Mentre il conflitto in Medio Oriente è ancora in una fase di stallo, Donald Trump si sta recando a Pechino per vedere se il presidente cinese Xi Jinping si dimostri più disponibile a raggiungere accordi. Se da una parte i segnali di surriscaldamento dell’inflazione arrivati ieri negli Usa stanno premendo sui titoli di stato in tutto il mondo, è ancora il settore tecnologico a tenere sostenuti i mercati azionari, con gli investitori che temono di rimanere fuori dal mercato quando il clima geopolitico si distenderà. Così le borse asiatiche, partite male, si sono decisamente riprese e altrettanto sembrano voler fare le borse europee in apertura, sulla base dei futures. Balza il rame ai massimi storici per la carenza dell’offerta legata alla guerra in Medio Oriente, mentre l’oro perde terreno.
L’Iran minaccia gli Usa sul nucleare
Le armi restano silenti, ma salgono i toni della retorica. Teheran torna a minacciare gli Stati Uniti con il portavoce della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale, Ebrahim Rezaei che su X scrive: “Se ci attaccherete arricchiremo l’uranio fino al 90%”. Non a caso ha indicato esattamente la percentuale necessaria per costruire una bomba atomica. Gli fa eco il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei: “Chiunque osi mettere piede sul suolo iraniano subirà gravi danni”.
Trump in volo per incontrare Xi Jinping. Il ceo di Nvidia aggiunto all’ultimo
A distanza di sei mesi i presidenti di Stati Uniti e Cina, tornano a incontrarsi mettendo sul tavolo una lunga serie di argomenti nel tentativo di stabilizzare i rapporti tesi. Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe arrivare in Cina nel corso della giornata, accompagnato da una serie di amministratori delegati, tra cui il ceo di Nvidia Jensen Huang, aggiunto all’ultimo minuto al team.
In vista dei colloqui, Pechino sembra più intenzionata a concentrarsi su Taiwan. Il governo cinese ha affermato che la sua determinazione a opporsi all’indipendenza di Taiwan è “ferma come una roccia” e che la sua capacità di “schiacciare” il separatismo è “indistruttibile”. Tuttavia, si sono notati alcuni segnali di distensione. Cina e Stati Uniti stanno valutando la possibilità di estendere la tregua sulle restrizioni all’esportazione di terre rare dalla Cina, sebbene i dati doganali mostrino che Pechino continua a limitare le spedizioni di questi materiali vitali per la difesa e l’industria manifatturiera.
Gli operatori hanno intensificato le scommesse sul rafforzamento dello yuan, puntando sul fatto che i colloqui favoriranno una tregua commerciale. La valuta cinese si è rafforzata superando quota 6,8 per dollaro, sia onshore che offshore, raggiungendo livelli che non si vedevano da più di tre anni. Le scommesse sullo yuan sono ai livelli più rialzisti del 2026 dopo essere salite al massimo dal 2 gennaio, come indicano i prezzi delle opzioni.
Titoli di stato sotto pressione dopo il dato dell’inflazione Usa ieri
Il crescente impatto economico del conflitto in Medio Oriente ha iniziato a pesare sulle prospettive di politiche moneterie più restrittive e di conseguenza sul mercato dei titolti di stato.
Ieri l‘inflazione statunitense, risultata ieri superiore alle attese, ha modificato le attese sui tassi della Fed: gli operatori di mercato hanno per lo più ormai accantonato la possibilità di un taglio dei tassi quest’anno, nonostante il cambio della guardia alla presidenza, e stanno iniziando a ritenere più probabile un aumento. Le aspettative di un aumento del tasso sui fondi federali di almeno 25 punti base nella riunione di dicembre sono salite a oltre il 35%, rispetto a meno del 22% di inizio settimana, secondo lo strumento FedWatch del CME. Ieri il Senato Usa ha confermato la nomina a Kevin Warsh.
