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Pirelli, via libera del cda a bilancio 2025 e dividendo a 0,34 euro: ma i cinesi di Sinochem non lo votano. Confermata guidance 2026

Pirelli, approvato a maggioranza il bilancio 2025: a favore, 9 consiglieri su 14. Dai cinesi di Sinochem nessun via libera: tre votano contro, due si astengono. La proposta di dividendo totale ammonta a 0,34 euro per azione, pari a circa 369 milioni di euro

Pirelli, via libera del cda a bilancio 2025 e dividendo a 0,34 euro: ma i cinesi di Sinochem non lo votano. Confermata guidance 2026

Il consiglio di amministrazione di Pirelli ha approvato a maggioranza il bilancio al 31 dicembre 2025 i cui risultati consolidati non auditati e preliminari erano già stati comunicati al mercato il 25 febbraio 2026. A favore si sono espressi 9 su 14 consiglieri, mentre hanno votato contro i consiglieri Chen Aihua, Zhang Haitao e Chen Qian, motivando il loro dissenso unicamente in ragione della dichiarazione – richiamata nella sezione eventi di rilievo della relazione stessa – di avvenuta cessazione del controllo di Sinochem su Pirelli, in continuità con quanto già riportato dal bilancio 2024. Si sono, invece, astenute Fan Xiaohua e Tang Grace.

Il cda ha approvato i risultati della capogruppo, che nel 2025 ha registrato un utile netto di 285,2 milioni di euro (302 milioni di euro nel 2024). Come già anticipato, il cda – in linea con la politica dei dividendi dell’anno precedente, pari al 50% circa dell’utile netto consolidato – proporrà all’assemblea la distribuzione di un dividendo per azione pari a 0,24 euro per complessivi circa 260 milioni di euro. Alla luce dei positivi risultati e della riduzione della leva finanziaria, il cda proporrà inoltre il pagamento di un dividendo aggiuntivo, sempre sul 2025, pari a 0,10 euro per azione, per circa 109 milioni, anche a valere sulle riserve di utili distribuibili. Complessivamente, pertanto, la proposta di dividendo totale ammonta a 0,34 euro per azione, pari a un monte dividendi di circa 369 milioni di euro.

Il dividendo relativo all’esercizio 2025 sarà posto in pagamento a partire dal 22 luglio 2026 (stacco cedola il 20 luglio 2026 e record date il 21 luglio 2026). Si ricorda che l’esercizio 2025 di Pirelli si è chiuso con un utile netto consolidato di 530,7 milioni di euro, in crescita del 5,9% rispetto ai 501,1 milioni di euro dell’esercizio 2024 e ricavi stabili a 6.776,2 milioni di euro di cui 79% generati dal segmento High-Value (76% nel 2024). Alla Ricerca & Sviluppo, base dell’innovazione tecnologica di Pirelli, la società ha destinato 312,7 milioni di euro complessivi (4,6% delle vendite totali), di cui 299,5 milioni di euro focalizzati sulle attività High Value (5,6% dei ricavi High Value). Al 31 dicembre 2025 l’indebitamento era pari a -1,1 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto all’obiettivo di circa -1,6 miliardi di euro e con un rapporto Pfn/Ebitda Adjusted pari a 0,71 volte, meglio del target 2025 di circa 1 volta. L’esercizio, inoltre, ha visto un ulteriore miglioramento delle performance di sostenibilità i cui dettagli sono stati resi noti nel comunicato del 25 febbraio scorso.

Pirelli: guidance 2026 confermata e aumento prezzi su incertezza Iran

“L’evoluzione della crisi in Medio Oriente rimane incerta in termini di durata e di potenziali impatti. Le tensioni nell’area si stanno traducendo in una forte pressione sui mercati energetici e sulle materie prime, con aumenti significativi dei prezzi di petrolio e gas. Tale scenario, se prolungato, si tradurrà in un aumento dell’inflazione con potenziali impatti sull’andamento dell’economia e della domanda”. Lo rileva Pirelli in una nota, spiegando che il gruppo ha nell’area “un’esposizione limitata”, pari a circa l’1% dei ricavi di gruppo, e “ha immediatamente messo in atto una serie di azioni volte a garantire la sicurezza delle proprie persone in loco, a rafforzare la collaborazione con i partner locali e a ottimizzare i flussi logistici”.

Inoltre, per limitare gli effetti della crisi in Medio Oriente a livello di gruppo, Pirelli ha già attivato un piano di mitigazione che prevede: un aumento dei prezzi; un contenimento dei costi ulteriore rispetto al piano di efficienze in essere; una revisione dei flussi logistici e un temporaneo aumento delle scorte di sicurezza di materie prime critiche per garantire la continuità della produzione; un’attenta gestione del capitale circolante. Tenuto conto di tali azioni e alla luce della volatilità dei costi produttivi e delle materie prime, che si prevede possano progressivamente normalizzarsi nel secondo semestre, Pirelli “conferma i target 2026 comunicati al mercato lo scorso 25 febbraio, con l’Ebit Adjusted atteso nella parte bassa della guidance”.

Pirelli prevede ricavi compresi tra 6,7-6,9 miliardi di euro, con una crescita organica compresa fra +3% e +4% con volumi in crescita +1%/+2% ed Ebit adjusted pari a 16%, in leggero miglioramento rispetto al 2025. La generazione di cassa netta ante dividendi è vista a 500 milioni di euro, nonostante le maggiori imposte dovute al venir meno di benefici fiscali in Italia e gli investimenti stimati sono pari a 450 milioni di euro (circa il 6,5% dei ricavi). La posizione finanziaria netta è prevista a circa 1,2 miliardi di euro (rispetto a -1,1 miliardi del 2025).

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