Si intensifica l’escalation militare nel Golfo Persico: una delle ultime notizie è la possibilità di un attacco statunitense proprio in acque iraniane o sul territorio. Il Pentagono infatti sta inviando tre navi da guerra e migliaia di marines in Medio Oriente, secondo quanto riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali 2.200-2.500 marines sono diretti verso il Us Central Comand, responsabile per le forze armare americane in Medio Oriente.
Negli attacchi israeliano-americani è stato ucciso oggi il portavoce dei pasdaran. I quali ora passano alle minacce per tutto il mondo occidentale: dopo la crisi economica causata dal blocco dello Stretto di Hormuz, la guerra rischia infatti di provocare nuove preoccupazioni all’Occidente. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha messo in guardia gli europei dal sostegno a Usa e Israele, mentre l’esercito di Teheran ha minacciato: “I centri turistici del mondo non più sicuri per i nostri nemici”. Intanto la Nato ritira temporaneamente la sua missione in Iraq.
In tutto questo l’Iran è tornato ad attaccare gli Stati Uniti per avere iniziato una guerra mentre era in corso un negoziato sul programma nucleare di Teheran e a minacciare nuove risposte dure. “Noi siamo uomini e donne di principi. Gli iraniani non attaccano a tradimento gli avversari mentre sono impegnati nel dialogo. Solo quando veniamo attaccati reagiamo con forza”, ha scritto su X il ministro degli Esteri Abbas Araghchi commentando il presidente Donald Trump.
In un messaggio diffuso oggi in occasione del Capodanno iraniano, la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha affermato: “Al momento, il nemico è stato sconfitto, grazie alla particolare unità che vi unisce, nostri compatrioti, nonostante tutte le differenze di origine religiosa, intellettuale, culturale e politica”. Il messaggio attribuito a Khamenei è stato trasmesso dalla televisione di Stato in forma scritta, poiché non è ancora apparso in pubblico né in televisione da quando è stato eletto leader.
