Condividi

Banner FIRSTonline

Venezia, una città da ripensare: la vera posta in gioco delle elezioni del 24 e 25 maggio

Moto ondoso, manutenzione urbana, gestione dei flussi turistici e ripopolamento della città sono i quattro temi su cui si giocano le elezioni del 24 e 25 maggio ma soprattutto il futuro della perla della laguna veneta

Venezia, una città da ripensare: la vera posta in gioco delle elezioni del 24 e 25 maggio

Con il 1980 inizia un’altra era dove il turismo comincia a svilupparsi nel mondo intero. L’avvio della globalizzazione, i progressi travolgenti dei trasporti aerei e lo sviluppo di internet, il miglioramento delle condizioni economiche della popolazione occidentale e, più tardi di quella asiatica, determinano una crescita, senza precedenti, del turismo che investe le spiagge, le stazioni montane, le città d’arte e non solo. Si visita tutto, si soggiorna dappertutto, in ogni dove.

Venezia è sempre stata per secoli una meta: nel passato lontano un centro di affari e negli ultimi secoli una meta turistica. Dagli anni Ottanta comincia ad essere una meta che “tutti” intendono visitare. Un altro punto di svolta per Venezia è la riscoperta del Carnevale, nel 1979, che incrocia lo sviluppo del turismo mondiale con la sua offerta invernale.  

Le occasioni di “far guadagno” a Venezia vanno alle stelle e con i turisti arrivano gli investitori grandi e piccoli. Gli affitti salgono di prezzo così come i beni di consumo e sono fattori all’origine dell’abbandono della città per Mestre o località vicine di terraferma. La città d’acqua ha soltanto 45 mila abitanti! 

Due fenomeni investono Venezia. Le navi da crociera che transitano per il bacino di San Marco, percorso ora bloccato dal governo Draghi, in realtà dal suo consigliere Francesco Giavazzi, che conosce bene la città. L’altro fenomeno è il sorgere delle piattaforme Airbnb, un modello di business che consiste nell’”affittare la stanza a giornata”, alla quale concorre anche molta popolazione veneziana con stanze in eccesso.   

Se questo è un veloce sguardo della situazione attuale, non bisogna dimenticare il turismo culturale che apprezza una città particolare dove si va a piedi o in barca e dove numerose sono le istituzioni culturali, dalla Biennale alla Fenice e alle molte istituzioni e centri culturali che stanno tuttora acquistando antichi Palazzi in concorrenza con i grandi alberghi.     

I 4 temi al centro delle Elezioni a Venezia

Il moto ondoso, la manutenzione urbana, la gestione dei flussi turistici, il ripopolamento della città, avviando attività di ricerca e di studio per combattere la monocultura turistica, tutti temi da anni sul tappeto, problemi – per dirla con Montanelli – che nel tempo si stanno consumando, se non vengono affrontati con urgenza.

D’altro canto, Mestre ne ha altri, le periferie, il degrado urbano, la delinquenza legata allo spaccio, la mobilità e la vivibilità in città. Da qualche tempo si assiste anche nella città di terraferma, ad abbandoni di popolazione per altri siiti della provincia. Problemi complessi che avrebbero bisogno di focalizzazioni particolari! La classe dirigente della Città, non solo politica, e soprattutto gli interessi economici in gioco, sono concordi però nel mantenere unite le due città. 

Il marchio Venezia, per il suo rilievo internazionale e per l’attrazione che esercita è un boccone troppo ghiotto per lasciarselo sfuggire. Offre vantaggi a tutti, ma danneggia la salvaguardia della città. Un bene dell’umanità non solo per i monumenti e i tesori artistici che qui insistono, in armonia con il paesaggio, ma anche per il “modello di città” originale che ha saputo conservare contemperando la modernità con uno stile di vita ancora d’altri tempi! Vogliamo concorrere a distruggerlo?

A fine mese vi saranno le elezioni comunali. Per undici anni è stato sindaco un imprenditore locale che non ha certo brillato, molto vicino all’attuale governo. Ha pure diffuso un volume di oltre mille pagine per lanciare un suo assessore come candidato,Simone Venturini; a questo si contrappone un senatore del Pd espressione del “campo lago”, Andrea Martella.

L’obiettivo di fondo è opporsi alla “fame di guadagno” degli animal spirits, locali, nazionali e internazionali. Oltre alla regolamentazione più efficace dei flussi turistici, un’altra strada da perseguire è il ripopolamento sia offrendo abitazioni, a condizioni di favore, a quanti già lavorano in città, a Venezia ci sono 3.000 appartamenti da restaurare, senza contare quegli sfitti. Necessario anche favorendo l’insediamento di aziende nazionali e internazionali in grado di fornire lavoro qualificato. Borse di studio, ostelli, residenze per ricercatori, ricreando le condizioni di vita di una “città normale”: incentivando la permanenza di botteghe artigiane (comprese quelle che offrono lavori di manutenzione che questa città richiede), negozi di vicinato, ma anche negozi e insediamenti nel campo dell’arte (anche qui qualcosa si sta muovendo). Allo stesso tempo offrire sempre condizioni particolari per spingere sulla formazione e ricerca, sostenendo le università, ma anche attrarre centri di ricerca internazionali offrendo ai loro operatori facilitazioni per vivere a Venezia.   

Non dimentichiamo poi la situazione della sicurezza dei cittadini sia a Mestre che al centro storico. Vi sono molte proposte, ma sembra interessante quella di prevedere che la Polizia Municipale sia più presente nel territorio con adeguate modalità di intervento. 

La difesa dall’ascesa della marea

Altro tema fondamentale per la sopravvivenza della città d’acqua è difendersi dall’ascesa della marea. Per la fine del secolo avremo un metro in più, e non è lo scenario più catastrofico” avverte il professore Andrea Rinaldo, una vita dedicata all’ingegneria idraulica, vincitore del Nobel dell’acqua, rilancia il suo appello per coinvolgere le migliori menti della ricerca al fine di trovare una soluzione per la Venezia del prossimo futuro”. 

Prosegue sempre Rinaldo: “Oggi c’è una lobby molto forte che lavora per la monocultura turistica, diventerà solo una quinta teatrale. Bisogna, invece, tornare ad un modello di città completa, lavorando non sugli accessi, ma sulla diversificazione della residenza, sulla fabbrica della innovazione. C’è da ripensare un po’ a tutto e va fatto con iniziative di alto profilo e di respiro internazionale” .

Commenta