Il governo di Israele ha approvato all’unanimità la proposta del ministro degli Esteri Gideon Sa’ar di riconoscere il genocidio armeno. Il ministro ha dichiarato: “Non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta”. Lo comunica in una nota il portavoce del ministero degli Esteri israeliano. Immediati i dubbi della comunità internazionale sul fatto che tale riconoscimento possa configurarsi, in realtà, come una mossa contro la Turchia di Erdogan. La replica di rito è stata fatta filtrare a stretto giro.
Governo di Israele, sì a riconoscimento del genocidio armeno
“Questo non è un atto di ritorsione per l’aperta ostilità, la terribile retorica e le azioni ostili della Turchia, sotto la leadership di Erdogan, nei confronti di Israele. Il fatto che la Turchia promuova narrazioni false contro Israele non le conferisce alcuna immunità rispetto alle verità storiche. Desidero informare il governo di aver ricevuto una lettera di apprezzamento dalla Chiesa armena e dalla comunità armena di Gerusalemme venerdì scorso”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar durante la riunione del Consiglio dei ministri israeliano, come riferisce il suo ufficio.
“Nonostante l’ampia e inequivocabile documentazione storica, il genocidio armeno continua ancora oggi a essere oggetto di una campagna istituzionalizzata di negazione e minimizzazione, inclusa una manipolazione della storia, principalmente da parte del governo turco. È ampiamente ritenuto che l’Impero Ottomano abbia commesso crimini che costituiscono genocidio in modo sistematico, con l’obiettivo di distruggere il popolo armeno”, ha aggiunto.
Bahrein: sì ad azione internazionale contro l’Iran
Intanto, l’Iran ha sferrato attacchi contro le forze statunitensi in Bahrein e in Kuwait dopo che l’esercito americano ha annunciato di aver effettuato raid su 10 siti iraniani, adducendo come motivazione gli attacchi contro navi nello Stretto di Hormuz. Domenica mattina in Bahrein sono risuonate per la seconda volta le sirene antiaeree, mentre il Kuwait ha dichiarato che le proprie difese aeree hanno reagito a “minacce ostili da parte di missili e droni”. Ne dà notizia il sito del network qatariota al Jazeera.
Per tutta risposta, “il Regno del Bahrein chiede un’azione internazionale per fermare la ripetuta aggressione iraniana”. La dichiarazione è stata pubblicata in un post sull’account ufficiale del ministero degli Esteri di Manama. Nel mentre, il ministro degli Esteri di Teheran Araghchi afferma che “qualsiasi interferenza nel processo di definizione di un nuovo accordo nello Stretto di Hormuz aggraverà la tensione e complicherà la situazione, causando un ritardo nella riapertura della via navigabile”.
