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Borse europee prudenti, ma l’annuncio di Trump spinge i titoli della difesa: Leonardo e Fincantieri in rally

Le borse europee arrancano, con Milano e Francoforte in lieve rialzo grazie ai titoli della difesa, sostenuti dall’annuncio di Trump: +50% al budget militare entro il 2027. Tokyo continua a scendere, l’oro arretra e il petrolio prova un timido rimbalzo

Borse europee prudenti, ma l’annuncio di Trump spinge i titoli della difesa: Leonardo e Fincantieri in rally

Le borse europee hanno aperto oggi in calo, riflettendo la cautela degli investitori dopo una settimana già segnata da tensioni geopolitiche e volatilità sui mercati globali. La prudenza arriva soprattutto dagli Stati Uniti e dall’Asia: il Ftse Mib di Milano apre a 45.459,28 punti (-0,22%) ma poi inverte la rotta e si porta sopra la parità, Parigi cede lo 0,16%, Madrid lo 0,29% e Londra lo 0,37%, mentre Francoforte resta stabile (+0,12%), sostenuta dai dati positivi sugli ordini industriali tedeschi. A novembre, le fabbriche hanno registrato un aumento del 5,6% su base mensile e del 10,5% su base annua, molto oltre le attese degli analisti. Sullo sfondo, le tensioni legate alla Groenlandia, il sequestro da parte degli Usa di due petroliere, di cui una battente bandiera russa, e l’annuncio del presidente Donald Trump sull’aumento del 50% del budget militare entro il 2027mantengono alta la vigilanza sui listini, favorendo acquisti sui titoli della difesa.

L’attenzione sul fronte macroeconomico resta elevata, con i mercati in attesa dei dati statunitensi sulla produttività e sul costo del lavoro del terzo trimestre, del deficit della bilancia commerciale di ottobre e delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione. La cautela internazionale si riflette anche sui mercati valutari e delle materie prime: l’euro resta stabile a 1,1679 dollari e a 182,91 yen, mentre il cross dollaro/yen scende a 156,6. L’oro arretra dello 0,43% a 4.436 dollari/oncia e l’argento cede il 2,7%, sotto pressione dalla forza del dollaro, mentre il petrolio mostra segnali di recupero con il Brent a 60,23 dollari al barile (+0,45%) e il Wti a 56,29 dollari albarile (+0,54%), con gli investitori ancora concentrati sulle possibili implicazioni delle esportazioni venezuelane.

A Piazza Affari occhi puntati su banche, energia e difesa

A Milano, i riflettori sono puntati su banche, energia, difesa e industria. Nel settore bancario, Unicredit(-0,31%) resta sotto osservazione per le modifiche al Golden Power, che limiteranno l’intervento dello Stato alle sole emissioni di titoli di rilevanza nazionale, mentre permane il ricorso della banca al Consiglio di Stato sull’Opa bloccata su Banco Bpm. Sul fronte della difesa, continuano gli acquisti su Leonardo(+3,28%), sostenuta dall’annuncio del presidente Usa Donald Trump sull’aumento del 50% della spesa militare entro il 2027, con effetti positivi anche su Fincantieri (+1,86%) e Avio (+2,95%).

Nel comparto utilities, Enel (+0,24%) conferma la fiducia degli investitori con il collocamento di prestiti obbligazionari ibridi perpetui per 2 miliardi di euro, accolti con richieste sette volte superiori all’offerta, mentre Italgas (+2,22%) segna nuovi massimi storici, sostenuta dal collocamento di green bond di Snam(+0,17%) da 500 milioni, convertibili in azioni della società. Eni avanza dello 0,20%, seguendo l’andamento del petrolio in lieve recupero dopo due giorni di ribassi.

Nel settore assicurativo, Generali (-0,11%) ha emesso un prestito obbligazionario Tier 2 da 650 milioni, con ordini superiori a 2,6 miliardi, raccolti da circa 135 investitori internazionali; la regolamentazione è prevista per il 14 gennaio 2026, con quotazione sul Segmento Professionale della Borsa di Lussemburgo e su Euronext Access Milan Professional.

Tim (+0,5%) resta sotto osservazione dopo il balzo della vigilia legato all’accordo preliminare con Fastweb e Vodafone per lo sviluppo del 5G.

