Il 2025 si chiude con numeri solidi – e in più di un caso record – per Cassa depositi e prestiti, che conferma il proprio ruolo di motore finanziario del Paese. L’utile netto raggiunge i 3,4 miliardi di euro, il livello più alto di sempre per il secondo anno consecutivo (+3% sul 2024), mentre il patrimonio netto sale a 32 miliardi (+6%). A livello di gruppo, l’utile consolidato si attesta a 5,5 miliardi (dai 6 miliardi del 2024), frenato soprattutto dal minore contributo delle partecipazioni, a fronte però di un miglioramento delle performance industriali.
Il consiglio di amministrazione, presieduto da Giovanni Gorno Tempini, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025 insieme alla rendicontazione di sostenibilità presentata dall’amministratore delegato Dario Scannapieco. Il cda ha inoltre deliberato una proposta di dividendo pari a 2,2 miliardi e dato il via libera a operazioni per oltre 1,6 miliardi, che saranno sottoposte all’assemblea degli azionisti.
Cdp spinge sul Piano Strategico 2025-2027
Il primo anno del Piano strategico 2025-2027 segna un avanzamento significativo: il gruppo ha impegnato risorse per 29,5 miliardi di euro, pari al 36% dell’obiettivo triennale, generando investimenti complessivi per 73,6 miliardi grazie a un effetto leva di 2,5 volte. Un’accelerazione che riflette il focus su interventi ad alto impatto per il sistema Paese, articolati lungo quattro direttrici: competitività, coesione sociale e territoriale, sicurezza economica e transizione sostenibile.
La capacità di sostegno all’economia si riflette anche nei numeri del credito: lo stock a favore di imprese, Pubblica amministrazione, infrastrutture e cooperazione internazionale raggiunge i 127 miliardi (+1%), che salgono a 153 miliardi includendo garanzie e somme da erogare. Sul fronte della raccolta, il totale si attesta a 355 miliardi, sostanzialmente stabile, con il risparmio postale in crescita a 297 miliardi (+3%) e una raccolta obbligazionaria in forte aumento a 24 miliardi (+20%), sostenuta dal successo delle emissioni, tra cui lo Yankee Bond, l’undicesimo bond Esg e i titoli destinati al retail.
Conti Cdp: attivo in crescita e utile a 3,2 miliardi
Nel dettaglio patrimoniale, il totale attivo di Cdp Spa si attesta a 391 miliardi, composto principalmente da disponibilità liquide e impieghi di tesoreria per 137 miliardi, crediti per 127 miliardi e titoli di debito per 84 miliardi, in aumento grazie al rafforzamento del portafoglio di titoli di Stato. Le partecipazioni e i fondi restano stabili a 38 miliardi. Sul piano economico, il margine di interesse si attesta a 2,6 miliardi, mentre i dividendi incassati salgono a 2,1 miliardi; il cost/income ratio si conferma su livelli contenuti, pari all’8%.
Finanziamenti Cdp: focus su imprese, PA e infrastrutture
L’operatività del gruppo si è sviluppata lungo i cinque pilastri del Piano. Sul fronte business, Cdp ha impegnato 18,3 miliardi a favore di imprese e istituzioni finanziarie, rafforzando il supporto alle Pmi anche con l’avvio del finanziamento diretto e con interventi dedicati al Mezzogiorno. Alla Pubblica amministrazione sono stati destinati 4,3 miliardi, tra anticipazioni di tesoreria e gestione di fondi pubblici, inclusi quelli legati al Pnrr, mentre 3,6 miliardi hanno sostenuto infrastrutture strategiche, in particolare nei settori sanitario e dei trasporti.
Prosegue anche l’attività in equity, con 1,4 miliardi impegnati, tra cui il supporto all’aumento di capitale di Italgas per l’acquisizione di 2i Rete Gas, operazione finalizzata alla creazione di un campione europeo del settore. Nel real asset, circa 0,4 miliardi sono stati destinati alla valorizzazione del patrimonio immobiliare e a iniziative nel turismo, come la riqualificazione delle Terme Berzieri di Salsomaggiore.
