di dollari. “La nostra performance record di questo trimestre riflette la solidità della nostra piattaforma globale”, commenta l’amministratore delegato di Golman Sachs, David Solomon in una nota. “Stiamo portando avanti con determinazione la nostra strategia di crescita di lungo periodo nelle divisioni Global Banking Markets e Asset & Wealth Management e, considerando il livello delle operazioni in pipeline, ci aspettiamo che questo circolo virtuoso di attività continui”.
Goldman Sachs, con i risultati della divisione azionaria, ha così stabilito un nuovo record assoluto tra tutte le banche. Inoltre, la divisione investment banking, che nel secondo trimestre ha guidato l’Ipo record di SpaceX e l’aumento di capitale di Alphabet, ha più che raddoppiato i ricavi dell’attività di sottoscrizione di titoli azionari, raggiungendo i 985 milioni di dollari (+130% annuo). Complessivamente, le commissioni dell’investment banking sono aumentate del 55% a 2,84 miliardi rispetto ai 2,2 miliardi di un anno prima, sostenute anche dalle aumento delle emissioni obbligazionarie e dal rafforzamento dell’attività di consulenza. Goldman Sachs ha infatti fornito consulenza su oltre 1.000 miliardi di dollari di operazioni di fusione e acquisizione annunciate nella prima metà del 2026.
BofA trainata da forte attività di trading
Bank of America ha registrato un aumento degli utili nel secondo trimestre, trainato da una forte attività di trading, alimentata a sua volta dalla volatilità dei mercati globali che ha spinto i clienti a riorganizzare i propri portafogli. I profitti si sono attestati a 9,1 miliardi di dollari, pari a 1,21 dollari per azione, nei tre mesi terminati il 30 giugno, rispetto ai 7,2 miliardi di dollari, pari a 90 centesimi per azione, dell’anno precedente (+27%).
I mercati sono rimasti volatili nel corso del trimestre in esame a causa dell’escalation delle tensioni geopolitiche legate alle difficoltà incontrate da Stati Uniti e Iran nel raggiungere un accordo di pace. La volatilità tende a favorire le grandi banche d’investimento, poiché i loro trading desk generano ricavi più elevati grazie all’aumento dell’attività dei clienti. I ricavi da vendite e trading di Bank of America si sono attestati a 7,1 miliardi di dollari nel secondo trimestre, in crescita rispetto ai 5,3 miliardi di dollari dell’anno precedente. L’amministratore delegato aveva previsto un incremento del 15% dei ricavi da trading per il trimestre in esame.
JP Morgan, Dimon: “Rischi nel sottosuolo come placche tettoniche”
JP Morgan chiude il secondo trimestre con un utile in rialzo del 41% a 21,16 miliardi di dollari. I ricavi sono saliti del 28% a 57,35 miliardi. “L’economia americana ha dimostrato una notevole resilienza, sostenuta da investimenti aziendali. Tale solidità è favorita da diversi fattori, fra i quali gli investimenti di capitale spinti dall’intelligenza artificiale, gli stimoli fiscali e i vantaggi di una regolamentazione più efficiente”, ha detto l’amministratore delegato Jamie Dimon sottolineando comunque come “diversi rischi si stanno muovendo nel sottosuolo come placche tettoniche”. Fra questi le tensioni geopolitiche e i conflitti, l’inflazione persistente, gli ingenti deficit globali e i prezzi degli asset elevati. “Non possiamo prevedere come queste forze finiranno per evolversi: potrebbero rimanere gestibili, ma anche causare gravi perturbazioni nel momento in cui dovessero spostarsi o scontrarsi”, ha messo in evidenza Dimon.
Wells Fargo spinta da gestione patrimoniale e investment banking
L’utile di Wells Fargo è balzato nel secondo trimestre grazie all’aumento delle commissioni derivanti dalla gestione patrimoniale e dall’investment banking raggiungendo i 6,41 miliardi di dollari in aumento del 17%, pari a 2 dollari per azione.
Nello stesso periodo dell’anno precedente, l’utile netto era stato di 5,49 miliardi di dollari, ovvero 1,60 dollari per azione. Wells Fargo è stata liberata lo scorso anno da una sanzione regolamentare a lungo termine che limitava la crescita degli attivi a seguito di una serie di scandali; l’abolizione del limite di 1.950 miliardi di dollari sugli attivi, ha permesso di accelerare i piani di crescita. Il margine di interesse netto è aumentato del 5% a 12,32 miliardi di dollari nel trimestre rispetto all’anno precedente, come atteso dalla banca stessa. Il fatturato è cresciuto del 9% a 22,6 miliardi di dollari.
Wells Fargo ha confermato la sua previsione di margine di interesse netto per l’intero anno, pari a circa 50 miliardi di dollari, di cui circa 2 miliardi provenienti dall’attività di mercato. “Stiamo chiaramente beneficiando della generale solidità economica che osserviamo negli Stati Uniti, ma gli investimenti che stiamo effettuando e la nostra maggiore disciplina operativa hanno anche determinato un forte slancio nei nostri principali indicatori di business in tutti i segmenti operativi” ha dichiarato l’amministratore delegato Charlie Scharf nel comunicato diffuso martedì.
