Piazza Affari torna sui massimi di 18 anni fa e dopo averla avvicinata in estate e circa un mese fa, “vede” quota 44 mila punti base, con l’indice Ftse Mib che registra un inizio di settimana trionfale guadagnando il 2,28%. Nella prima seduta della settimana infatti il paniere principale della Borsa di Milano ha fatto l’en plein: quasi tutti i titoli hanno chiuso in territorio positivo, solo Diasorin e Inwit col segno “meno”, ma di poco. Escludendo Lottomatica che si merita la medaglia d’oro del lunedì con un guadagno del 6,77% sopra i 20 euro per azione (la società ha ufficializzato il calendario del buyback da 500 milioni), le migliori performance sono quelle delle banche, in particolare Banco Bpm e la coppia Mps-Mediobanca, fresca di matrimonio e nuovo management, ma anche Banca Popolare di Sondrio.
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Banche sugli scudi: Mps, Banco Bpm e Mediobanca le migliori
Nello specifico, Mps avanza del 5,5% sopra gli 8 euro per azione, Banco Bpm +4,7%, Pop Sondrio +4,6%, Mediobanca +4,4%, Intesa Sanpaolo +3,5%. Unicredit +4,1%, è pronta a fare appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar sul Golden Power che ha affossato la scalata a Banco BPM, scrive Repubblica, che parla di “fastidio” di Palazzo Chigi, che sarebbe già stato informato delle intenzioni della banca. Le banche italiane sostengono l’euro digitale della Bce, ma chiedono che gli investimenti necessari per il progetto siano distribuiti nel tempo, a causa degli elevati costi, ha detto sabato Elio Rottigni, direttore generale di Abi. Il settore deve prepararsi alle sfide previste per il prossimo anno, quando tassi d’interesse più bassi potrebbero avere un impatto più significativo, ha detto il presidente Antonio Patuanelli.
Le altre: bene Campari, nuovo membro del board per la Juventus
In evidenza pure Campari +2,3%: l’amministratore delegato Simon Hunt ha escluso acquisizioni a breve termine, dicendosi invece concentrato sulla riduzione del debito del gruppo. Fuori dal paniere principale da segnalare Edison -0,2%, con il gruppo francese EDF che potrebbe quotare o vendere una partecipazione in Edison (lo ha dichiarato l’Ad di EDF Bernard Fontana in un’intervista al Financial Times pubblicata domenica), e Juventus -0,9%: dopo il recente cambio di allenatore l’assemblea annuale degli azionisti ha nominato Francesco Garino, rappresentante di Tether, membro del Cda. Si tratta della prima nomina non proposta dagli Agnelli da quando la società bianconera è stata quotata in borsa nel 2001. John Elkann ha detto a Reuters che la famiglia Agnelli non ha nessuna intenzione di vendere azioni della società ma è aperta alla collaborazione con altri investitori.
A spingere i listini europei e statunitensi è l’accordo sullo shutdown
Bene anche le altre Borse del vecchio continente: Parigi guadagna l’1,5%, Francoforte +1,7%, Londra +1,15%. “Ci stiamo avvicinando alla fine dello shutdown”. Così Donald Trump ha commentato l’intesa raggiunta al Senato: il ramo del Congresso ha infatti raggiunto un accordo bipartisan per mettere fine allo shutdown. L’accordo prevede una misura per estendere i finanziamenti governativi fino a gennaio ma non l’estensione dei sussidi per l’Obamacare, una richiesta chiave da parte dei dem, che sarebbero votati in una data successiva. Inevitabilmente l’accordo, seppur precario, ha dato spinta pure a Wall Street anche se non al Dow Jones, che mentre l’Europa chiude i battenti si trova ancora sulla parità, con il Nasdaq che invece vola al +1,35% e l’S&P 500 sul +0,75%.
Spread in calo, tendenza rialzista per oro e argento
Sul fronte degli spread, inizio di settimana decisamente positivo per il nostro Btp decennale nel confronto col Bund tedesco: si attesta sui 74 punti base, col rendimento del nostro titolo di Stato benchmark di 10 anni al 3,41%. Ancora fiacco invece l’euro nel cambio con il dollaro statunitense, fermandosi a quota 1,15 come da qualche tempo a questa parte. Tendenze contrastate per due materie prime sempre sotto stretta osservazione come il petrolio e l’oro. Il Brent è saldamente sopra i 63 dollari al barile e tocca anche quota 64 con un guadagno di 0,4 dollari nel primo pomeriggio italiano, ma poi si sgonfia a fine seduta. Il Wti crude perde qualcosa e rimane sotto i 60 dollari. L’oro da parte sua difende ampiamente la soglia psicologica dei 4.000 dollari l’oncia guadagnando un ulteriore 2% intorno alle 17 italiane. In grande spolvero come del resto da settimane pure l’argento, che torna a flirtare con quota 50.000 dollari.
