Condividi

Banner FIRSTonline

Israele, tribunale speciale per i crimini del 7 ottobre: su quelli di Hamas torna l’ombra della pena di morte

La Knesset approva all’unanimità il tribunale speciale per processare circa 300 presunti miliziani palestinesi accusati dei crimini del 7 ottobre. Possibile pena di morte

Israele, tribunale speciale per i crimini del 7 ottobre: su quelli di Hamas torna l’ombra della pena di morte

La Knesset, il parlamento monocamerale d’Israele, ha approvato l’istituzione di un tribunale militare speciale per processare i circa 300 presunti miliziani palestinesi catturati vivi dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023. Il voto è arrivato nella notte, con 93 parlamentari favorevoli e nessun contrario tra i presenti in aula. Una convergenza rara, maturata in un Paese ancora attraversato dal trauma di quella giornata e deciso a costruire un procedimento giudiziario interamente dedicato alle stragi compiute da Hamas.

La nuova legge apre anche alla possibilità della pena di morte per gli imputati riconosciuti colpevoli dei reati più gravi, incluso il genocidio. Una misura estrema che riporta al centro del dibattito una sanzione che in Israele è stata eseguita una sola volta, nel 1962, contro il criminale nazista Adolf Eichmann.

Un tribunale per il trauma nazionale

Il tribunale speciale sarà chiamato a giudicare gli uomini accusati di aver preso parte agli attacchi del 7 ottobre, in particolare membri delle brigate Al Nukbha, l’unità scelta dei combattenti di Hamas. La legge attribuisce al tribunale la competenza su tutti i reati ritenuti pertinenti, dal terrorismo all’assistenza al nemico in tempo di guerra, fino al danneggiamento della sovranità israeliana, all’istigazione alla guerra e al genocidio. Proprio la condanna per genocidio potrebbe comportare la pena capitale.

Il provvedimento ha una natura speciale. A marzo Israele aveva già approvato una legge che introduceva la pena di morte per chi fosse riconosciuto colpevole di attentato alla sicurezza dello Stato, ma quella norma non aveva effetto retroattivo e non poteva dunque essere applicata a persone già detenute. La nuova disposizione nasce invece per il procedimento sui crimini del 7 ottobre.

Pena capitale e processo in streaming

La legge prevede che un collegio di giudici possa infliggere la pena di morte a maggioranza. Gli imputati potranno ricorrere contro la sentenza, ma gli appelli saranno esaminati da una corte d’appello speciale e non dalle corti ordinarie.

Un altro elemento destinato a far discutere riguarda la sede e la forma del processo. Le udienze dovrebbero svolgersi in un’aula speciale a Gerusalemme e sarebbero trasmesse in diretta streaming. È anche per questo che la stampa locale ha evocato il precedente del processo Eichmann, seguito allora in televisione e rimasto nella memoria collettiva israeliana come uno dei momenti giudiziari più importanti della storia del Paese.

Le critiche dei giuristi e il nodo delle garanzie

Le obiezioni principali riguardano l’equità del processo. Secondo i critici, la struttura speciale del tribunale e della corte d’appello potrebbe rendere più difficile garantire agli imputati tutti i passaggi previsti da un procedimento pienamente imparziale. A pesare sono anche le accuse relative alle condizioni di detenzione. Chi si oppone alla legge sostiene che il livello di torture e maltrattamenti denunciato nei confronti dei prigionieri possa incidere sulla solidità delle prove e sulla possibilità di accertare i fatti in modo incontestabile.

Ma nel voto della Knesset queste preoccupazioni non hanno trovato spazio politico. Il via libera senza contrari fotografa un consenso trasversale, maturato in un clima segnato dalla richiesta di giustizia severa. La proposta è stata presentata congiuntamente da Simcha Rothman, deputato del partito Sionismo Religioso e membro della coalizione di governo, e da Yulia Malinovsky, esponente dell’opposizione di Yisrael Beytenu. Il ministro della Giustizia Yariv Levin ha definito l’approvazione della legge “uno dei momenti più importanti dell’attuale Knesset. Si percepisce che stiamo facendo la cosa giusta trovando un modo per unirci in questo momento, anche se siamo alla vigilia delle elezioni e nonostante tutti i disaccordi esistenti”.

Costi, tempi e un messaggio politico

L’attuazione della legge potrebbe però non essere immediata. Restano infatti divergenze tra ministero della Difesa e ministero delle Finanze sui costi dell’operazione. La Difesa valuta l’iniziativa intorno a 1,72 miliardi di dollari, considerando la costruzione di un complesso giudiziario dedicato e l’impiego di circa 400 persone tra soldati e personale civile. Il ministero delle Finanze avrebbe invece indicato una cifra più bassa, pari a circa 689 milioni di dollari. La legge stabilisce inoltre che le persone sospettate, accusate o condannate per i crimini del 7 ottobre non possano essere liberate nell’ambito di accordi di rilascio dei detenuti. È una clausola dal forte peso politico, che mira a sottrarre questi imputati a eventuali scambi futuri.

Per Israele sarà il processo più carico di significato dalla cattura e condanna di Eichmann. Per chi lo contesta, il rischio è che la ricerca di una pena esemplare finisca per comprimere le garanzie del diritto.

Commenta