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Milan-Roma, il match clou di stasera vale il primato. Il Napoli frena, la Juve risorge con Spalletti

Il pareggio del Napoli con il Como apre le porte al Milan di avvicinare la testa della classifica o alla Roma di sognare addirittura il sorpasso. Buono il debutto di Spalletti sulla panchina della Juve che espugna Cremona.. L’Atalanta perde a Udine. Occhio alla trasferta dell’Inter a Verona

Milan-Roma, il match clou di stasera vale il primato. Il Napoli frena, la Juve risorge con Spalletti

Il Napoli frena, la Juventus riparte. Gli anticipi della 10° giornata, a cui bisogna aggiungere anche l’1-0 dell’Udinese sull’Atalanta di Juric, sorridono soprattutto a Luciano Spalletti, l’unico a guadagnare terreno lassù in cima. Il tecnico, al debutto con la Signora, ha espugnato il campo della Cremonese (1-2) con una prestazione convincente, agganciando così le milanesi (con una partita in più, ça va sans dire) e avvicinando Conte, lui sì a parità di gare. Il pari contro il Como (0-0) dà alla Roma la chance di prendersi il primo posto in solitaria, a patto però di espugnare il campo del Milan (ore 20.45), a sua volta chiamato a vincere per scalare la classifica. Di tutto ciò spera di beneficiare l’Inter, alle prese con la trasferta di Verona all’ora di pranzo (12.30): anche Chivu infatti, in caso di vittoria, si porterebbe a una sola lunghezza dai campioni in carica.

Cremonese – Juventus 1-2: esordio vincente per Spalletti con i gol di Kostic e Cambiaso

Inizia con il piede giusto l’era Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus. I bianconeri vincono 2-1 a Cremona, trovando subito tre punti preziosi e infliggendo ai grigiorossi la prima sconfitta casalinga del campionato. Un successo arrivato grazie ai gol di Kostic e Cambiaso, con qualche brivido solo nel finale dopo la rete di Vardy. Il nuovo tecnico bianconero, insediatosi da appena due giorni, sceglie di non stravolgere nulla, mantenendo la difesa a tre ma introducendo subito qualche novità: la più gustosa riguarda Koopmeiners, schierato come braccetto sinistro, ma anche la conferma di Kostic e la coppia d’attacco Openda-Vlahovic. Le mosse pagano subito: dopo appena 85 secondi proprio Kostic apre le marcature, approfittando di un rimpallo favorevole su Vandeputte e depositando in rete a porta vuota. Il vantaggio immediato semplifica il piano partita della Juve, che controlla e sfiora il raddoppio con Locatelli al 26’, fermato dal palo dopo la deviazione di Audero. La Cremonese fatica a reagire e nel primo tempo non riesce mai a impensierire Di Gregorio, anche per via di una Juve ordinata, corta e finalmente lucida nella gestione del possesso palla. Nella ripresa la squadra di Spalletti amministra, poi al 68’ Cambiaso raddoppia con un sinistro potente e preciso che non lascia scampo ad Audero. Sembra finita, ma all’83’ Vardy riapre la partita vincendo un duello fisico con Gatti e firmando l’1-2 che ridà speranza ai lombardi. Nel finale la Juve soffre, ma tiene botta fino al triplice fischio. Spalletti porta così subito a casa la sua prima vittoria in bianconero, trovando risposte positive sul piano tattico e mentale. Tre punti pesanti per ricominciare, in una serata che segna la fine del periodo buio e l’inizio di una nuova fase.

Spalletti: “La vittoria ci farà bene, ma dobbiamo crescere in fretta”

“Abbiamo fatto una buona prima parte di tempo, anche se poi abbiamo sofferto sia nel finale della prima frazione che a inizio ripresa – il pensiero di Spalletti -. Però abbiamo anche creato tanto, non so quante volte capiterà di avere così tante occasioni: dovremo migliorare sotto porta. Ci sono potenzialità in questa squadra, mi fido di questi calciatori. Ho trovato una squadra in condizione, però lo spessore della Juventus fa sentire la pressione. Da fuori è tutto bellissimo: la sede, i campi… poi entri dentro e non è facile per tutti sopportare il livello di un club così grande. Ci sono alcuni giocatori che subiscono tutto questo. La vittoria ci fa bene per lavorare con più tranquillità, dovremo crescere in fretta. Cerco di fare le cose fatte bene per chi ci vuole bene, mi impegno, ma sarà fondamentale instaurare buoni rapporti coi calciatori, ho sempre fatto così. Spero che mi riesca quello che in Nazionale non mi è riuscito benissimo… Attraverso la condivisione delle emozioni si cresce come squadra. Koopmeiners in difesa? È stato un messaggio alla squadra: in campo si va a giocare, non a difendere”.

