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Borse oggi segnano nuovi record puntando su energetici, difesa, ma anche finanziari. Oro, argento e rame restano ai massimi

L’Asia è in volata sulla spinta dei tecnologici ancora più convenienti di quelli Usa. Borse europee viste aprire in leggero rialzo. A Piazza Affari occhi a Unicredit, A2A, Eni

Borse oggi segnano nuovi record puntando su energetici, difesa, ma anche finanziari. Oro, argento e rame restano ai massimi

La marcia verso picchi sempre più alti delle borse globali non accenna a fermarsi: Tokyo, Taipei e Seul hanno raggiunto nuovi massimi, dopo che il Dow Jones ha fatto lo stesso durante la notte a Wall Street. E i futures indicano che anche Ftse, Dax e Stoxx 600 in Europa estenderanno i loro record in apertura. L’attenzione è tornata sul settore tecnologico, con gli investitori che puntano dritti su quelli asiatici, che mostrano ancora livelli più convenienti rispetto alla major statunitensi. Continua la cavalcata dei metalli preziosi, con il rame che tocca nuovi record storici, mentre frenano dollaro, petrolio e bitcoin.

I mercati si mostrano dunque indifferenti al colpo di mano di Donald Trump sul Venezuela e alle sue minacce di fare altettanto in Groenlandia – giustificata come questione di “sicurezza nazionale” – fino a Colombia, Messico, Cuba e perfino Iran. Mentre resta da vedere quale posizione prenderà la Cina che, con l’arresto di Maduro, perde uno dei suoi più fedeli partner in America Latina.

Gli investitori hanno iniziato ad accaparrarsi azioni del settore petrolifero e della difesa, mentre il prezzo del petrolio resta poco variato mentre resta poco chiaro in che modo l’ipotesi di Trump di investire sulle risorse petrolifere del Venezuela possa realizzarsi.

È una settimana importante per gli indicatori macroeconomici e, dopo alcune rilevazioni sull’inflazione al consumo provenienti da tutta Europa, l’attenzione si sposta sui dati sull’occupazione negli Stati Uniti, che culmineranno con il rapporto sulle buste paga non agricole di venerdì. Oggi oltre al rapporto sull’occupazione di dicembre, il Bureau of Labor Statistics Usa pubblicherà i dati sulle posizioni vacanti, le dimissioni e i licenziamenti di novembre.

Wall Street chiude ai massimi guardando anche oltre la tecnologia: balzo dei finanziari in vista delle trimestrali

Ieri Wall Street ha chiuso in rialzo, con l’impennata dei titoli finanziari che hanno contribuito a far salire il Dow Jones Industrial Average al massimo storico, mentre le aziende energetiche sono balzate dopo l’attacco militare Usa che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Gli investitori scommettono sul fatto che le aziende statunitensi potranno accedere alle riserve petrolifere del Venezuela, le maggiori al mondo. L’amministrazione del presidente Donald Trump prevede di incontrare questa settimana i dirigenti delle compagnie petrolifere Usa per discutere di come incrementare la produzione venezuelana.

Il Nasdaq ha guadagnato lo 0,69% a 23.395,82 punti, mentre il Dow Jones è salito dell’1,23% a 48.977,18 punti, S&P 500 a +0,64%. L‘indice finanziario S&P 500 è salito del 2,2% in attesa dei prossimi report trimestrali. Gli analisti prevedono in media una crescita degli utili delle società finanziarie dell’S&P 500 del 6,7% su base annua nel trimestre di dicembre. Goldman Sachs e JPMorgan Chase è aumentato di oltre il 3% e ha raggiunto livelli record. Il 13 gennaio segnerà l’avvio della stagione delle trimestrali Usa con la pubblicazione dei dati di JPMorgan, insieme ad altri importanti resoconti bancari di quella settimana. Con le azioni scambiate a valutazioni storicamente elevate, gli investitori contano su una solida crescita degli utili. Si prevede che gli utili complessivi delle società dell’indice S&P 500 saliranno del 13% nel 2025, con un ulteriore aumento del 15,5% nel 2026, secondo i dati LSEG IBES.