Cdp internazionale: crescita nella cooperazione e ruolo europeo
Sempre più rilevante la dimensione internazionale: circa 1,5 miliardi sono stati impegnati nella cooperazione allo sviluppo, con una crescita del 28% rispetto al 2024. Tra le operazioni principali figurano la prima iniziativa del “Plafond Africa” nell’ambito del Piano Mattei e il primo finanziamento del programma Terra, realizzato in partnership con la Fao. Rafforzato anche il ruolo europeo, con maggiori risorse InvestEU e il primo Cda tenuto fuori dall’Italia, nella sede di Bruxelles.
Il bilancio consolidato evidenzia un totale attivo in crescita a 489 miliardi e un patrimonio netto di 50 miliardi (48 miliardi nel 2024), mentre la raccolta complessiva sale a 405 miliardi. L’utile di pertinenza della capogruppo si attesta a 3,2 miliardi.
Sostenibilità e risultati Esg
Sul fronte della sostenibilità, la Cassa conferma un percorso strutturato e in accelerazione. Nel 2025 sono stati impegnati circa 2 miliardi per la transizione energetica, con una riduzione del 29% dell’intensità emissiva del portafoglio rispetto al 2022. A questi si aggiungono circa 1 miliardo per l’edilizia sociale e un ulteriore miliardo a favore della Pubblica amministrazione nel Mezzogiorno, oltre a 1,5 miliardi destinati alla cooperazione sostenibile. Il 100% dei nuovi fondi sottoscritti rientra nei criteri europei di finanza sostenibile e il secondo Green Bond di Cdp si distingue come prima emissione in Europa con reporting basato su blockchain.
Nel corso dell’anno è stato inoltre rafforzato l’impegno su inclusione e governance, con la presenza femminile nelle posizioni apicali salita al 36%, mentre le principali agenzie di rating Esg confermano Cdp ai vertici globali, con il primo posto nei ranking di settore per il secondo anno consecutivo.
L’ad Scannapieco: “Nel 2025 utile più alto di sempre”
“Con queste risorse – ha sottolineato l’amministratore delegato Dario Scannapieco – abbiamo sostenuto la competitività del tessuto economico italiano, al fianco delle Pubbliche amministrazioni e delle imprese, anche di quelle piccole e medie che fanno più fatica ad accedere al credito, avviando inoltre una nuova attività di finanziamento diretto. Abbiamo investito – ha proseguito – nelle infrastrutture, in grandi aziende che operano in settori strategici e avviato un nuovo modello operativo che ci consente una presa di rischio maggiore per sostenere tre obiettivi prioritari: Mezzogiorno, innovazione ed Esg. Si è infine molto ampliato il nostro ruolo internazionale, in Europa e sul fronte della finanza per lo sviluppo, anche nell’ambito del Piano Mattei. In uno scenario in continuo mutamento, Cassa Depositi e Prestiti è pronta a cogliere nuove sfide, rafforzando ulteriormente il proprio impegno al servizio del Paese”.
Nel corso della conferenza stampa, Scannapieco ha anche aperto una finestra sui principali dossier industriali. Ha definito “una bella operazione industriale” l’Opas di Poste Italiane su Tim, mentre il tema della governance resta uno dei fronti più delicati. Come ha spiegato l’ad, “A volte non è questione di persone ma di quello che è previsto nei patti”.
Il riferimento è alle tensioni con Euronext sulla gestione di Borsa Italiana: con il mandato dell’attuale ad Fabrizio Testa in scadenza, il gruppo francese spinge per un rinnovo, mentre la Cassa rivendica il proprio ruolo di azionista e il diritto di incidere sulle scelte, anche alla luce degli accordi sottoscritti. Per far valere le proprie prerogative, Cdp si è infatti rivolta al tribunale di Amsterdam, chiamato a dirimere la controversia sulla base dei patti parasociali.
E interpellato proprio in merito alla divergenza di vedute con Euronext e alla governance di Borsa, Scannapieco ha quindi risposto: “Gli accordi prevedono delle prerogative per Cdp, riteniamo debbano essere rispettate. A volte non è questione di persone ma di quello che è previsto nei patti”.