Napoli – Como 0-0: Fabregas ferma Conte, Milinkovic-Savic para un rigore a Morata

Il Napoli rallenta. Al Maradona contro il Como finisce 0-0, un pareggio che lascia gli azzurri in vetta ma con il fiato della Roma sul collo, attesa stasera a San Siro contro il Milan. È la prima volta nel 2025 che la squadra di Conte non segna in casa e la sensazione è quella di una serata spenta, nervosa e complicata, tra tanti contrasti, pochi spazi e due infortuni che hanno condizionato la gara. Il Como di Fabregas gioca una partita perfetta dal punto di vista tattico: blocca ogni linea di passaggio, si chiude con ordine e concede pochissimo. Il Napoli, nonostante il dominio territoriale, fatica a trovare varchi e nel primo tempo si affida solo ai tiri da fuori di McTominay ed Elmas, entrato al posto dell’infortunato Gilmour. Lo scozzese è ovunque, ma nemmeno la sua intensità basta per scardinare la difesa lariana. Il brivido più grande arriva al 24’, quando Milinkovic-Savic stende Morata in area e regala un rigore a Fabregas. Dal dischetto lo stesso spagnolo si presenta per calciare, ma il portiere serbo para ancora, centrando il sesto rigore neutralizzato sugli ultimi dieci: un dato mostruoso, che scatena l’esultanza del Maradona come se fosse un gol. Nel resto del primo tempo prevalgono errori e tensione: Politano calcia altissimo, Anguissa sbaglia i cross e Nico Paz, irriconoscibile, manda un pallone in curva. A inizio ripresa Conte perde anche Spinazzola per un affaticamento e inserisce Gutierrez, che subito impegna Butez con un destro centrale. È però l’unico vero tiro nello specchio fino all’80’, quando Hojlund stacca più in alto di tutti su corner ma trova ancora il portiere belga pronto a bloccare. Finisce 0-0, un punto che lascia il Napoli in testa ma con più dubbi che certezze. Il Como, invece, esce tra gli applausi per aver imbrigliato i campioni d’Italia e confermato di essere molto più di una semplice sorpresa di questo campionato.

Conte: “Sono contento della prestazione, il Como non è una piccola”

“La partita si è giocata a livelli molto alti ed intensi, il Como può recriminare sul rigore ma nel secondo tempo alla fine avremmo meritato qualcosa di più – l’analisi di Conte -. I lariani sono una realtà del nostro calcio, stanno facendo grandi cose e vanno fatti i complimenti. Anche noi siamo stati bravi a superare le difficoltà che abbiamo avuto anche durante la partita con i problemi di Gilmour e Spinazzola. Le prestazioni di Gutierrez ed Elmas sono state di spessore e mi danno fiducia. Comunque è stata una bella partita da vedere, di stampo europeo, con due squadre che non si sono sedute ad aspettare l’avversario. Sono più contento di altre volte in cui abbiamo vinto, ho avuto risposte da squadra vera. Il Como ha fatto una buonissima partita, ma non dimentichiamo i risultati che stanno facendo quest’anno. Sono in netta crescita, ci ha battuto in casa loro l’anno scorso. A parte il rigore non ricordo parate di Milinkovic-Savic, tutto sommato è un risultato giusto, con loro meglio nel primo tempo e noi nel secondo”.

Milan – Roma (ore 20.45, Dazn)

San Siro riaccende le luci. Milan-Roma è indubbiamente il big match di questa decima giornata, a maggior ragione dopo i risultati di ieri, che rendono la vittoria pressoché obbligatoria per entrambe. Il Diavolo ci arriva con il morale leggermente in ribasso dopo i pareggi contro Pisa e Atalanta, che hanno rallentato la corsa dopo l’inizio scoppiettante. Tutto il contrario dei giallorossi, tornati a sorridere grazie alle pesantissime vittorie su Sassuolo e Parma, fondamentali per rimettere in moto una macchina che sembrava in panne. Difficile sbilanciarsi su chi sia favorito o su che tipo di partita sarà, di certo però si affronteranno due delle migliori difese del campionato, il che lascia pensare a una serata ricca di tattica e agonismo, nella quale saranno decisivi gli episodi. Allegri, inoltre, dovrà fare i conti con un Milan in emergenza: alle assenze di Pulisic e Rabiot, infatti, si è aggiunta anche quella di Gimenez. L’attacco verrà così affidato a Leao e Nkunku, coppia inedita ma potenzialmente interessante e pericolosa. Gasperini, dal canto suo, non potrà contare su Ferguson, uscito malconcio contro il Parma. In avanti confermati Dybala e Soulé, con El Aynaoui e Pellegrini in lizza sulla trequarti. A sinistra rientra Wesley al posto di Angelino, non ancora recuperato, mentre in difesa va verso la conferma Hermoso, decisivo con il suo gol nell’ultima giornata. I numeri, come sempre, raccontano la storia di una grande rivalità. 202 precedenti complessivi, con 85 vittorie del Milan, 54 della Roma e 63 pareggi. L’ultimo incrocio, lo scorso maggio, aveva sorriso ai giallorossi: 3-1 all’Olimpico firmato Paredes, Mancini e Cristante.