L’indice energetico S&P 500 è aumentato del 2,7%, raggiungendo il livello più alto da marzo 2025, con i pesi massimi Exxon Mobil, ConocoPhillips e Chevron entrambi in aumento sostenute dalle attese degli investitori su un possibile recupero dei risarcimenti petroliferi in Venezuela. Anche i produttori di armi hanno fatto progressi dopo l’intervento militare di Washington. Lockheed Martin e General Dynamics sono saliti, mentre l’indice aerospaziale e della difesa S&P 500 ha raggiunto un livello record.

Tesla è salita del 3,1% dopo sette sessioni consecutive di perdite. Nvidia è sceso dello 0,4% e Apple è diminuito dell’1,4%.

Il dollaro statunitense si è mostrato sulla difensiva. Nella seduta precedente aveva raggiunto il massimo delle quattro settimane, per poi cedere tutti i guadagni, dopo che un indicatore dell’attività manifatturiera era crollato al minimo degli ultimi 14 mesi. Stamane il dollaro è in calo dello 0,1% a 1,1733 dollari per euro e ha perso lo 0,1% a 1,3558 dollari nei confronti della sterlina. È rimasto stabile a 156,47 yen.
L’indice del dollaro, che misura la valuta rispetto a un paniere di queste tre valute rivali e altre tre principali, è sceso dello 0,2% a 98,238, mentre ieri aveva raggiunto quota 98,861 per la prima volta dal 10 dicembre.

Asia in volata sulla spinta dei tecnologici ancora più convenienti di quelli Usa

Le azioni asiatiche sono dalite a nuovi record, guidate dalle azioni tecnologiche cinesi, mentre gli investitori si sono rivolti ai titoli azionari regionali, attratti da valutazioni più interessanti.

L’indice Msci Asia Pacific è salito dell’1,1%, con un indicatore delle azioni tecnologiche cinesi quotate a Hong Kong che ha raggiunto il livello più alto da novembre. Le azioni di Shanghai si avviavano a chiudere al massimo dal 2015. Anche dopo questo rally, le azioni asiatiche sono ancora relativamente più convenienti rispetto ai titoli tecnologici statunitensi. L’indice azionario regionale MSCI ha un rapporto prezzo/utili di 15, rispetto al 22 dell’indice S&P 500 e al 25 del Nasdaq 100.

Giappone. L’indice giapponese Topix è balzato in avanti dell’1,5%, raggiungendo un massimo storico di 3.534 punti, sostenuto da acquisti generalizzati nei settori tecnologico, industriale e dei titoli orientati all’esportazione. Anche il Nikkei 225 (+1,1%) si è portato vicino ai massimi storici, sostenuto dai titoli di punta dei semiconduttori e dell’elettronica. Il produttore di chip Renesas Electronics Corp. è salito del 3%, Rohm Ltd ha guadagnato oltre il 2%.

Cina. L’indice Hang Seng di Hong Kong è salito dell’1,5%, con il sottoindice Hang Seng Tech in rialzo di oltre il 2%. Nella Cina continentale, l’indice CSI 300 è salito dell’1%, mentre l’indice Shanghai Composite ha guadagnato lo 0,8%.

Corea del Sud. L’indice Kospi guadagna l’1,3%, dopo un avvio debole, e aggiorna i massimi storici già raggiunti nella sessione precedente. Occhi puntati sui risultati di Samsung per avere indicazioni sull’evoluzione dei prezzi dei chip di memoria e sull’andamento della domanda guidata dall’intelligenza artificiale. Nel resto dell’Asia, l’indice Straits Times di Singapore sale dello 0,8%, l’indice S&P/ASX 200 australiano perde lo 0,4%, il Nifty 50 indiano è in ribasso dello 0,5%.

I metalli preziosi si sono mantenuti non lontani dai massimi storici, mentre il rame ha raggiunto un nuovo livello record. L‘oro è salito dello 0,4% a circa 4.466 dollari l’oncia, dopo un rialzo del 2,7% lunedì e si attesta a meno di 100 dollari dal picco record di 4.548,92 dollari raggiunto il mese scorso. Argento e platino sono balzati entrambi di circa il 2,6%. I prezzi del rame hanno raggiunto livelli record a Londra e Shanghai, mentre si intensificavano le preoccupazioni sulle forniture in seguito a uno sciopero in una miniera cilena.

