“La Nato ha nuovamente intercettato un missile diretto verso la Turchia. L’Alleanza è fermamente pronta a difendere tutti gli alleati da qualsiasi minaccia”. Arriva ora anche la conferma dell’Alleanza atlantica, dopo che qualche ora fa il ministero della Difesa della Turchia aveva fatto sapere che “un missile balistico lanciato dall’Iran e penetrato nello spazio aereo turco è stato neutralizzato dagli elementi di difesa aerea e antimissile della Nato dispiegati nel Mediterraneo orientale. Frammenti del missile sono caduti nei campi di Gaziantep” (Turchia meridionale). L’incidente non ha provocato vittime né feriti” ha detto il ministero. Si tratta del secondo missile iraniano entrato nello spazio aereo turco e abbattuto dalla Nato: il primo c’era stato lo scorso mercoledì.
Sulla questione si è espresso anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, esprimendo “vicinanza e amicizia con il popolo turco, ma non credo – ha sottolineato – ci siano ancora le ragioni per l’applicazione dell’articolo 5 della Nato. Cerchiamo di muoverci con grande prudenza per evitare un’escalation. Vedremo le richieste che arriveranno dalla Turchia”. L’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica stabilisce che un attacco armato contro uno o più membri è considerato contro tutti i membri. “C’è in corso un incontro tra leader europei e i leader dell’area del Golfo, continuiamo a incontrarci a parlare a mantenere i rapporti” ha detto ancora il ministro.
G7 pronto a prendere misure necessarie, ma per ora niente uso riserve
I paesi del G7 sono pronti a prendere “le misure necessarie” per sostenere l’offerta globale di energia, il che potrebbe includere il rilascio di parte delle scorte strategiche. È quanto recita il comunicato congiunto dei ministri delle finanze del G7 al termine della loro riunione in videoconferenza visionato dal Financial Times. “Siamo pronti a prendere le misure necessarie, incluso sostenere l’offerta globale di energia come il rilascio delle scorte. Nella dichiarazione congiunta i ministri spiegano di aver “discusso dell’attuale conflitto in Medio Oriente, del suo impatto sulla stabilita’ regionale, sulle condizioni economiche globali e sui mercati finanziari, nonché dell’importanza di rotte commerciali sicure”.
“Continueremo a monitorare attentamente la situazione – recita lo statement – e gli sviluppi nei mercati dell’energia e ci riuniremo, se necessario, per scambiare informazioni e coordinarci all’interno del G7 e con i partner internazionali”. Al termine della riunione odierna tuttavia i ministri hanno deciso di non procedere nell’immediato a rilasciare le riserve. Secondo quanto riporta il Guardian, la ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha dichiarato che l’Agenzia internazionale dell’energia ha spinto per un rilascio coordinato delle riserve petrolifere di emergenza ma i paesi del G7 non sono riusciti a trovare un accordo.
Nel frattempo, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno avuto uno scambio di opinioni con i leader di Giordania, Egitto, Bahrein, Libano, Siria, Turchia, Armenia, Iraq, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Oman sugli ultimi sviluppi della guerra in Iran. Ancora una volta, “hanno condannato gli attacchi indiscriminati dell’Iran e hanno espresso la loro piena solidarietà alla popolazione della regione”. I presidenti hanno inoltre “ringraziato i leader della regione per l’assistenza e il supporto forniti nel rimpatrio di decine di migliaia di cittadini europei rimasti bloccati nei loro paesi allo scoppio della guerra”. L’Unione europea è un “partner affidabile e di lunga data per la regione in questi momenti difficili ed è pronta a contribuire in ogni modo possibile per contribuire a disinnescare la situazione e facilitare il ritorno al tavolo dei negoziati”.
Dombrovskis avverte: “Rischio shock stagflazionistico”. A Hormuz ferme 98 petroliere
Mentre i funzionari del Pentagono spiegano al Congresso che la prima settimana di guerra è costata circa 6 miliardi di dollari di casse pubbliche. In Europa a lanciare un allarme è il commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis, secondo cui, se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi o estendersi, potrà portare a “uno shock stagflazionistico sostanziale” per l’economia globale ed europea. “Dipenderà dalla durata e dall’ampiezza regionale del conflitto”, ha aggiunto. Se durasse oltre due settimane e portasse a interruzioni delle spedizioni su Hormuz o attacchi alle infrastrutture nel Golfo, potrebbe provocare “prezzi dell’energia più alti che si trasmetterebbero all’inflazione, effetti negativi sulla fiducia, interruzioni delle catene di approvvigionamento” e stretta nei finanziamenti.
Al momento sono 157 le navi ferme oggi nello stretto di Hormuz, 98 delle quali petroliere. Nelle ultime 24 ore, secondo la piattaforma che monitora in diretta lo stretto, ne sono transitate due contro una media giornaliera di 60.
“Stiamo attualmente predisponendo una missione puramente difensiva e di supporto”, ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso di una conferenza stampa a Cipro con il presidente Nikos Christodoulidis e il premier greco, Kyriakos Mitsotakis. “Questa missione, che deve essere preparata con Stati europei ed extraeuropei, ha lo scopo di consentire, il prima possibile dopo la fase più intensa del conflitto, a scorta di navi portacontainer e petroliere per riaprire gradualmente lo Stretto di Hormuz, essenziale per il commercio internazionale, ma anche per il flusso di gas e petrolio che deve poter uscire nuovamente da questa regione”. “Stiamo preparando questa missione con i nostri partner. Sarà svolta in modo ordinato e ne abbiamo iniziato a discutere oggi. Il suo scopo è rigorosamente pacifico, difensivo e di supporto, ma è anche essenziale per le nostre economie e per la nostra economia globale”, ha aggiunto.
Macron: “Attacco a Cipro è attacco all’Europa”
“Quando Cipro viene attaccato, è l’Europa ad essere attaccata”, ha affermato ancora Macron, in una dichiarazione tenuta a Cipro a margine della visita a Nicosia. “Siamo legati da partenariati strategici e la nostra presenza rappresenta la forza di questi partenariati”, ha detto il capo dello Stato francese. “L’Europa della difesa alla quale facciamo appello” non è solo delle “parole»”ma sono anche «uomini e donne che si sono impegnati», ha detto il presidente francese. “Siamo vigili nei confronti della situazione in Libano”, ha poi detto Macron, spiegando che “questa situazione è ovviamente molto preoccupante”. “Hezbollah deve mettere fine ai bombardamenti” e “Israele deve cessare il prima possibile la sua operazione militare i suoi bombardamenti in Libano,” ha continuato Macron.
Attesa per il discorso di Mojtaba Khamenei
La neo Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei pronuncerà il suo primo discorso entro poche ore. Lo riporta Iran International citando i media iraniani.
Nel frattempi, il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, durante il briefing quotidiano con la stampa, ha fatto sapere che la nuova Guida Suprema iraniana non è oggetto di sanzioni a livello dell’Unione europea. Nelle scorse ore, l’esercito israeliano aveva minacciato di uccidere qualsiasi sostituto di Khamenei, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la guerra potrebbe finire solo quando l’esercito e i governanti dell’Iran saranno stati annientati. Trump, che ha usato toni duri, ha avvertito che il nuovo leader iraniano “non durerà a lungo” se non otterrà prima l’approvazione degli Stati Uniti: “Dovrà ottenere la nostra approvazione. Se non la ottiene, non durerà a lungo. Non vogliamo tornare indietro ogni dieci anni”, ha dichiarato ad Abc News.
(Ultimo aggiornamento: ore 16.56 di lunedì 9 marzo).
