Le Borse europee accentuano il calo nel corso dell’ultima seduta della settimana con Milano che amplia le perdite: i timori per l’escalation militare in Medioriente hanno preso di nuovo il sopravvento mentre il petrolio e il gas proseguono nella loro corsa. E così viaggiano in negativo Madrid, Francoforte, Londra e Parigi. Si confermano in rosso i future Usa in attesa dei dati sul mercato del lavoro e la disoccupazione che verranno diffusi nelle prossime ore.
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Gli investitori temono un allargamento del conflitto in Medio Oriente, anche se questa mattina avevano salutato con un certo entusiasmo la decisione delle autorità americane di consentire all’India l’acquisto di petrolio russo per 30 giorni. Annuncio che, nell’immediato, aveva frenato la corsa del greggio, con il Wti fermo nelle prime ore. A seguire, però, il greggio si è rimesso a correre (Wti +5,89% a 85,71 dollari al barile) come anche il gas naturale (+4% a 52,83 euro al MWh): del resto, commentano gli osservatori, la decisione Usa sull’India dimostra che lo stretto di Hormuz è sotto il pieno controllo dell’Iran.
Nel mentre, l’oro scende dell’1,44% a 5.090,38 dollari l’oncia. Si rafforza il dollaro a 86,64 centesimi di euro e a 75,07 penny, mentre il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi sale a 75,5 punti, con il rendimento annuo italiano in crescita di 5 punti al 3,61%, quello tedesco di 1,5 punti al 2,85% e quello francese di 4,2 punti al 3,5%.
A Piazza Affari avanzano Amplifon (+3,5%) e Nexi (+2%) dopo lo scivolone di giovedì mentre arranca Italgas (-1,3%). Molto bene i titoli della difesa e quelli dell’energia.
E dunque, anche guardando alle altre piazze europee, salgono Bp (+1,13%), Shell (+1,08%), Eni (+0,9%) e TotalEnergies (+0,34%) insieme a Dassault (+3,87%) e Leonardo (+2,12%), ma, al netto di questi comparti, prevale il segno meno in tutti i settori. A soffrire sono soprattutto i titoli dei produttori di semiconduttori Be (-15,82%), Infineon (-5,89%), Asm (-5,33%) e Stm (-3,67%). In difficoltà anche gli automobilistici Volkswagen (-2,31%), Ferrari (–1,72%) e Bmw (-1,55%). Più caute Renault (-1,05%) e Stellantis (-0,83%).
A Piazza Affari ancora Mps sotto la lente
Sempre a Milano, sotto la lente c’è ancora Banca Mps dopo il nuovo, potenziale colpo di scena riportato da alcuni giornali: l’attuale ad Luigi Lovaglio, che nei giorni scorsi è stato escluso dalla lista per il rinnovo del cda presentata dal board stesso, lancia il guanto di sfida, con l’ipotesi che il suo nome possa guidare la rosa di candidati promossa all’imprenditore Giorgio Girondi. Per essere eletto, secondo La Stampa, conta sia sui voti del mercato, sia forse su quelli del socio Delfin, che spera di convincere. Non manca però chi considera questa ipotesi non praticabile. In tutto ciò, i titoli di Mps sono partiti in calo di oltre il 2% e a metà giornata segnano un -2,76% mentre quelli della controllata Mediobanca passano di mano a 15,85 euro (-1,84%). In soli cinque giorni le azioni del Monte Paschi hanno perso quasi il 10%, portandosi ai minimi dallo scorso autunno. D’altra parte ormai per maggiore chiarezza sulla governance sarà necessario attendere l’assemblea dei soci del prossimo 15 aprile.
Prysmian, nuovi accordi
Ha invertito la corsa invece Prysmian dopo essersi aggiudicata un accordo quadro con Alliander per la fornitura di cavi di media e bassa tensione destinati allo sviluppo e all’ammodernamento della rete elettrica olandese. L’accordo, della durata di 8 anni, potrebbe avere un valore complessivo fino a circa 500 milioni.
