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Borsa, Generali sotto i riflettori: Unicredit propone a Delfin offerta di scambio sul 10% del Leone

Secondo il Sole 24 Ore Unicredit avrebbe proposto a Delfin di scambiare il 10% di Generali in mano alla holding con azioni della stessa Unicredit. Offerta per il momento rispedita al mittente

Borsa, Generali sotto i riflettori: Unicredit propone a Delfin offerta di scambio sul 10% del Leone

Gli occhi della Borsa sono concentrati oggi sulle Generali, grande protagonista di questa seconda fase del risiko bancario che ormai è anche assicurativo. Mentre il Ftse Mib viaggia sotto la parità (-0,1%), le azioni della compagnia del Leone, che da giorni continuano ad aggiornare il loro massimo storico, oggi avanzano dello 0,6% a 42,77 euro dopo aver toccato un massimo intraday di 43,93 euro. A sostenere la performance del gruppo guidato da Philippe Donnet sono le indiscrezioni pubblicate dal Sole 24 ore secondo cui Unicredit (+0,5%) avrebbe proposto a Delfin di scambiare il 10% di Generali in mano alla holding con azioni della stessa Unicredit. Un’iniziativa che per il momento la holding avrebbe rifiutato, ma che palesa il gran fermento in atto nell’azionariato del Leone.

Delfin e la proposta di Orcel sulle Generali

Secondo il quotidiano economico, dopo il lancio dell’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps, che porterebbe in dote a Ca’de Sans il 13,2% di Generali controllato da Mediobanca, ci sarebbero stati dei contatti tra la squadra di Andrea Orcel e il cda di Delfin a cui fanno capo la quota in EssilorLuxottica (34%), ma anche il 17,5% del Monte dei Paschi, una storica quota del 2,8% di Unicredit a cui il compianto fondatore Leonardo Del Vecchio teneva molto e, appunto, il 10% delle Generali.

Unicredit avrebbe messo sul piatto una sorta di offerta di scambio: il 10% della compagnia triestina controllato da Delfin per azioni della stessa banca. Alla luce delle attuali capitalizzazioni di mercato – 120 miliardi per Unicredit, 65,5 per le Generali – l’operazione porterebbe nel portafoglio della holding della famiglia Del Vecchio una quota poco sotto il 5% di Piazza Gae Aulenti che, sommata alla partecipazione già in suo possesso, farebbe di Delfin il primo azionista di Unicredit con l’8% circa. 

In parallelo, considerando la quota del 9% già detenuta nel Leone, Unicredit salirebbe oltre il 19% di Generali, diventandone primo socio. 

Il no di Delfin 

Per il momento, scrive il Sole 24 Ore, Delfin avrebbe rispedito al mittente la proposta per due motivi. In primo luogo perché le azioni Unicredit al momento viaggiano ai massimi e dunque l’eventuale concambio sarebbe sfavorevole, in secondo luogo perché in questa fase “per Delfin la liquidità risulterebbe l’opzione preferibile”. Non è dunque chiaro “se le discussioni si siano interrotte o siano solo sospese in attesa di modifiche dei termini dell’offerta in questione”. Unicredit non avrebbe comunque presentato richiesta all’Ivass per superare il 10% delle Generali. 

La possibile coabitazione tra Unicredit e Intesa

 “Un eventuale incremento della quota da parte di Unicredit potrebbe essere letto nell’ottica di tutelare eventuali accordi industriali, specialmente qualora, a esito dell’offerta su Mps, Intesa Sanpaolo diventasse azionista con il 13,2% della compagnia”, commentano gli analisti di Equita.

Nelle ultime settimane Piazza Gae Aulenti ha infatti avviato colloqui con Generali per rafforzare la partnership commerciale già esistente e sembra non voler restare a guardare mentre Intesa Sanpaolo fa le sue mosse. Se l’opas sul Monte dei Paschi avrà successo, la banca guidata da Carlo Messina salirà al 16,2% del Leone (contestualmente all’offerta ha annunciato di aver acquistato sul mercato circa il 3% della compagnia) e un eventuale rafforzamento di Unicredit porterà le prime due banche italiane a presidiare l’azionariato della compagnia. All’orizzonte però potrebbe non esserci nessuno scontro, anzi. Potrebbe profilarsi quella coabitazione auspicata da tutti, in grado di mettere al sicuro la stabilità e l’italianità delle Generali. Messina, d’altronde, ha già mostrato segnali d’apertura: “Se Unicredit vuole proporre una partnership e Donnet è contento, io non mi oppongo. Non ho un atteggiamento negativo nei confronti di Generali e Unicredit, mi interessa la difesa della stabilità. Se altri possono realizzare operazioni con sinergie tanto meglio”, aveva detto ai giornalisti.

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