Condividi

Banner FIRSTonline

Decreto Ucraina, via libera del Consiglio dei ministri: aiuti a Kiev per tutto il 2026. Referendum Giustizia ancora senza data

Il Consiglio dei ministri approva il decreto Ucraina: rinnovata per tutto il 2026 l’autorizzazione agli aiuti a Kiev, con una mediazione politica che incide sulla forma ma non sulla sostanza del provvedimento. Nessuna decisione invece sulla data del referendum sulla giustizia

Decreto Ucraina, via libera del Consiglio dei ministri: aiuti a Kiev per tutto il 2026. Referendum Giustizia ancora senza data

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto Ucraina, rinnovando per tutto il 2026 l’autorizzazione all’invio di aiuti a Kiev. Un passaggio atteso, rinviato più volte e arrivato al termine di una trattativa politica silenziosa ma intensa, che ha inciso soprattutto sulla forma del provvedimento senza modificarne l’impianto sostanziale.

Via libera a Palazzo Chigi, niente data per il referendum

Il decreto è stato approvato al termine della riunione dell’ultimo CdM dell’anno, mentre dal tavolo di governo è rimasto fuori un altro dossier sensibile: la data del referendum sulla giustizia. A chiarirlo è stato il ministro Nello Musumeci, spiegando che la questione non è stata affrontata e che una decisione dovrebbe arrivare, con ogni probabilità, nel mese di gennaio.

Intanto resta vivo l’aiuto dell’Italia all’Ucraina. Il cuore del provvedimento resta la proroga dell’autorizzazione a inviare armamenti, ma il testo approvato arriva con una serie di aggiustamenti linguistici. Nel titolo scompaiono i riferimenti espliciti all’ambito “militare”, mentre si allarga formalmente la platea dei destinatari, includendo anche la popolazione ucraina accanto alle autorità governative. Una mediazione voluta soprattutto dalla Lega, che ha spinto per enfatizzare il carattere difensivo e civile degli interventi, pur senza ottenere modifiche sostanziali alla durata annuale dell’autorizzazione o ai meccanismi già in vigore.

Aiuti civili e continuità politica

Nel decreto trovano quindi spazio anche interventi a supporto dell’assistenza alla popolazione, con particolare attenzione alla logistica, alla sanità e alle infrastrutture civili. Accanto a questo, vengono rinnovati i permessi di soggiorno per alcuni cittadini ucraini e rafforzate le tutele assicurative per i giornalisti freelance operativi nelle zone di guerra.

La linea del governo resta quella della continuità con il provvedimento che non decide quantità e tipologia degli aiuti, ma rinnova la deroga alla legge che vieta l’invio di armi a Paesi in conflitto, lasciando ai successivi decreti la definizione dei singoli “pacchetti”.

Le tensioni nella maggioranza e la linea dell’esecutivo

Il pressing della Lega non si è fermato neppure nelle ore precedenti l’approvazione, con richiami alla necessità di concentrare le risorse sulla protezione dei civili e sulla fase negoziale. Matteo Salvini ha ribadito la sua posizione, legandola anche alle iniziative internazionali per una possibile uscita diplomatica dal conflitto.

Dal canto suo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha richiamato la necessità di mantenere un fronte compatto con alleati europei e Stati Uniti. Una linea condivisa anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha confermato il sostegno dell’Italia all’Ucraina sul piano militare, economico, finanziario e politico.

Commenta