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Anima Holding: salgono i ricavi (+5%) ma l’utile netto consolidato scende a 61,4 milioni

Anima Holding ha chiuso il primo trimestre del 2026 con ricavi totali consolidati per 140,6 milioni, in crescita del 5% sullo stesso periodo del 2025, e un utile netto consolidato sceso del 14% a 61,4 milioni mentre il risultato normalizzato cresce del 13% a 69,9 milioni

Anima Holding: salgono i ricavi (+5%) ma l’utile netto consolidato scende a 61,4 milioni

Anima Holding (gruppo Banco Bpm) ha chiuso il primo trimestre del 2026 con ricavi totali consolidati per 140,6 milioni, in crescita del 5% sullo stesso periodo del 2025, e un utile netto consolidato sceso del 14% a 61,4 milioni mentre il risultato normalizzato cresce del 13% a 69,9 milioni. Le commissioni nette di gestione, si legge in una nota, sono salite del 5% a 92,1 milioni mentre la raccolta netta (con esclusione dei portafogli assicurativi di Ramo I) è stata negativa per 5,8 miliardi, di cui 5,7 miliardi derivanti dalla fine del mandato di gestione di Etica Sgr.

Anima Holding: i conti del primo trimestre 2026

“Chiudiamo il primo trimestre con buoni risultati reddituali ed aspettative costruttive per l’anno in corso, nonostante evidenti esternalità avverse”, ha commentato Saverio Perissinotto, amministratore delegato dell’azienda attiva nel settore del risparmio gestito. Secondo l’ad “la diversificazione dei canali di business e l’elevata ottimizzazione operativa si sono dimostrati ancora una volta elementi vincenti”.

La flessione dell’utile netto, spiega Anima, è da imputare “unicamente” al venir meno di un ricavo una tantum di 31,8 milioni di euro da un distributore, contabilizzato nel trimestre dello scorso anno. Inoltre, nonostante la perdita del mandato con Etica Sgr e il calo dei mercati per effetto della guerra in Iran, a fine marzo il totale dei patrimoni gestiti e amministrati risulta in crescita dell’1%, a 203,3 miliardi, rispetto a un anno fa.

Le commissioni di incentivo sono state pari a 29,3 milioni di euro, sostanzialmente invariate sul primo trimestre del 2025, mentre i costi operativi ordinari sono scesi dell’1%, a 39,5 milioni di euro, con un cost-income, al netto delle commissioni di incentivo, in calo al 35,5%. La posizione finanziaria netta consolidata al 31 marzo 2026 risulta positiva per 558,3 milioni, a fronte dei 221,3 milioni di un anno fa.

La variazione rispetto ai 491,2 milioni di inizio anno riflette la generazione di cassa da attività operative, parzialmente compensata da una diminuzione di valore della quota dell’1,7% in Mps. Occorre però notare che, a differenza di quanto avvenuto lo scorso anno, il dato sulla cassa al 31 marzo non include 162,6 milioni di debito per dividendi, in quanto deliberati ad aprile.

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