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Borse 25 marzo: l’Europa scommette su accordo Usa-Iran, petrolio in calo ma difende i 100 dollari. A Milano svetta Fincantieri che batte le attese

Piazza Affari riaggancia i 44.000 punti: bene i titoli bancari, altro tonfo per Inwit. Spread in calo sotto i 90 punti base. Il Brent prima scende sotto quota 100, poi risale. L’oro torna oltre i 4.500 dollari l’oncia

Borse 25 marzo: l’Europa scommette su accordo Usa-Iran, petrolio in calo ma difende i 100 dollari. A Milano svetta Fincantieri che batte le attese

E’ un giorno di grande rimbalzo sui mercati finanziari quello di questo mercoledì 25 marzo. A sollevare per lo meno in queste ore le Borse occidentali sono le prospettive di una tregua in Medio Oriente, per lo meno sul versante iraniano, e il conseguente sgonfiamento delle quotazioni del petrolio e anche del gas. Quest’ultimo, che nelle scorse settimane era per un attimo schizzato sopra i 70 euro/MWh, retrocede oggi poco sopra i 50 euro, anche se va sempre tenuto conto che dall’inizio dell’anno il TTF europeo ha pur sempre guadagnato circa l’85%. Più marcato oggi il calo del petrolio che però nel corso della giornata riduce le perdite: il Brent scende sotto i 100 dollari al barile ma poi risale sopra, mentre il Wti Crude Oil oscilla a ridosso dei 90 dollari al barile.

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Tutte in positivo le Borse, dall’Asia a Wall Street. Bitcoin ritrova i 70.000 dollari

Con queste premesse accelerano tutte le Borse, dall’Asia all’America. Aveva aperto le danze l’indice Nikkei di Tokyo con il +2,87%, poi l’Europa con Milano +1,48%, Francoforte sfiora i 23.000 punti, Londra +0,6%, Parigi +1,33%, indice continentale Euro Stoxx 50 +1%. In rally anche Wall Street al momento: Dow Jones +0,5%, Nasdaq Composite Index +0,7%. I titoli tecnologici sono tendenzialmente in territorio positivo ma continuano incerti e contraddittori: Nvidia +2,2%, Tesla +1,3%, Amazon +2%, Microsoft -0,6%, Micron -3,6%, Meta +0,8%. Nella lotteria del sentiment geopolitico e delle conseguenze finanziarie oggi la ruota gira a favore del Bitcoin, che ritrova i 70.000 dollari. Il dollaro Usa si rinforza leggermente sull’euro, mantenendo il cambio sotto quota 1,16. Sembra ridursi anche la pressione sui titoli di Stato: lo spread Btp-Bund oggi torna sotto i 90 punti base, rimanendo però sui massimi da settembre 2025. Il rendimento del Btp decennale di riferimento scende al 3,83%.

A Milano svetta Fincantieri dopo i conti da record, ancora in rosso Inwit

A Piazza Affari oggi sono da segnalare un paio di trimestrali: Fincantieri chiude il 2025 con il record di utili e il mercato premia con un +6%, sale anche Hera dell’1,9% dopo i conti che segnalano il boom degli investimenti e la crescita del dividendo. Ancora fari puntati su Inwit -2,8% dopo che la battaglia sulle torri 5G con Fastweb-Vodafone sta per finire in Tribunale. Telecom Italia -0,7%. Oggi si tiene il terzo consiglio di amministrazione in tre giorni di Banca Monte dei Paschi +3,3%, che dopo aver scelto Fabrizio Palermo come prossimo amministratore delegato, decide le sorti dell’uscente Luigi Lovaglio, in rotta di collisione con i vertici e in odore di ritiro delle deleghe fino all’entrata in vigore del prossimo board. Seduta positiva per le banche: Mediobanca +3%, Pop Sondrio +3,2%, Banco Bpm +3%, Unicredit +1,4%. Soffre ancora il lusso sulle tensioni in un mercato di riferimento come il Middle East: Ferrari -1%, Moncler -0,3%.

Oro, argento e la nuova emissione di titoli di Stato a 2, 5 e 10 anni

Tornando alle materie prime, continua la volatilità su oro e argento che però oggi tentano anche loro un rimbalzino: l’oro torna sopra i 4.500 dollari all’oncia e l’argento sopra i 70 dollari, entrambi con un rialzo di circa il 2% rispetto alla vigilia. La Banca d’Italia ha comunicato i risultati relativi alle aste di collocamento di titoli di Stato svolte oggi: BTP 2,2% 2 anni scadenza 28-02-2028; BTPei 1,1% 5 anni scadenza 15-08-2031; BTPei 1,8% 10 anni scadenza 15-05-2036. Per quanto riguarda ik Btp a 2 anni, assegnati 2 miliardi di euro con il rendimento che vola al top dal 2024 al 2,89%. Assegnati anche 1 miliardo a 5 anni e un altro miliardo a 10 anni, anche in quel caso con rendimenti in aumento rispettivamente allo 0,97% e all’1,8%.

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