Eni ha avviato il collocamento di nuove obbligazioni a tasso fisso con scadenza a 5 e 9 anni destinate a investitori istituzionali, nell’ambito del programma Euro Medium Term Note. L’operazione ha registrato una domanda complessiva superiore a 6,5 miliardi di euro, confermando il forte interesse da parte del mercato.
Secondo i dati di collocamento, la tranche a più breve scadenza ha raccolto ordini per circa 3 miliardi di euro, mentre quella a più lunga durata ha superato i 3,5 miliardi. Nonostante la forte sovrascrizione, il gruppo ha deciso di procedere con un’emissione complessiva pari a 2 miliardi di euro, suddivisa tra 750 milioni per la scadenza a 5 anni e 1,25 miliardi per quella a 9 anni.
Nel frattempo, il titolo Eni registra una performance positiva in Borsa (+1,57%), sostenuto anche dall’andamento dei prezzi del petrolio e da fattori geopolitici legati alle tensioni internazionali. Parallelamente, l’attenzione degli investitori si concentra anche sullo stacco della quarta tranche del dividendo 2025, con record date fissata al 19 maggio e pagamento previsto per il 20 maggio.
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I nuovi bond Eni
L’operazione è stata deliberata dal Consiglio di amministrazione il 2 aprile 2026 e si inserisce nella strategia finanziaria del gruppo, finalizzata a mantenere una struttura del debito equilibrata. I proventi saranno destinati ai fabbisogni generali della società.
I titoli saranno quotati sui mercati regolamentati di Borsa Italiana e della Borsa del Lussemburgo. Le condizioni economiche dell’operazione sono state definite con uno spread di 63 punti base sopra il tasso midswap per la tranche a 5 anni e di 100 punti base per quella a 9 anni, riflettendo la diversa durata e il profilo di rischio delle due emissioni.
Per il collocamento, Eni è assistita da un sindacato di banche composto da Deutsche Bank, Hsbc, Imi–Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan, Natixis, Société Générale Corporate & Investment Banking, Unicredit e Bper Corporate & Investment Banking.
