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Aerei, allarme Aie: “Rischio stop voli a fine maggio, in Europa il carburante potrebbe finire tra 6 settimane”

L’allarme dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie): l’Europa potrebbe avere a disposizione carburante per aerei per sole sei settimane, con gravi conseguenze per l’economia del continente

Aerei, allarme Aie: “Rischio stop voli a fine maggio, in Europa il carburante potrebbe finire tra 6 settimane”

L’Europa potrebbe avere a disposizione carburante per aerei per sole sei settimane, con gravi conseguenze per l’economia del continente: è l’allarme lanciato dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie). “Diversi Paesi europei potrebbero iniziare a trovarsi ad affrontare carenze di carburante per aerei nelle prossime 6 settimane, a seconda di quanto riusciranno a importare dai mercati internazionali per compensare la perdita di forniture provenienti dal Medio Oriente, che in precedenza rappresentavano il 75% delle importazioni nette di carburante per aerei in Europa”, ha dichiarato l’Aie a Cnbc.

Aerei, allarme Aie: “Rischio stop a fine maggio”

In precedenza, il direttore esecutivo dell’Aie, Fatih Birol, aveva affermato in un’intervista all’Associated Press che il blocco dello Stretto di Hormuz avrebbe provocato “la più grande crisi energetica che abbiamo mai affrontato”, aggiungendo che l’impatto economico più ampio comprende “prezzi della benzina più alti, prezzi del gas più alti, prezzi dell’elettricità più alti”, con alcune parti del mondo “colpite più duramente di altre”.

Voli aerei e rischi, le parole di Birol

“Se lo Stretto di Hormuz dovesse restare chiuso, per l’Europa ci sono due rischi. Il primo è l’aumento dei prezzi del petrolio, del gas e della benzina. Il secondo riguarda la disponibilità dei prodotti raffinati. Alcune forniture potrebbero non arrivare più e potremmo trovarci di fronte a carenze di carburante per l’aviazione e diesel”. Le dichiarazioni sono quelle rese da Birol in una intervista a La Stampa. “Il problema è concreto. Se l’interruzione dovesse durare sei settimane o più, potremmo arrivare persino alla cancellazione di voli per mancanza di jet fuel“, ha spiegato.

“Sì, stiamo affrontando più problemi contemporaneamente”, ha risposto Birol interpellato se quella attuale sia la situazione più grave dai tempi dalla crisi del 1973. “Oltre al petrolio, ci sono criticità legate ai petrolchimici e all’elio, fondamentali per le catene globali di approvvigionamento. Interruzioni in questi ambiti possono avere conseguenze molto serie”.

Anche in caso di accordo tra Iran e Stati Uniti, i danni alle infrastrutture potrebbero richiedere fino a due anni per essere riparati. Sul nucleare, ha sottolineato che “l’Italia dovrebbe riconsiderarlo per rafforzare sicurezza energetica e crescita” mentre il direttore dell’Aie è contrario a riacquistare il gas russo, come chiesto invece alcuni giorni fa dall’ad di Eni, Claudio Descalzi: “Sarebbe una scelta politica e rischierebbe di rivelarsi un errore”, ha chiosato Birol..

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