Edison, QatarEnergy e il Gnl
Positiva stamani Edison che giovedì sera ha comunicato di aver ricevuto da QatarEnergy la notifica del verificarsi di un evento di forza maggiore. A causa delle ostilità nell’area, QatarEnergy ha informato Edison che non potrà adempiere ai propri obblighi contrattuali relativi ad alcune consegne di carichi di Gnl previste presso il terminale di ricezione a partire dall’inizio di aprile 2026. Al momento, si prevede che saranno interessati cinque carichi di Gnl. Le consegne di Gnl programmate nel mese di marzo 2026 non sono interessate da tale comunicazione. Edison precisa, inoltre, di non prevedere impatti sui propri clienti finali, grazie ad azioni di mitigazione e ad attività di gestione del portafoglio in corso e già attivate.
Del Vecchio jr, le mosse su Delfin annunciate al Ft
Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di EssilorLuxottica Leonardo Del Vecchio, afferma di essere vicino a un accordo per acquistare le quote di due fratelli nella holding di famiglia Delfin. Lo afferma in un’intervista al Financial Times. L’operazione, ricorda il quotidiano, metterebbe fine a una lunga disputa ereditaria e rafforzerebbe la sua influenza nel capitalismo italiano. “Siamo vicini a concordare un prezzo”, ha dichiarato Del Vecchio al quotidiano britannico, spiegando di essere disposto a comprare le quote dei fratelli “per diventare il principale azionista di Delfin, chiudere le questioni ancora aperte sull’eredità di mio padre ed eseguire la sua volontà, incarnata da ciò che sta facendo Francesco Milleri“.
Dopo la morte di Leonardo Del Vecchio nel 2022, afferma Ft, in scia alle tensioni tra eredi Delfin ha fermato la distribuzione dei dividendi e alcune decisioni strategiche. Nel testamento l’imprenditore aveva diviso la proprietà di Delfin tra i sei figli e la vedova Nicoletta Zampillo, alla quale è andata la quota maggiore, prevedendo anche pagamenti per il suo storico collaboratore Milleri, amministratore delegato sia di Delfin e sia di EssilorLuxottica.
Del Vecchio jr ha spiegato al Financial Times di essere in trattativa per triplicare la propria quota fino al 37,5% di Delfin, diventando così il maggiore azionista della holding. L’operazione sarebbe strutturata come un leveraged buyout sostenuto da un pool di banche.
Zealand Pharma si inabissa a Copenaghen
Zealand Pharma si inabissa alla Borsa di Copenaghen, dopo il deludente esito dei test intermedi sul farmaco anti-obesità sviluppato assieme al colosso elvetico Roche. Il titolo della biotech danese accusa un calo del 33% a 247,30 corone danesi, in quella che sembra destinata ad essere la sua peggiore giornata di contrattazioni di sempre e porta la perdita da inizio anno al 46% circa. Il titolo è inoltre il peggiore dello Stoxx Europe 600. Alla Borsa di Zurigo, intanto, Roche perde il 3% a 341 franchi svizzeri e finisce in fondo all’indice Smi (-1%).
Zealand Pharma ha reso noto i risultati di uno studio di fase 2 sul farmaco anti-obesità petrelintide, che non hanno soddisfatto le aspettative degli investitori, in quanto la perdita di peso dei 493 pazienti che hanno partecipato al test è stata in media del 10,7% dopo 42 settimane. Si tratta di un risultato inferiore a quelli riportati da altri trattamenti anti-obesità concorrenti, tra cui un farmaco candidato a base di amilina di Eli Lilly, che ha portato a una perdita di peso fino al 20,1% in uno studio ad interim comparabile. Zealand Pharma precisa per altro che il suo farmaco ha “dimostrato una tollerabilità simile al placebo” e “alla dose massima, non si sono verificati casi di vomito né interruzioni del trattamento dovute a eventi avversi gastrointestinali”.
(Ultimo aggiornamento 6 marzo ore 14.45)