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Lagarde, addio anticipato a Bce non escluso: “Serve voce europea nel voto francese”. E rilancia su unione finanziaria

Addio alla Bce prima della scadenza del mandato? In un’intervista a Les Echos, Lagarde ha ammesso che “è una possibilità” perché potrebbe servire “una voce europea” nella campagna per le prossime presidenziali francesi, dove i macroniani rischiano l’assedio della destra. Rischio caos politico in Ue

Lagarde, addio anticipato a Bce non escluso: “Serve voce europea nel voto francese”. E rilancia su unione finanziaria

Il Financial Times lo aveva ampiamente anticipato e i rumors – tra Bruxelles e Francoforte – non hanno mai smesso di circolare: Christine Lagarde potrebbe lasciare la Bce prima della scadenza del suo mandato, prevista a ottobre 2027. “È una possibilità”, ha ammesso Lagarde in un’intervista a Les Echos (realizzata il 24 giugno), spiegando che potrebbe servire “una voce europea” nella campagna per le prossime presidenziali francesi, dove i macroniani rischiano l’assedio della destra del Rassemblement Nationale.

Ma l’addio anticipato di Lagarde rischia di provocare un caos politico in Ue, dove a gennaio prossimo ci sarà il cosiddetto Midterm, il giro di boa per i Top jobs comunitari.

Lagarde, addio anticipato a Bce non escluso

“Il mio mandato dura fino a ottobre 2027 e vedo la mia missione nel garantire la stabilità dei prezzi. Dato che stiamo attraversando ancora una volta un periodo turbolento, credo che il capitano della nave della Bce debba restare a bordo”, ha detto Lagarde nell’intervista. Alla domanda se, una volta calmate le acque, possa lasciare l’incarico prima della scadenza per partecipare al dibattito politico in Francia, Lagarde ha, appunto, risposto: “È possibile. Credo che una voce europea debba essere ascoltata nel dibattito per le elezioni presidenziali francesi“. La presidente della Bce ha aggiunto che, se dal confronto elettorale dovesse emergere “una visione più limitata del ruolo della Francia in Europa”, riterrebbe necessario spiegare “perché sarebbe una strada dolorosa per il nostro Paese e per i nostri concittadini”.

Lagarde ha inoltre affermato che è “certamente possibile” avere un confronto con alcuni candidati alla presidenza, ai quali direbbe che “la Francia deve svolgere un ruolo decisivo nel futuro economico del nostro continente” e che “senza questo ancoraggio europeo le nostre prospettive economiche sarebbero, quanto meno, incerte”. Alla domanda se prenderebbe in considerazione un coinvolgimento diretto nella campagna elettorale o una candidatura personale, Lagarde ha inizialmente scherzato (“Ci rifletterò”), per poi precisare: “Sto scherzando. Non credo che al momento sia all’ordine del giorno”.

Lagarde insiste su unione finanziaria e investimenti sul tech europeo

Oggi, intanto, Lagarde è tornata a insistere sull’unione dei capitali. Intervenendo a “Les rencontres économiques” ad Aix-en-Provence, nella Francia meridionale, con il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa, ha detto che il completamento dell’Unione dei mercati e dei capitali “è una priorità assoluta”. “Oggi – ha proseguito – abbiamo un’Unione monetaria ma non abbiamo un’Unione finanziaria, ci sono ancora troppi ostacoli, troppe barriere”, sottolineando poi che l’Ue ha “bisogno di finanziarsi” e di “finanziare l’hi-tech europea” dove attualmente a fronte “di 35mila miliardi di attivi viene investito solo l’1%”. Inoltre, ha osservato, una tecnologia europea “ci permetterebbe di ridurre la frammentazione” e di “guadagnarci in termini di sicurezza”.

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