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Borse 6 marzo di nuovo in netto ribasso: le spiazza il balzo del petrolio Brent che sfonda i 90 dollari. In ripresa oro e argento

La guerra in Iran, iniziata una settimana fa, continua a turbare i mercati. Lo spread Btp Bund rivede gli 80 punti base. Il greggio schizza ai massimi da quasi due anni. A Piazza Affari (-1%) bene Difesa e Eni, ko le banche e per Mps continua la via crucis

Borse 6 marzo di nuovo in netto ribasso: le spiazza il balzo del petrolio Brent che sfonda i 90 dollari. In ripresa oro e argento

L’ultima seduta borsistica della settimana si chiude ancora col segno “meno”, proprio nel giorno in cui la guerra contro l’Iran compie la sua prima settimana. Ed è proprio il conflitto in Medio Oriente a condizionare i mercati, soprattutto quello del petrolio: le tensioni Usa-Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz, con tutto quello che ne consegue a livello di approvvigionamento energetico, fanno schizzare pure oggi il prezzo del petrolio. Le previsioni degli analisti è che nel giro di poco tempo il greggio possa tornare sopra i 100 dollari, nonostante i segnali di Donald Trump secondo cui gli Stati Uniti potrebbero intervenire per allentare i prezzi e concedere una deroga temporanea all’India di acquistare parte del greggio russo inutilizzato. Nel frattempo già oggi il Brent sfonda la soglia dei 90 dollari al barile (il massimo da aprile 2024) e a quella quota si avvicina pure il Wti Crude Oil, che guadagna il 10% in una sola seduta (e il 32% nella settimana). Il gas naturale sale del 4%, il TTF europeo di quasi il 6%. In questo venerdì ritrovano slancio anche oro e argento: il primo si consolida ampiamente sopra i 5.100 dollari all’oncia, il secondo staziona in area 84 dollari a metà seduta.

In questo scenario le Borse cedono il passo e Piazza Affari incassa un’altra giornata no, perdendo l’1% e mettendo a rischio i 44.000 punti. Sul Ftse Mib svetta come da copione in tempi di guerra il settore della Difesa: Leonardo +3,4%, Fincantieri +2,6%. Il petrolio spinge Eni +1,5%. Proseguono invece il trend negativo di questi ultimi giorni le banche, che oggi perdono ancora tanto: Bper la peggiore col -3,8%, poi Pop Sondrio -3,3%, Mps -2,7%, Unicredit -1,2% e così via. Pure lo spread Btp-Bund inizia a risentire significativamente del clima di preoccupazione: il differenziale tra il nostro titolo di Stato decennale di riferimento e quello tedesco sale oggi del 9%, avvicinando gli 80 punti base, il massimo dallo scorso ottobre. Il rendimento del Btp 10 anni italiano sale al 3,64% intorno alle ore 17. Non va meglio agli altri listini europei: Parigi -0,65%, Francoforte -1,1%, Londra -1,4%. L’indice euro Stoxx 50 cede circa l’1,4%. Il dollaro si rafforza un poco sull’euro, mantenendo il cambio in zona 1,15.

Possibilmente peggio dell’Europa fa Wall Street: mentre le Borse del vecchio continente chiudono i battenti,il Dow Jones perde l’1,2% e il Nasdaq Composite Index lo 0,9%. In rosso i titoli tecnologici: Tesla -1,8%, Nvidia -1%, Micron -2%, Amazon -1,5%, Apple -1,2%, Meta -2%, Alphabet -0,3%. Fa capolino solo Microsoft con un +0,35%. Da segnalare l’ennesimo tonfo del Bitcoin che dopo una leggera risalita qualche seduta fa oggi cede il 4% tornando sotto i 70.000 dollari, in zona 68.000 dollari mentre scriviamo. Intanto il CEO di Warner Bros Discovery (-0,66% il titolo oggi), David Zaslav, ha venduto oltre 113 milioni di dollari in azioni della società nel corso della settimana, mentre procede l’iter che porterà alla vendita del gruppo a Paramount Skydance.

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