Le prospettive di un aumento dei tassi ufficiali si stanno abbattendo sul mercato dei titoli di stato. Il rendimento dei titoli di stato Usa a due anni, sensibile ai tassi di interesse, si è mantenuto appena sotto il 4%, mentre il rendimento dei titoli a 30 anni si è attestato a soli due punti base dal massimo di quest’anno. Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 20 anni è salito al di sopra del picco di gennaio, raggiungendo il livello più alto dal 1997, a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia che contribuisce alla pressione inflazionistica.
Wall Street ieri per lo più in calo dopo i dati sull’inflazione. Il Dow guadagna grazie al balzo di Moderna
Ieri a Wall Street lo S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso in calo, allontanandosi dai massimi storici, a causa di dati sull’inflazione superiori alle attese e di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran sempre più precario. La debolezza dei titoli tecnologici ha trascinato al ribasso soprattutto il Nasdaq (-0,71%) , mentre i titoli del settore sanitario, sostenuti da un balzo di Humana hanno contribuito a mantenere il Dow Jones in territorio positivo (+0,11%). Lo S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,16%. L’indice Philadelphia Semiconductor Index ha perso il 3%, il calo maggiore delle ultime due settimane.
Humana è salita del 7,7% dopo che Bernstein ha alzato del 36% il target price. GameStop è calato del 3,5% in seguito all’annuncio di eBay il rifiuto dell’offerta di acquisizione da 56 miliardi di dollari del pioniere del meme stock. Zebra Technologies è balzato dell’11,4% dopo che il produttore di scanner di codici a barre ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita annuale delle vendite, scommettendo su una forte domanda per i suoi prodotti che contribuiscono ad automatizzare i flussi di lavoro di produzione.
Hims & Hers Health è crollata del 14,1% dopo che la società di telemedicina ha mancato le stime di Wall Street sui ricavi del primo trimestre e ha registrato una perdita a sorpresa.
Con la stagione delle trimestrali che si avvia alla conclusione, gli investitori si concentrano sempre più su valutazioni, macroeconomia e sviluppi geopolitici. Ieri tra i dati economici sono spiccati i prezzi al consumo, aumentati ad aprile a un ritmo più rapido rispetto a quanto previsto dagli analisti, poiché la chiusura dello Stretto di Hormuz a causa della guerra con l’Iran ha continuato a interrompere l’approvvigionamento di petrolio greggio.
Asia rimbalza dopo il calo iniziale. Kospi trainato da Sk Hynix e Samsung
Le borse asiatiche, partite deboli, si sono riprese nel corso della seduta portandosi in rialzo. L’indice Msci delle azioni dell’Asia-Pacifico ha guadagnato lo 0,1% dopo i cali iniziali. Gli investitori continuano a puntare sulle aziende di semiconduttori, nella convinzione che la diffusione dell’intelligenza artificiale stimolerà gli utili aziendali. L’indice tecnologico Msci Asia Pacific ha guadagnato lo 0,2%.
Sono ancora le azioni coreane a stupire: l’indice Kospi dopo aver perso fino al 3,2% è poi rimbalzato e mostra un rialzo del 2,4%, con SK Hynix che ha registrato un’impennata del 7,6%, raggiungendo un nuovo record e con Samsung Electronics, crollato fino al 6,1% prima di riprendersi e chiudere in rialzo dell’1,8%. Il colosso dell’elettronica non è riuscito a raggiungere un accordo salariale con il suo sindacato sudcoreano creando le condizioni affinché oltre 50.000 lavoratori entrino in uno sciopero generale che minaccia di interrompere la produzione di chip per l’intelligenza artificiale e altri tipi di chip. A Seul è previsto l’incontro tra il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, e il vice primo ministro cinese He Lifeng, prima del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino.
