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Armani: allo studio la vendita del 15% in quote uguali tra Essilux, Lvmh e L’Oreal. Cosa dice il testamento di Re Giorgio

Giorgio Armani Spa: suddividere la quota del 15% in parti uguali fra Essilux, Lvmh e L’Oreal sarebbe l’idea prevalente nell’azienda fondata da “Re Giorgio” per rispettare le volontà indicate nel testamento dallo stilista scomparso a settembre

Armani: allo studio la vendita del 15% in quote uguali tra Essilux, Lvmh e L’Oreal. Cosa dice il testamento di Re Giorgio

Suddividere la quota del 15% della Giorgio Armani Spa in parti uguali fra Essilux, Lvmh e L’Oreal. Sarebbe questa – secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica – l’idea prevalente nell’azienda fondata da “Re Giorgio” per rispettare le volontà indicate nel testamento dallo stilista scomparso lo scorso settembre. L’ad Giuseppe Marsocci sta mettendo a punto un piano industriale in continuità, per i prossimi cinque anni, da consegnare alle banche d’affari che saranno chiamate a selezionare i futuri acquirenti di una quota di minoranza del gruppo, a partire dal 9 settembre.

Armani, il testamento di Re Giorgio

Il testamento prevede infatti che tra i 12 e i 18 mesi dalla lettura, si proceda alla vendita del 15% del capitale. Il processo – si legge nell’articolo – non è ancora partito, devono essere selezionati almeno due advisor – di cui uno probabilmente sarà Rothschild – ma in azienda starebbe maturando l’idea di dividere la vendita in tre pacchetti del 5% ciascuno. Il testamento indica la vendita “in via prioritaria” a Lvmh, EssilorLuxottica o L’Oreal, o ad altre società del mondo “della moda o del lusso di pari standing, da individuare con il benestare di Leo Dell’Orco“, compagno di una vita dello stilista ed erede del 40% della Giorgio Armani Spa.

“Non è detto che si vada avanti su questa strada – scrive il quotidiano – ma dividere la quota in tre avrebbe il pregio di dare più tempo all’azienda per progettare il futuro sulla linea tracciata dal fondatore, per esprimere a pieno il suo potenziale e prepararsi alla seconda fase”. Armani nel testamento scrive infatti che passati tre-cinque anni (ovvero dal settembre 2028 al 2030), l’azienda potrà scegliere – sempre su impulso di Dell’Orco – se quotarsi in Borsa, oppure vendere dal 30% fino al massimo del 54,9% del capitale al “medesimo acquirente” del primo 15%.

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