Sul fronte delle partecipazioni societarie, Pirelli (-0,39%) tratta con il socio cinese Sinochem la riduzione della quota dal 34% al 10%, mossa strategica per mantenere l’accesso al mercato Usa senza compromettere il controllo aziendale, mentre fuori dal listino principale Danieli (+4,15%) ha siglato contratti per 650 milioni di dollari come “technological partner” con Hyundai per la realizzazione di un nuovo impianto green in Louisiana.

Tra le altre blue chip, Stm (+0,61%), Terna (+0,32%), Hera (+0,14%) e Poste Italiane (+0,31%) registrano modesti rialzi, mentre tra i ribassi spiccano Stellantis (-1,42%), Amplifon (-1,39%), Azimut (-1,15%), Brunello Cucinelli (-1,09%), Ferrari (-1,04%), Mps (-0,79%), Buzzi (-0,77%), Banca Mediolanum(-0,76%), Inwit (-0,70%) e Finecobank (-0,58%).

Lo spread tra Btp e Bund rimane stabile a 70 punti all’apertura, in linea con la chiusura di ieri. Il rendimento del Btp a 10 anni (sale leggermente al 3,52% dal 3,51%, confermando la progressiva frenata dai picchi di inizio anno a 3,60%.

Wall Street: contrasto tra Dow e Nasdaq, Alphabet supera Apple

Mercoledì a Wall Street la seduta si è chiusa con un andamento contrastato: il Dow Jones ha perso lo 0,94% a 48.996 punti, dopo aver segnato il massimo storico di 49.621 punti, mentre l’S&P500 ha ceduto lo 0,34% a 6.921 punti. Il Nasdaq ha chiuso leggermente positivo (+0,16% a 23.584 punti), sostenuto dai titoli tecnologici.

Spicca il sorpasso di Alphabet su Apple in capitalizzazione di mercato, un evento che non si verificava dal 2019: la società madre di Google ha raggiunto 3,88 trilioni di dollari, mentre Apple ha chiuso a 3,84 trilioni. Gli analisti interpretano questo cambio di leadership come il segnale delle diverse strategie nell’ambito dell’intelligenza artificiale, con Alphabet più aggressiva e avanzata rispetto a Cupertino. Invece, la decisione di JP Morgan di interrompere i rapporti con le società di proxy advisory ha penalizzato il titolo della banca, mentre Mobileye ha annunciato l’acquisizione della startup Mentee Robotics, con effetti positivi anche sul titolo di Intel.

Dal punto di vista macroeconomico, i dati sul lavoro hanno mostrato segnali contrastanti: le offerte di lavoro a novembre sono scese sotto le attese, mentre la creazione di posti nel settore privato, secondo il report Adp, è risultata inferiore alle previsioni. A bilanciare la debolezza del mercato del lavoro è intervenuto l’indice ISM dei servizi, salito oltre le attese e indicativo di un settore terziario ancora solido.

Borse asiatiche: Tokyo e Hong Kong in rosso, Kospi ai massimi

I mercati asiatici hanno seguito in gran parte la debolezza di Wall Street, penalizzati dai venti geopolitici provenienti da Venezuela e Groenlandia e dalle crescenti tensioni tra Cina e Giappone. Gli investitori hanno preferito consolidare profitti, vendendo titoli tecnologici e finanziari.

In Giappone, il Nikkei 225 ha perso l’1,6%, colpito soprattutto dai titoli tecnologici e finanziari come Tokyo Electron (-2,8%) e SoftBank (-2,4%). Le preoccupazioni per i controlli all’export imposti dalla Cina su prodotti militari destinati al Giappone aggravano il sentiment.

In Cina, l’indice CSI 300 ha ceduto lo 0,5% e l’Hang Seng l’1,1%, ma emergono segnali positivi da aziende tecnologiche e biomedicali. Iluvatar CoreX Semiconductor sale dell’11% dopo aver raccolto 472,6 milioni di dollari, e Shenzhen Edge Medical avanza del 30% grazie a 1,2 miliardi raccolti. Brillante debutto per Zhipu, startup cinese di AI, che ha raccolto 558 milioni di dollari a Hong Kong, guadagnando il 10% sul prezzo di collocamento e valorizzata 4,3 miliardi di dollari. La società investirà il 70% dei proventi in ricerca e sviluppo su modelli AI generalisti.

In Corea del Sud, in controtendenza rispetto al resto della regione, il Kospi ha segnato un nuovo record storico, trainato dai risultati straordinari di Samsung Electronics, con l’utile operativo trimestrale triplicato a 20 trilioni di won e il fatturato in crescita del 23% a 93 trilioni di won.

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