I mercati archiviano la seduta di oggi con un deciso cambio di passo, sostenuti dalle aspettative di una possibile svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran. Le indiscrezioni su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz alimentano il ritorno dell’appetito per il rischio, mentre il petrolio arretra in modo significativo, contribuendo ad allentare le pressioni inflazionistiche. La giornata si è svolta in un contesto di scambi ridotti, con diverse piazze finanziarie chiuse per festività: da Hong Kong a Londra, da Zurigo fino a New York, ferma per il Memorial Day. Nonostante l’assenza di alcuni mercati chiave, le Borse rimaste aperte hanno reagito con decisione alle prospettive di distensione.
A rafforzare il clima di fiducia sono arrivate anche le parole del segretario di Stato Marco Rubio, secondo cui un accordo “abbastanza solido” sarebbe già sul tavolo, pur senza certezze sui tempi.
Europa in rally: Madrid guida, bene Parigi e Francoforte
Le principali piazze europee chiudono tutte in territorio positivo, con rialzi diffusi e consistenti. Madrid si conferma la migliore in progresso del 2,19%, seguita da Francoforte (+1,83%) e Parigi (+1,76%). Più contenuto ma comunque positivo il movimento di Amsterdam (+0,79%).
Un rally corale che riflette il miglioramento del sentiment globale e la crescente fiducia degli investitori in una possibile stabilizzazione dello scenario geopolitico.
Milano aggiorna i massimi dal 2000
Protagonista assoluta della seduta resta Piazza Affari, con il Ftse Mib che chiude in rialzo dell’1,43% a 50.220 punti, superando con decisione i massimi storici.
Il precedente record, pari a 50.109 punti, risaliva al 6 marzo 2000, nel pieno della bolla “dot-com”. Un livello simbolico che il listino milanese torna a oltrepassare dopo oltre venticinque anni.
Avio vola, bene Nexi e Amplifon, giù gli energetici
Sul listino milanese si mettono in evidenza diversi titoli. In testa corre Avio (+7,20%), sostenuta dall’interesse per il comparto spaziale e dall’attesa per operazioni di mercato nel settore.
Forte anche Nexi (+6,51%), spinta dalle prospettive di rafforzamento dell’azionariato, mentre Amplifon (+3,91%) beneficia delle promozioni degli analisti dopo il recente aumento di capitale, visto come un elemento di chiarezza strategica sulle operazioni future. Tra gli altri titoli in evidenza figurano Diasorin (+3,78%), Buzzi (+3,68%), Moncler (+3,11%), Stellantis (+2,92%), UniCredit (+2,75%).
Spicca anche Ferrari (+2,80%), sostenuta sia dal secondo posto di Lewis Hamilton nel Gran Premio del Canada sia dalle novità sul fronte finanziario. Il gruppo di Maranello ha infatti rafforzato il programma di buyback, portando la quota di azioni proprie al 9,50% del capitale. Intanto cresce l’attesa per il debutto di “Ferrari Luce”, la prima supercar completamente elettrica, che sarà presentata questa sera a Roma con un evento trasmesso in streaming.
Sul fronte opposto, restano sotto pressione i titoli legati all’energia, con Eni in calo dell’1,09%, seguita da Saipem (-0,28%) e da utility come Snam (-0,47%).
Energia in calo, spread in discesa
Il raffreddamento delle tensioni geopolitiche si riflette con forza sulle materie prime. Il petrolio cede oltre il 5%, con il WTI in area 91,4 dollari al barile e il Brent a 98,2 dollari, mentre anche il gas europeo arretra del 6,7% portandosi a 45,4 euro al megawattora.
Sul fronte obbligazionario, si rafforza il clima di fiducia: lo spread tra Btp e Bund si attesta a 71 punti base, in calo rispetto alle sedute precedenti. Il rendimento del Btp decennale scende in area 3,65%, mentre il Bund tedesco di pari scadenza si mantiene intorno al 2,9%.
Sul mercato valutario, l’euro si mantiene stabile sopra quota 1,16 contro dollaro, mentre l’oro resta su livelli elevati, a conferma di un contesto che, pur in miglioramento, continua a mantenere elementi di cautela.
