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Tim accelera in Borsa: l’Antitrust chiude il dossier FiberCop e il titolo vola sui massimi dal 2018

Tim sale a 0,66 euro (+2,4%) dopo il via libera dell’Antitrust agli impegni sul Msa con FiberCop. Ridotte le esclusive, più autonomia sulle migrazioni. Il mercato attende i conti trimestrali e i target

Tim accelera in Borsa: l’Antitrust chiude il dossier FiberCop e il titolo vola sui massimi dal 2018

Giornata di acquisti per Telecom Italia, che sale fino a 0,66 euro con un progresso intorno al 2,4%, aggiornando i massimi dal 2018. A sostenere il titolo è soprattutto l’esito di ieri dell’istruttoria dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul Master Service Agreement (Msa) firmato con FiberCop dopo lo scorporo della rete, completato a luglio 2024.

L’Autorità ha accettato gli impegni proposti dalle due società, chiudendo il procedimento avviato il 17 dicembre 2024. La decisione è maturata al termine di un ampio processo di consultazione che ha coinvolto gli stakeholder del settore, anche attraverso un market test, e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. L’obiettivo è garantire il dispiegarsi della concorrenza nei mercati retail e wholesale, preservando al contempo gli incentivi agli investimenti futuri.

Esclusive accorciate e migrazioni più autonome

L’istruttoria si era concentrata su alcune clausole dell’accordo dai vincoli di esclusiva tra Tim e FiberCop per i servizi di accesso, alla scontistica applicata da FiberCop e le condizioni di cessione degli indefeasable right of use (Iru) per i collegamenti in fibra dedicati alla clientela business.

Le preoccupazioni dell’Antitrust riguardavano possibili effetti restrittivi della concorrenza, un potenziale disincentivo agli investimenti nelle reti Ftth e il delicato passaggio dei clienti Tim dalla rete in rame alla fibra. In un Paese caratterizzato da velocità diverse nello sviluppo infrastrutturale, il rischio era quello di irrigidire la dinamica competitiva proprio mentre la transizione tecnologica entra nella fase decisiva.

Gli impegni accolti intervengono su più fronti. Viene significativamente ridotta la durata delle esclusive e, nelle aree dove la Ftth è meno sviluppata, l’esclusiva viene collegata alla realizzazione di nuovi investimenti. Inoltre, è stato modificato il meccanismo di intermediazione di FiberCop nelle migrazioni della clientela Tim, garantendo maggiore autonomia all’operatore ed eliminando il dubbio che tale meccanismo potesse disincentivare il passaggio alla fibra. L’Autorità ha ritenuto risolutivi anche i correttivi sulle modalità di applicazione degli sconti.

Gli analisti: più visibilità e meno rischi

Per il mercato, la chiusura del procedimento rappresenta un elemento di chiarezza. Secondo Equita, l’esito è positivo perché garantisce a Tim maggiore visibilità sulle condizioni contrattuali del Msa, rimuove il rischio legato agli sconti a volumi e introduce più flessibilità operativa rispetto all’accordo originario, grazie alla riduzione della durata contrattuale. E così la raccomandazione resta a “buy” con target price a 0,64 euro.

Anche Akros ha giudicato la notizia marginalmente positiva per Tim e FiberCop, sottolineando che non sarà necessario rivedere ulteriormente l’Msa. Akros ricorda inoltre che, qualora FiberCop dovesse siglare entro fine 2026 un accordo di fusione o partnership strategica con Open Fiber, Tim potrebbe avere diritto fino a circa 2,5 miliardi di euro di earn-out, come previsto dall’accordo di cessione della rete al fondo KKR nel 2024. Nelle stime attuali, tali earn-out sono inclusi con una probabilità di realizzo del 35%, per un valore di circa 875 milioni.

Attesa per i conti di Tim

La giornata positiva in Borsa per Tim coincide anche con la pubblicazione dei dati trimestrali e dei target di piano (in arrivo a chiusura dei mercati). Il consensus indica ricavi in crescita del 2,9%, con il mercato domestico a +1,9% e il Brasile a +5,2%, un Ebitda in aumento del 6,4% e capex stabile.

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