Allegri: “L’obiettivo resta la zona Champions. Leao e Nkunku? Curioso di vederli assieme”

“Abbiamo perso un po’ di giocatori post nazionale, ma sono cose che succedono – ha spiegato Allegri -. Dobbiamo recuperare bene le energie perché più o meno giocano sempre gli stessi. Abbiamo una partita bella da giocare contro la Roma che sta facendo bene. Gasperini ha dato subito un’impronta caratteriale e tecnica, hanno giocatori molto validi e nell’anno solare hanno vinto più trasferte di tutti. È la squadra con più clean sheet in campionato, ha subito 4 gol, noi invece ne abbiamo presi nelle ultime: dobbiamo invertire la tendenza. Snodo decisivo? Assolutamente no, il nostro obiettivo è un posto in Champions. Dobbiamo avere equilibrio, senza deprimerci o esaltarci a seconda dei risultati. Sarà un altro passo da affrontare per arrivare a marzo a lottare per i primi quattro posti, i primi sei mesi sono importanti per gettare le basi del finale di stagione. Leao e Nkunku? Sono curioso anche io di vederli insieme. A volte nel calcio trovi combinazioni che non ti aspetti. Sanno giocare molto bene a calcio e potrebbero giocare in coppia”.

Gasperini: “Sfida Scudetto? Napoli e Inter hanno qualcosa in più”

“A me non piace parlare di sfida scudetto o Champions – ha glissato Gasperini -. Non partecipo a queste discussioni, ognuno può trarre le sue considerazioni per quanto visto. Abbiamo avuto entrambi un’ottima partenza, gli altri discorsi li lascio. Posso condividere che Napoli e Inter hanno qualcosa in più, ma il nostro obiettivo è misurarci con loro. Ci siamo misurati con l’Inter e lo abbiamo fatto bene, adesso lo faremo col Milan che si è molto rinforzato in estate. Io e Allegri siamo esperti, ma non basta. Questo è un campionato davvero equilibrato, più di altri anni. In termini di punti è difficile che si possa fare di più, la Roma ne ha fatti 70 nell’anno solare, ma si può migliorare in termini di squadra. Il mio obiettivo resta quello di costruire un impianto che possa essere sempre più competitivo. L’importante è che quei punti siano efficaci, più di quanto hanno portato quelli attuali. Dybala? I suoi problemi sono sempre stati gli infortuni, ha tutte le qualità, non solo tecniche, di tiro, ma anche per la resistenza, la tenuta fisica, ha fibre di alto livello. Si sta allenando bene, magari prima c’erano momenti in cui doveva allenarsi con cautela. Spero sia una grande stagione per lui”.

Verona – Inter (ore 12.30, Dazn)

Archiviata la vittoria contro la Fiorentina, l’Inter riparte da Verona. Una trasferta insidiosa, come spesso accade al Bentegodi, ma che arriva nel momento migliore per la squadra di Chivu, reduce da otto vittorie nelle ultime nove partite tra Serie A e Champions. L’obiettivo è quello di proseguire la corsa e avvicinarsi alla vetta del campionato, anche alla luce dello scontro diretto tra Milan e Roma, che potrebbe ulteriormente aprire la strada in classifica. Dall’altra parte c’è un Hellas Verona ferito e affamato. La squadra di Zanetti ha perso tre delle ultime cinque gare e cerca riscatto dopo il 3-1 subito a Como. Servirà però una partita quasi perfetta, sia fisicamente che tatticamente, per contenere l’impatto offensivo dei nerazzurri. Chivu, dopo la vittoria sui viola nel turno infrasettimanale, proseguirà con il consueto turnover anche in vista della Champions. In difesa si rivedrà Acerbi dal primo minuto, con Sommer tra i pali e la consueta linea a tre completata da Bisseck e Bastoni. Sugli esterni confermati Dumfries e Carlos Augusto, mentre a centrocampo spazio a Sucic, Barella e Zielinski. Davanti, Bonny si candida per una maglia da titolare accanto a Lautaro, con Pio Esposito pronto a subentrare dalla panchina. Niente da fare per Marcus Thuram, che dovrà rimandare il rientro a mercoledì a contro il Kairat Almaty in Champions. Il Verona risponderà con il suo 3-5-2, formato da Montipò in porta, Nelsson, Bella-Kotchap e Valentini nel reparto arretrato, Belghali e Frese sugli esterni, con Serdar, Gagliardini e Bernede in mediana, Giovane e Orban in attacco.

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