Il moto “Sell America” sta producendo benefici effetti sulle azioni europee con gli investitori, statunitensi ma anche asiatici, che stanno investendo somme record nella zona euro, confidando nelle sue buone prospettive economiche, mentre cercano di alleggerire i loro portafogli così carichi di azioni tech Usa diventate troppo care. In Europa trovano altri settori: dall’industria, della difesa soprattutto, ai finanziari alle risorse naturali, agevolando la rotazione dei portafogli, nonostante la media degli utili resti ancora indietro rispetto agli Usa.
Come riporta il Financial Times, i dati dell’Epfr, che monitora i flussi di Etf e fondi comuni di investimento, le azioni europee si avviano a registrare in febbraio gli afflussi mensili più elevati di sempre, dopo due flussi settimanali record consecutivi di circa 10 miliardi di dollari.
L’indice blue-chip europeo Stoxx Europe 600 ha toccato una serie di massimi storici questo mese, così come gli indici di Regno Unito, Francia, Italia e Spagna, spinti dal desiderio di grandi investitori di diversificare e “ruotare” i portafogli, allontanandosi da Wall Street e dal suo enorme settore tecnologico, che quest’anno è stato colpito dai timori per una potenziale bolla dell’intelligenza artificiale.
“Molti investitori globali vogliono diversificare, allontanandosi dal costoso mercato statunitense”, ha detto al FT Sharon Bell, senior equity strategist di Goldman Sachs, aggiungendo che questo vale in particolare per gli investitori statunitensi che guardano all’estero. “L’Europa, come mercato azionario, offre un’esposizione diversa… c’è meno tecnologia”.
Listini europei con meno tech, ma più banche, industria e risorse naturali
I listini europei hanno una composizione diversa rispetto a quelli a stelle e strisce: meno tecnologia e una forte concentrazione su settori della cosiddetta “vecchia economia” come banche, industria e risorse naturali. La forte domanda di beni fisici ha spinto il FTSE 100 del Regno Unito in rialzo di quasi il 7% quest’anno, con titoli come Weir Group e Antofagasta in rialzo di oltre il 20%.
Gran parte del denaro è confluito in fondi esposti ai mercati non statunitensi, anziché in fondi che seguono specificamente l’Europa, nel timore che i portafogli globali diventino eccessivamente dominati da costosi titoli azionari legati all’intelligenza artificiale.
Questa diversificazione ha dato la spinta anche ad altri mercati internazionali quest’anno, cosìcchè l’indice S&P 500 ora si colloca al 76° posto sui 92 principali indici di riferimento monitorati da Bloomberg quest’anno. “Diversificare la propria valuta, diversificare il proprio settore e diversificare il proprio Paese è diventato l’argomento più dibattuto”, ha affermato Bell. “Le persone stanno effettivamente esaminando il mondo e chiedendosi: quali sono le tasche più economiche? Dove sono le opportunità?”
La rotazione verso settori non tecnologici e l’interesse per la difesa
Molti investitori ritengono che l’Europa offra buone opportunità: lo Stoxx Europe 600 è scambiato a un rapporto prezzo/utili di 18,3, rispetto al 27,7 dell’S&P, secondo i dati LSEG.
Anche i fondi focalizzati sull’Europa hanno attirato afflussi costanti negli ultimi 12 mesi, dopo anni di incessanti deflussi, come mostrano i dati dell’Epfr, supportati dai segnali che indicano che la pessimistica situazione economica sta svanendo, riferisce il FT.
La Germania, potenza trainante della zona euro, è tornata a crescere lo scorso anno per la prima volta dal 2022, secondo i dati pubblicati il mese scorso. Un recente aumento degli ordini per le fabbriche tedesche ha sostenuto i mercati, poiché gli investitori hanno colto i segnali che la storica ondata di spesa per la difesa, annunciata lo scorso marzo, si sta ripercuotendo sull’industria, spingendo gli analisti di Bank of America ad aumentare la ponderazione delle azioni tedesche a “overweigh”.
I titoli azionari del settore della difesa, che avevano registrato un’impennata lo scorso anno, hanno registrato ulteriori guadagni: la tedesca Rheinmetall è salita del 12% nel 2026 e la britannica Bae Systems è salita del 26%. Matthias Klein, senior equity salesman presso Bank of America, dice che la banca ha riscontrato un “rinnovato interesse” nelle società infrastrutturali tedesche. “Se sei un investitore macroeconomico con sede in qualsiasi parte del mondo, questa storia tedesca è uno dei due o tre temi principali che considererai pertinenti per quest’anno”, ha aggiunto.
Anche gli investitori asiatici sono sempre più interessati
Sebbene i maggiori afflussi siano arrivati dagli investitori nazionali europei e dagli Stati Uniti, gli analisti segnalano anche una crescente domanda da parte degli acquirenti asiatici. Tomochika Kitaoka, responsabile della strategia azionaria di Nomura, ha affermato che “l’interesse degli investitori giapponesi per le azioni europee sembra sempre più grande”, sottolineando le valutazioni relativamente basse in Europa rispetto ad altre regioni.
Resta il forte divario tra utili negli Usa e in Europa
Nonostante ciò, alcuni investitori rimangono scettici sulla capacità delle azioni europee di generare una crescita degli utili in grado di competere con quella di Wall Street. Secondo Barclays, le società dell’indice S&P sono sulla buona strada per una crescita degli utili su base annua dioltre il 12% durante l’attuale stagione dei risultati del quarto trimestre, rispetto a poco meno del4% in Europa. Hani Redha, gestore di portafogli multi-asset presso PineBridge Investments, ha detto al FT di essere ottimista riguardo all’impatto degli stimoli tedeschi sui mercati europei, ma sta acquistando azioni specifiche piuttosto che indici nel loro complesso. “Non compriamo azioni europee, non compriamo il Dax”, ha affermato. “Abbiamo [modi] molto mirati per ottenere esposizione a quel tema”.
