Due violentissime scosse di terremoto, a poca distanza una dall’altra, hanno colpito il Venezuela intorno alla mezzanotte italiana, circa le 18 ora locale. La prima di magnitudo 7.2 e la seconda di magnitudo 7.5. Secondo la Us Geologica Survey (Usgs) è stato il sisma più forte che abbia interessato il Paese dal 1900.
La regione più colpita del Venezuela è La Guaira, a nord di Caracas, dove sono decine gli edifici crollati. Danneggiato anche l’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía, principale scalo del Paese, situato a circa 20 chilometri da Caracas. In tutto il Paese i soccorritori scavano a mani nude tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti. Il bilancio, purtroppo per il momento solo provvisorio. è pesantissimo: “Abbiamo 164 morti e oltre mille feriti in ospedale. Lo stato più colpito è La Guaira. Ci sono decine di edifici danneggiati. È una vera tragedia”, ha detto la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez. Sono circa 10mila le persone disperse.
Farnesina: “Verifiche in corso sugli italiani in Venezuela”
Parlando al telefono con RaiNews24, l’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito ha detto che “Al momento non risultano vittime italiane”.
Dopo aver espresso la sua solidarietà alla presidente venezuelana, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fatto sapere che “l’Unità di crisi della Farnesina e il personale dell’Ambasciata d’Italia e del Consolato generale a Caracas sono pienamente operativi per verificare le condizioni di sicurezza dei connazionali e prestare ogni necessaria assistenza”.
Sul proprio sito, il ministero degli Esteri “raccomanda ai connazionali di prestare particolare attenzione, evitando di sostare in prossimità di edifici danneggiati e di seguire le indicazioni delle Autorità locali”, si legge nella nota. “Danni sono stati registrati anche presso l’Aeroporto Internazionale di Caracas, che non risulta essere operativo. Le linee telefoniche ed Internet hanno subìto interruzioni in tutto il Venezuela – prosegue la Farnesina – Per segnalazioni di urgenze, sono attivi i seguenti numeri di emergenza: Ambasciata d’Italia a Caracas: +58 (0) 414 272 3600, Consolato Generale a Caracas: +58 (0) 414 210 1699, Consolato a Maracaibo: +58 (0) 424 662 6032 e Unità di Crisi +39 06 36225”.
Venezuela, Meloni: “Aiuti e assistenza ai nostri connazionali”
Dopo la tragedia, da tutto il mondo sono immediatamente partiti i messaggi di solidarietà e vicinanza. Molti Paesi – tra i quali l’Italia – si sono detti pronti ad aiutare.
“Nel seguire con profonda apprensione le conseguenze del violento terremoto che ha colpito il Venezuela, esprimo a nome del Governo la più sentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione – ha scritto la Premier Giorgia Meloni sui social – La Presidenza del Consiglio è in continuo contatto con il Ministero degli Affari Esteri e la Protezione Civile per attivare tempestivamente ogni canale di aiuto umanitario e di assistenza ai nostri connazionali”.
Il Dipartimento della Protezione Civile fa sapere di essere già “al lavoro, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per predisporre la partenza nella giornata odierna di un team avanzato che, in raccordo con le autorità venezuelane, preparerà l’arrivo di un volo con operatori dei Servizi Sanitari Regionali e dei Vigili del Fuoco, coordinati dal Dipartimento della Protezione Civile”.
Venezuela: parte la macchina degli aiuti
“Con i ministri Crosetto e Musumeci siamo già al lavoro per inviare i primi soccorsi dall’Italia in Venezuela. L’Italia è pronta a mandare subito personale dell’Unità di Crisi della Farnesina, del Ministero della Difesa, dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile. Partiranno anche degli aerei dell’Aeronautica militare”, ha scritto su X Tajani, sottolineando che “il Governo farà tutto il possibile per aiutare il popolo venezuelano ed essere vicino alla grande comunità italiana che vive lì”.
L‘Unione europea si è già detta “pronta a mobilitare assistenza”, attraverso il meccanismo di protezione civile, “qualora dovesse pervenire una richiesta”. “Nel frattempo – continua Bruxelles – per sostenere la risposta, il sistema satellitare Copernicus è stato attivato in modalità di mappatura di emergenza. Rimaniamo in stretta comunicazione con i nostri partner umanitari e siamo pronti a fornire tutto il supporto operativo necessario”. Anche Germania e Olanda si sono detti pronti ad inviare aiuti.
Gli Usa “sono pronti, decisi e in grado di aiutare”, ha scritto il presidente Usa, Donald Trump, su Truth, annunciando di aver già dato disposizioni affinché affinché le agenzie governative “si muovano rapidamente”.”Saremo lì per i nostri nuovi amici. I primi resoconti non sono buoni!”, ha aggiunto Trump. “Ci sarà una risposta che coinvolgerà tutto il governo. Sarà imponente, rapida ed efficace”, ha dichiarato il Segretario di Stato Marco Rubio incontrando i giornalisti durante la missione che sta conducendo in Bahrain, aggiungendo che il Pentagono svolgerà un “ruolo logistico fondamentale”.
Il sito per segnalare le persone scomparse
Le scosse di terremoto hanno provocato gravi danni ai sistemi di comunicazione venezuelani. Un gruppo di cittadiniha quindi aperto un sito internet per aiutare le famiglie a rintracciare i propri cari dispersi. Il portale consente di segnalare parenti e amici con cui sono stati persi i contatti e di comunicare quando una persona viene ritrovata sana e salva. Lo riferisce il quotidiano El Nacional. “Molte famiglie non hanno ancora notizie dei propri cari. Se non riesci a contattare qualcuno, segnalalo qui. Se invece l’hai ritrovato, faccelo sapere, così il suo nome potrà portare sollievo e non angoscia”, si legge nel messaggio che accompagna l’iniziativa. Nelle prime ore di attività la piattaforma ha registrato 9.721 segnalazioni. Di queste, 9.166 riguardano persone ancora irreperibili, mentre 555 risultano già localizzate e al sicuro.
La situazione più critica viene segnalata nello Stato costiero di La Guaira, dove i blackout delle comunicazioni rendono difficile ottenere informazioni sull’entità dei danni. Sui social network e nelle chat di messaggistica continuano intanto a circolare fotografie di persone scomparse e appelli di familiari alla ricerca di notizie.
