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Meloni-Rubio, prove di disgelo tra Italia e Usa ma le distanze restano: “Ognuno difende i propri interessi”

Prove di disgelo a Roma tra l’amministrazione americana e il governo Meloni, dopo i pesanti attacchi di Trump alla premier. Ma, al di là dei toni cordiali e del rinnovato impegno a collaborare, nessuno sembra aver fatto un passo indietro. La premier: “Ognuno difende i suoi interessi”. Il segretario Usa: “Su truppe decide Trump”

Meloni-Rubio, prove di disgelo tra Italia e Usa ma le distanze restano: “Ognuno difende i propri interessi”

Un’ora e mezza di colloquio per cercare di sciogliere il gelo calato tra Roma e Washington dopo gli attacchi del presidente Usa, Donald Trump. “Un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali, ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente”, sintetizza la premier Giorgia Meloni dopo il faccia a faccia con il segretario di Stato Usa Marco Rubio. Crisi in Medio Oriente, Hormuz, Libia e processo di pace in Libano oltre che in Ucraina al centro del confronto. “Sostengo la Nato ma alcuni Paesi, come la Spagna, ci hanno creato pericoli inutili negando l’uso delle basi”, dice l’inviato Usa, chiarendo che sull’eventuale ritiro di militari americani dall’Europa “decide Trump”.

Meloni-Rubio: prove di disgelo tra Italia e Usa

Vero è che, al di là dei toni cordiali e del rinnovato impegno a collaborare, tra Usa e Italia nessuno sembra aver fatto un reale passo indietro.

“Ottimo incontro con la premier italiana Meloni a Roma per rafforzare la duratura partnership strategica Usa-Italia“, ha commentato Rubio su X, postando una foto dell’amichevole saluto tra i due a Palazzo Chigi. Ma i rispettivi ‘readout’ dell’incontro sono scarni e vaghi. Con il capo della diplomazia americana che “ha sottolineato l’impegno degli Stati Uniti a una stretta collaborazione sulle priorità condivise”, dopo aver discusso “le sfide alla sicurezza regionale, tra cui quelle relative al Medio Oriente e all’Ucraina, e l’importanza della continua collaborazione transatlantica per affrontare le minacce globali”.

Meloni-Rubio, la nota di Palazzo Chigi

Nella nota ufficiale di Palazzo Chigi si parla di un “ampio e costruttivo confronto” nel quale sono state affrontate “numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in Medio Oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina”. “Un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente”, conclude la nota.

Meloni-Rubio, la premier e gli interessi nazionali

Una sottolineatura ripetuta poco dopo – ma stavolta con una inversione secca dei concetti – dalla stessa Meloni a margine di una iniziativa di Confagricoltura, dove ha evidenziato che Italia e Stati Uniti comprendono “quanto sia importante il rapporto transatlantico, ma entrambi allo stesso modo comprendono quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali: quindi l’Italia difende i propri interessi nazionali esattamente come fanno gli Stati Uniti ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo”. Un modo per dire che, quando gli interessi divergono, non ci si allinea silenziosamente.

Evidentemente un’ora e mezza di colloquio non è bastata a sciogliere tutti i nodi sul tappeto. A partire dall’Iran, dove Rubio è andato in pressing lamentandosi del mancato aiuto degli alleati, compreso il blocco dello Stretto di Hormuz, sul quale “bisogna essere pronti a qualcosa di più che parole forti”. Ma la linea del governo italiano per ora non cambia. Resta inoltre l’incognita della minaccia fatta da Trump di ritirare le truppe Usa dai Paesi Nato che non hanno appoggiato le azioni militari americane in Iran, tra cui l’Italia, la Germania.

Non va meglio su Ucraina e Libano. “Restiamo pronti a svolgere il ruolo di mediatori su Kiev se può essere utile ma non vogliamo sprecare tempo, energie e sforzi in qualcosa che non avanza”, ha detto Rubio.

Toni forse più rasserenati nell’incontro fra Rubio e il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha sorpreso il suo omologo regalandogli un albero genealogico che ricostruisce il ramo italiano della sua famiglia, con radici in Piemonte. Rubio sembra non arretrare neppure sulle polemiche col PapaLeone XIV lo ha ricevuto giovedì in Vaticano – rivendicando il diritto di Trump di parlare “sempre con franchezza di ciò che pensa degli Stati Uniti e della politica statunitense”, convinto che si possa mantenere “un rapporto molto produttivo, fruttuoso e importante con la Chiesa”.

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