Ad aprile il debito pubblico italiano segna un lieve passo indietro dopo il record del mese precedente. Secondo la pubblicazione “Finanza pubblica: fabbisogno e debito” di Bankitalia, il debito delle Amministrazioni pubbliche scende di 2,9 miliardi di euro, portandosi a 3.155,3 miliardi, dopo il massimo di marzo vicino ai 3.158 miliardi.
Il calo non dipende da un unico fattore, ma da una combinazione di dinamiche di cassa e aggiustamenti finanziari. Il principale contributo arriva dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro, scese di 21,6 miliardi fino a 42,4 miliardi complessivi. Questo effetto è stato solo in parte compensato dal fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, pari a 16,6 miliardi, e da altri fattori tecnici (scarti e premi sulle emissioni, rivalutazioni e cambi) per 2,1 miliardi.
Debito pubblico italiano: calano le Amministrazioni centrali, cresce quota residenti
Nel dettaglio, la riduzione del debito è quasi interamente attribuibile alle Amministrazioni centrali, in calo di 3,2 miliardi, mentre le Amministrazioni locali segnano un lieve aumento di 0,3 miliardi e gli Enti di previdenza restano invariati.
La struttura del debito resta stabile anche sul piano temporale: la vita media residua è ferma a 7,9 anni, senza variazioni rispetto al mese precedente.
Sul fronte dei detentori, la quota in mano alla Banca d’Italia scende al 17,3%, dal 17,6% del mese precedente. A marzo, ultimo dato disponibile, la quota dei non residenti è scesa al 35,2%, mentre quella degli altri residenti (famiglie e imprese) è salita al 14,5%. Nel complesso, si rafforza leggermente la componente domestica.
Entrate tributarie Italia: crescita nei primi quattro mesi del 2026
Accanto ai dati sul debito, la Banca d’Italia segnala anche l’andamento delle entrate fiscali. Ad aprile le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 44 miliardi di euro, con un aumento del 5% rispetto allo stesso mese del 2025, pari a un incremento di 2,1 miliardi. Nei primi quattro mesi del 2026 il totale raggiunge invece 173,1 miliardi di euro, in crescita dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un aumento complessivo di 3,1 miliardi.
Mercato obbligazionario: rimborsi netti in aprile
Nel mercato dei titoli di Stato e delle obbligazioni, aprile si chiude con rimborsi netti pari a 2,8 miliardi di euro per i settori residenti.
Le amministrazioni pubbliche registrano emissioni nette per 3,2 miliardi, sostenute da Bot per 7,6 miliardi, Btp per 2,3 miliardi e titoli internazionali per 2,1 miliardi, mentre i Cct segnano rimborsi netti per 8,8 miliardi.
Le banche contribuiscono con emissioni nette per 2,1 miliardi, mentre gli altri settori chiudono complessivamente in negativo con rimborsi netti pari a 8,1 miliardi.
Rendimenti Btp e Cct: variazioni contenute a maggio
Sul mercato secondario, i rendimenti dei titoli di Stato mostrano movimenti limitati. I Btp a 3 anni salgono al 2,92%, quelli a 10 anni al 3,84%, entrambi con un aumento di 2 punti base.
I Btp a 30 anni restano invariati al 4,61%, mentre il Cct sale al 3,25%, con un incremento di 12 punti base. Il quadro complessivo indica un mercato stabile, con lievi aggiustamenti sui tassi.