Il petrolio si è stabilizzato dopo il maggiore guadagno della settimana. I future sul greggio Brent hanno perso 17 centesimi, attestandosi a 61,59 dollari al barile nell’ultima sessione, mentre il greggio West Texas Intermediate statunitense è sceso di 21 centesimi, attestandosi a 58,11 dollari.

Borse europee viste aprire in leggero rialzo. A Piazza Affari occhi a Unicredit, A2A, Eni

Le borse europee sono viste partire in leggero rialzo stamane sulla base delle indicazioni fornite dal futures sull’Eurostoxx 50 a +0,1%. L’agenda di oggi prevede l’uscita in mattinata, del PMI Servizi della zona Euro di dicembre e nel pomeriggio dell’inflazione armonizzata preliminare tedesca.

A2A – L’Antitrust italiano ha avviato una indagine nei confronti della società, relativa a eventuali violazioni alla concorrenza nella fornitura dei servizi di ricarica elettrica dei veicoli. La società sottolinea “di aver agito nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, equità e libera concorrenza” e offre “piena collaborazione, al fine di fornire tutte le informazioni necessarie ad ogni più opportuno approfondimento”.

Eni – Morgan Stanley ha ridotto il target a 16 euro. Il Sole 24 Ore riporta che il credito di Eni verso il Venezuela avrebbe superato i 3 miliardi di dollari USA a fine 2025, rispetto ai precedenti 2,3 miliardi di dollari riportati nel 1° semestre 2025.

Generali – Ha annunciato il rimborso anticipato delle obbligazioni perpetual fixed/floating rate da 350 milioni di sterline, con scadenza nel giugno 2026.

Leonardo – Bernstein ha alzato il target price a 60 euro dai 55 euro precedenti. Lunedì il titolo ha chiuso in rialzo del +6% a 54,42 euro, qualificandosi come il migliore del listino. Il prezzo, che ha raggiunto i livelli dell’ottobre 2025, è stato trainato dalle tensioni geopolitiche. Stessi motivi alla base del rialzo di Fincantieri (+4,5%).

Pirelli – Secondo il Financial Times, il governo, Pirelli e i soci stanno cercando di porre termine al coinvolgimento di Sinochem nel capitale della società. In caso di mancato compromesso entro gennaio, “l’ultima spiaggia” per il governo Meloni sarebbe quello di sospendere i diritti di voto del socio cinese applicando la normativa sul golden power.

Stellantis – Nel quarto trimestre, le vendite totali negli Usa sono aumentate del +4% su base annua. Il Nord America (Usa + Canada) ha visto un rialzo del +2%.

Unicredit – Come previsto, dopo aver ricevuto il via libera della BCE, la banca ha esercitato alcuni derivati portando la propria partecipazione in Alpha Bank dal 10% a poco meno del 30%. Unicredit ha inoltre comunicato che, a seguito della seconda tranche del programma di buyback azionario 2024 (insieme alla prima tranche), ha raggiunto il 2,88% del proprio capitale. Confermato l’interesse in CBK

Eles – Il Cda ha ritenuto congruo il corrispettivo di 3,20 per azione offerto da Xenon, nell’ambito dell’Opa.

Aeffe, nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi della società del lusso, il tribunale di Bologna ha accolto la richiesta di misure cautelari fino al 6 febbraio, “ravvisando la sussistenza di elementi di concretezza nelle prospettive di risanamento”, si legge in una nota diffusa ieri da Aeffe.

Recordati, nell’ambito del programma di acquisto di azioni proprie avviato lo scorso 17 dicembre, ha reso noto di aver acquistato, dal 22 al 30 dicembre 2025, complessivamente 51.977 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 48,5540 euro. Al 30 dicembre, la Società deteneva 4.769.267 azioni proprie pari al 2,281% del capitale sociale.

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