Si è concluso oggi, con 8.842,593 milioni di euro raccolti e 281.140 contratti registrati, il collocamento della prima emissione del Btp Italia Sì, avviata lo scorso 15 giugno. Lo comunica il Mef in una nota. Il tasso minimo garantito definitivo del titolo è confermato sul livello annunciato lo scorso 12 giugno, all’1,60% più il tasso di inflazione nazionale.
Btp Italia Sì, raccolti più di 8,8 miliardi di euro
Nel dettaglio, ricorda il ministero, il codice Isin del titolo durante il periodo di collocamento è IT0005713539. Il codice Isin al momento dell’eventuale vendita dei titoli sul mercato secondario a partire dalla data di regolamento in poi sarà IT0005713547. Il numero indice dell’inflazione calcolato alla data di regolamento del titolo è 102,23333. L’importo emesso coincide con il controvalore complessivo dei contratti di acquisto validamente conclusi alla pari sul Mot, il Mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa italiana, nelle cinque giornate di collocamento, attraverso le due banche dealer, Intesa Sanpaolo e Unicredit, e il supporto delle due banche co-dealer Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm.
Btp Italia Sì, scadenze e premio extra
Il titolo, ricorda infine il Mef, ha data di godimento 23 giugno 2026 e scadenza 23 giugno 2031. Ai sottoscrittori che manterranno il Btp Italia Sì per tutta la durata dei 5 anni verrà garantito anche un premio finale extra pari allo 0,6% del capitale nominale investito.
Btp Italia Sì, cosa dice il mercato
Secondo l’analisi – riportata da Radiocor – di Vittorio Fontanesi, responsabile delle gestioni patrimoniali di Vontobel Wealth Management Sim, il collocamento del Btp Italia Sì “chiude con un ottimo risultato da parte del Tesoro nell’intercettare i bisogni del retail. La durata di 5 anni e il tasso reale garantito dell’1,60% più inflazione Foi, con la ciliegina di un premio fedeltà dello 0,6%, sono stati molto bene accolti. La scelta del Tesoro di accorciare la duration rispetto all’emissione precedente (con scadenza 7 anni) ha premiato, intercettando il favore del retail che preferisce ridurre il rischio di tasso in una fase volatile, compensando una cedola reale leggermente più bassa. Emissioni di questo tipo sono utili strumenti di diversificazione di portafoglio, va ricordato però che durante il loro corso aggiungono valore quasi esclusivamente in momenti di alta inflazione. A testimonianza del focus completo sul retail, a differenza delle passate edizioni non è prevista la consueta seconda fase pomeridiana riservata agli investitori istituzionali, che in genere preferirebbero scadenze più lunghe”.
