Dalle first lady alle star di Hollywood, fino alle regine europee: Valentino Garavani, l’imperatore della moda scomparso lunedì 19 gennaio 2026, ha vestito per decenni alcune delle donne più ammirate del mondo, trasformando l’alta moda in una narrazione fatta di red carpet e abiti entrati nella memoria collettiva. Tra le icone che hanno contribuito a consacrarlo fuori dall’Italia c’è Jacqueline Kennedy, che nel 1968 scelse lo stilista per il suo secondo matrimonio con Aristotele Onassis. Negli anni, la lista di “spose Valentino” si è allungata: Claudia Schiffer per le nozze con Matthew Vaughn nel 2002, Jennifer Lopez per il matrimonio con Chris Judd nel 2001, ma anche figure reali come la regina Maxima d’Olanda (2002) e la principessa Madeleine di Svezia (2011), accomunate da un gusto romantico ed elegante, fatto di pizzi e ricami.
Valentino: le star vestite dall’imperatore della moda
Se c’è però un palcoscenico che ha consacrato Valentino come marchio globale, quello è stato il red carpet degli Oscar. La prima a ritirare la statuetta indossando una sua creazione fu Jessica Lange nel 1983, con un abito verde acqua ricoperto di paillettes. Nel 1991 Sophia Loren scelse un Valentino nero ricamato in pizzo per ricevere l’Oscar alla carriera. Ma l’immagine giù ricordata resta quella di Julia Roberts nel 2001, quando vinse come miglior attrice per Erin Brockovich con un abito nero dai profili bianchi e una coda in tulle che si apriva rivelando ulteriori righe chiare.
Valentino, addio al genio: il destino dell’impero economico
Ma ora che l’imperatore purtroppo non c’è più, in molti si chiedono quale destino avrà il suo impero. Vero è che Valentino alcune indicazioni le aveva già date, immaginando un moderno polo del lusso, capace di portare la sua eleganza senza tempo “oltre le nostre persone” grazie ad “alleanze con gruppi che garantiscano importanti sinergie”. Ma quale sarà realmente il futuro di un marchio creato negli anni Sessanta e che negli ultimi decenni è stato al centro di una complessa sequenza di passaggi di mano? Dal controllo diretto del fondatore a quello di investitori internazionali, sempre con lo stesso obiettivo: continuare ad essere sinonimo nel mondo dello stile e della bellezza del Made in Italy.
Valentino: da chi è controllato oggi il marchio
Il marchio oggi è controllato da Mayhoola for Investments, fondo qatariota a capo della storica casa di moda romana. Riccardo Bellini, managing director della società del Qatar, è dal primo settembre il ceo di Valentino. Scelto come successore di Jacopo Venturini, che era alla guida della griffe dal 2020 e si è dimesso dopo un periodo di congedo, è andato ad affiancare il direttore creativo Alessandro Michele, nominato nel marzo 2024 dopo l’addio di Pierpaolo Piccioli. I due avevano già lavorato insieme da Gucci, di cui lo stilista era stato direttore creativo per sette anni, dal 2015 al 2022.
Scopo della nomina di Bellini, in piena crisi del lusso, quello di affrontare il rallentamento delle vendite del marchio, che ha chiuso il 2024 con ricavi pari a 1,31 miliardi di euro, in diminuzione del 2% rispetto all’anno prima, e con un Ebitda sceso del 22% a 246 milioni di euro. Oltre a dover gestire i rapporti con il gruppo del lusso francese Kering, che nel 2023 ha acquisito una partecipazione del 30% nella storica maison per 1,7 miliardi di dollari, con l’impegno di acquistarne il restante 70%. Un assetto che non cambierà però prima del 2028, come ha assicurato nei mesi scorsi lo stesso gruppo francese rendendo nota una modifica dell’accordo fra gli azionisti in base alla quale le opzioni di vendita della quota del 70%, esercitabili nel 2026 e nel 2027, sono state rinviate rispettivamente al 2028 e al 2029. Rinviata invece al 2029 l’opzione call in mano al gruppo francese di Francois-Henri Pinault per acquisire la quota da Mayhoola inizialmente nel 2028.
Quello dal fondo del Qatar ai francesi sarà soltanto l’ultimo di una serie di passaggio di proprietà. Il primo nel 1998, quando la maison venne ceduta al gruppo Hdp, partecipato anche da Gianni Agnelli, per circa 500 miliardi di lire. Nel 2002 subentrò il Gruppo Marzotto, che rilevò Valentino da Hdp per 240 milioni di euro. Dallo scorporo delle attività Marzotto, nel 2005, è nato il Valentino Fashion Group. Due anni dopo, nel 2007, il fondo Permira acquisisce la maggioranza, insieme a membri della famiglia Marzotto. Altra svolta nel 2012, quando Mayhoola for Investments rilevò l’intero gruppo per un valore stimato tra i 700 e i 720 milioni di euro, includendo anche la licenza M Missoni. Nel 2023 l’entrata in scena di Kering e, lo scorso settembre, la decisione di rinviare l’esercizio delle opzioni.
Valentino: la Fondazione resta nelle mani di Giammetti
Resta invece dal 2016, anno della sua fondazione, nelle mani salde di Giancarlo Giammetti, partner storico dell’imperatore della moda, la Fondazione Valentino, che custodisce e promuove l’eredità del celebre stilista, con missioni di educazione, promozione della bellezza e beneficenza.
