Dopo essere stata posta sotto sequestro dalla polizia giudiziaria per le indagini, la corona è stata affidata al Dipartimento delle Arti Decorative. Un primo rapporto sullo stato di conservazione è stato redatto dal direttore del dipartimento, Olivier Gabet, e dalla vicedirettrice Anne Dion, responsabile delle collezioni interessate.
Dall’analisi sono emersi i seguenti elementi: La montatura, flessibile e leggera, ha subito una deformazione probabilmente causata dallo sforzo necessario per estrarre l’oggetto dalla teca attraverso una fessura stretta praticata con una smerigliatrice angolare. Durante questa operazione si sono staccati i cerchi della corona, uno dei quali è stato smarrito nella galleria. Un successivo impatto violento avrebbe poi provocato lo schiacciamento della struttura. Originariamente la corona presentava otto palmette in diamanti e smeraldi alternate a otto aquile d’oro. Attualmente manca una sola aquila. Tutte le palmette sono state recuperate, anche se quattro si sono distaccate dalla montatura e risultano in parte deformate. Il globo decorato con diamanti e smeraldi è rimasto intatto e ancora saldamente fissato alla struttura. Dei 56 smeraldi originari non ne manca alcuno. Dei 1.354 diamanti complessivi, risultano assenti soltanto una decina di minuscole pietre poste lungo il perimetro della base; nove diamanti si sono staccati ma sono stati recuperati. Pur avendo subito una deformazione significativa, la corona conserva quasi tutti i suoi componenti. L’assenza di un solo elemento decorativo consentirà un restauro integrale senza necessità di ricostruzioni o riproduzioni, limitandosi alla rimodellazione della struttura.

Corona sul capo dell’imperatrice Eugenia, deformata durante il furto nella Galleria Apollo del 19 ottobre 2025. Museo del Louvre © Museo del Louvre. Thomas Clot.jpg
Il restauro e il comitato consultivo di esperti
Come previsto per tutte le opere appartenenti alle collezioni nazionali francesi, il restauro sarà affidato, tramite gara pubblica, a un restauratore accreditato nel rispetto del Codice del Patrimonio, della Legge sui Musei e del Codice degli Appalti Pubblici. Verranno inoltre redatti rapporti tecnici più approfonditi. Data la portata simbolica e l’eccezionalità dell’intervento, il restauratore sarà affiancato da un comitato consultivo di esperti incaricato di fornire contributi metodologici e scientifici.
Il comitato sarà presieduto da Laurence des Cars, presidente-direttrice del Museo del Louvre, e comprenderà: Anne Dion, vicedirettrice del Dipartimento di Arti Decorative del Louvre; Michèle Heuzé, storica della gioielleria e dei metalli preziosi; Anaïs Alchus, conservatrice delle arti decorative del Secondo Impero al Museo d’Orsay; François Farges, mineralogista e professore presso il Museo Nazionale di Storia Naturale; Emmanuel Plé, responsabile del laboratorio dei metalli storici (C2RMF); Olivier Gabet, direttore del Dipartimento di Arti Decorative del Louvre.
Saranno inoltre invitati rappresentanti delle cinque storiche maison francesi di alta gioielleria: Mellerio, Chaumet, Cartier, Boucheron e Van Cleef & Arpels, profondamente legate alla storia dei diamanti della Corona. Fin dall’annuncio del furto e del successivo recupero, ciascuna di queste maison ha manifestato la volontà di sostenere il restauro dell’opera, mettendo a disposizione competenze e maestranze specializzate. Il museo ha espresso gratitudine per questo sostegno.
Storia della corona dell’imperatrice Eugenia
Realizzata in occasione dell’Esposizione Universale del 1855, la corona fu commissionata da Napoleone III al gioielliere ufficiale Alexandre Gabriel Lemonnier, incaricato di creare due corone: una per l’imperatore e una per l’imperatrice Eugenia de Montijo. Alla realizzazione collaborarono diverse figure di rilievo: lo scultore Gilbert (1816-1891), probabilmente autore delle aquile ad ali spiegate che formano gli archi della corona; il gioielliere Pierre Maheu (1807-1866), direttore del laboratorio; e l’ispettore dei diamanti della Corona, Devin, che selezionò e dispose le pietre preziose. All’Esposizione del 1855 la corona dell’imperatrice fu giudicata “più leggera e civettuola” rispetto a quella dell’imperatore, pur mantenendo un carattere solenne. Dopo la caduta dell’Impero e la liquidazione della Lista Civile, la corona fu restituita a Eugenia nel 1875, salvandola dalla distruzione che colpì invece la corona imperiale nel 1887, durante la vendita dei Gioielli della Corona ordinata dalla Terza Repubblica. Ereditata nel 1920 dalla principessa Maria Clotilde Napoleone, contessa di Witt, la corona fu acquisita dal Museo del Louvre nel 1988. Pur non essendo mai stata utilizzata per un’incoronazione, l’imperatrice Eugenia non fu infatti incoronata, essa rappresenta, insieme alla corona di Luigi XV e alla cosiddetta corona di Carlo Magno realizzata nel 1804 per l’incoronazione di Napoleone I, una delle rarissime corone sovrane conservate in Francia.