L’indice Nikkei di Tokyo è a +0,5%, verso la terza seduta consecutiva di rialzo. Lo yen è poco mosso a 157,7 su dollaro. Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, in visita in Giappone, ha fatto eco alla sua omologa giapponese Satsuki Katayama, definendo indesiderabile un’eccessiva volatilità dei cambi, in un’ulteriore dimostrazione della tacita approvazione da parte degli Stati Uniti del recente intervento di mercato del Giappone.
In Cina l’indice Hang Seng è a +0,1%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen invariato. Taiex di Taipei a -1,4%, per effetto della flessione di Taiwan Semiconductor: il titolo è alla quarta seduta consecutiva di ribasso.
Il rame balza ai massimi storici: la guerra in Medio Oriente ostacola l’attività mineraria
Il rame ha esteso i guadagni sopra i 14.000 dollari a tonnellata, avvicinandosi al massimo storico raggiunto all’inizio dell’anno, mentre aumentano i rischi per l’approvvigionamento a causa delle interruzioni dell’attività mineraria in tutto il mondo. La carenza di forniture di zolfo provenienti dal Medio Oriente ha minacciato le prospettive di produzione di alcune miniere in Africa, aggravando le interruzioni già esistenti in altri importanti siti in tutto il mondo. La domanda di rame si mantiene stabile soprattutto grazie alla Cina, che ha registrato un consumo elevato proveniente dalle reti elettriche, dalle energie rinnovabili e dal settore dell’intelligenza artificiale.
Altrove, il petrolio Brent è sceso dell’1,4% a circa 106,30 dollari al barile. L’oro è calato dello 0,3% a circa 4.700 dollari l’oncia, mentre l’argento si è attestato intorno agli 86,40 dollari.
Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi ad Avio e Recordati
Le borse europee sono viste partire in rialzo. Indice Euro Stoxx 50 +0,9%.
Germania. Ad aprile i prezzi all’ingrosso sono aumentati del 6,3%.
Avio – Nel primo trimestre, ha visto un incremento dei ricavi del +19% su base annua a 128,5 milioni. L’Ebitda reported ha raggiunto 5,2 milioni, +29,9%. Il portafoglio ordini si presenta in leggera flessione del 2,3%. La guidance annuale è stata confermata. La raccolta ordini ha raggiunto 80 milioni di euro.
Enel – L’assemblea degli azionisti ha rinnovato l’autorizzazione all’acquisto fino a un massimo di 200 milioni di azioni, per un controvalore massimo di 1,5 miliardi euro, entro 18 mesi da oggi.
Eni – Ha incaricato Morgan Stanley di assisterlo nella raccolta di fondi da investitori come Apollo, Kkr e Stonepeak nell’ambito di una possibile operazione su suoi asset Flng. Lo riporta Reuters citando tre fonti a conoscenza della vicenda. L’operazione potrebbe generare per il gruppo petrolifero almeno un miliardo di euro.
Inwit – Ha chiuso il primo trimestre con un utile netto pari a 81 milioni, -11,1% su base annua, e ha confermato la guidance 2026.
Recordati – Nei primi tre mesi dell’anno, l’utile netto rettificato ha raggiunto 188,1 milioni (+7,2%), l’Ebitda 283,6 milioni (+5%) con un margine del 39,7%. Confermati gli obiettivi finanziari per il 2026.
Telecom Italia – Barclays ha alzato il target price a 0,66 euro, dai 0,63 euro precedenti, giudizio Overweight confermato.
Tenaris – L’assemblea ha deliberato di diminuire a dieci il numero dei membri del cda. Paolo Rocca è stato confermato presidente, Gabriel Podskubka amministratore delegato. I soci hanno inoltre approvato il dividendo annuo pari a 0,89 dollari per azione.
Terna – Pasqualino Monti è stato nominato all’unanimità Amministratore delegato e Direttore generale.
MFE-Mediaforeurope – La controllata ProSiebenSat.1 Media ha chiuso il primo trimestre con un Ebitda pari a 44 milioni di euro, sopra le attese. I ricavi sono stati pari a 775 milioni, -3% su base annua a livello organico
