Sanae Takaichi è stata nominata oggi primo ministro del Giappone, con il sostegno del partito di destra, dopo la rottura con lo storico alleato di minoranza Komeito, una forza centrista di ispirazione buddista. Gli analisti prevedono che Takaichi sarà favorevole all’espansione fiscale e contraria a ulteriori aumenti dei tassi di interesse, un fattore negativo per lo yen e le obbligazioni, ma positivo per le azioni. Il Nikkei della Borsa di Tokyo è salito stamane fino a un passo dal massimo storico di 50.000 punti.
Takaichi, ammiratrice della britannica Margaret Thatcher e prima donna a ricoprire la carica di premier in Giappone, ha detto di aver intenzione di nominare Satsuki Katayama come nuovo ministro delle finanze, altro primato femminile ai vertici politici giapponesi.
I progetti “Trump Style” di Takaichi e Katayama
Tuttavia il fatto che siano due donne ai vertici della politica giapponese, per quanto inconsueto, non basta da solo a indicare le basi della strategia politica in Giappone, che al momento gli analisti descrivono in “Trump Style”, sulla base delle recenti dichiarazioni: dall’aumento della spesa pubblica, puntando in particolare alla difesa e riducendo i fondi per la sanità e la tutela dei più fragili, passando attraverso la limitazione dell’immigrazione e pressioni sulla Banca del Giappone perchè abbassi i tassi, nonostante l’aumento dell’inflazione e la debolezza dello yen. A proposito della valuta nipponica, la nomina di Katayama potrebbe essere una cattiva notizia, viste le sue ipotesi di un valore reale dello yen sia più vicino a 120-130 per dollaro. L’ultima quotazione dello yen lo dava attorno a 151,07 sul dollaro.
Secondo gli analisti, Takaichi intende cogliere l’occasione della visita del presidente statunitense Donald Trump, prevista per la prossima settimana, per sottolineare l’impegno di Tokyo ad allinearsi alle richieste di Washington su un maggiore contributo alla sicurezza regionale.
“L’accordo tra il Partito Liberal Democratico e Ishin enfatizza le politiche di sicurezza sociale in stile americano o, per dirla più francamente, l’abbandono delle persone vulnerabili, con un welfare più rigido basato sulla capacità di pagare” ha detto Yoko Otsuka, docente di politiche sociali a Reuters. “Ora che il Komeito (socialmente progressista) è fuori dalla coalizione, mi preoccupo di chi possa opporsi a questa direzione.”
“Il Giappone si è impegnato ad aumentare la spesa per la difesa al 2% del PIL entro l’anno fiscale 2027, ma la questione dei finanziamenti a lungo termine oltre tale livello resta irrisolta.”Sarà fondamentale il modo in cui il Primo Ministro Takaichi gestirà le aspettative degli Stati Uniti, mantenendo al contempo relazioni favorevoli.”Masamichi Adachi, Economista a Ubs Securities Japan.
Takaichi come Abe? La “Sanaenomics” sarà una seconda versione dell’Abenomics
Takaichi ha detto di voler raccogliere l’eredità dell’ex Primo Ministro Shinzo Abe, precisando che la sua politica economica dovrebbe essere simile a quella che era stata bettezzata come “Abenomics“. Così il mercato sta valutando che la “Sanaenomics” sarà una seconda versione dell'”Abenomics”.
“Tuttavia, ci sono così tante differenze tra, diciamo, 10 anni fa e il presente. Dieci anni fa, il Giappone affrontava pressioni deflazionistiche con una moneta forte” ha detto Osamu Takashima, capo strategist di Citi a Tokyo. “Ora il Giappone si trova ad affrontare l’inflazione e un problema di valuta debole, due fattori molto impopolari tra il popolo giapponese. Quindi le condizioni sono opposte rispetto a 10 anni fa. Quindi, se esercitasse pressioni politiche sulla Banca del Giappone e lo yen si deprezzasse ulteriormente, l’inflazione aumenterebbe ulteriormente. Potrebbe perdere popolarità tra i giapponesi. Sarebbe un gioco molto, molto rischioso per lei.”
Il Giappone tradizionalmente pacifista è a una svolta storica nella difesa
Il Giappone, tradizionalmente vincolato a una Costituzione pacifista, si trova di fronte a una svolta storica nella politica difensiva. Già nei recenti documenti si parlava di un possibile raddoppio progressivo della spesa militare, da portare a circa il 2% del Pil entro il 2027.
Ma Takaichi punta ancora più in alto: in una recente dichiarazione pubblicata sul suo sito ufficiale, ha affermato che la soglia del 2% sarà “inevitabilmente superata” per far fronte “alle crescenti minacce nell’area Asia-Pacifico”. Per sostenere l’aumento dei fondi destinati alla difesa, l’esecutivo sta valutando un incremento fiscale in tre settori: imposte sulle imprese, sul reddito e sul tabacco. Nell’ambito dell’attuale strategia di difesa, per contrastare l’espansionismo di Pechino – che la Casa Bianca vede come una minaccia alla sua egemonia, Tokyo è pronta a spendere circa 10.000 miliardi di yen (61,6 miliardi di euro) all’anno, diventando così il terzo paese al mondo per spesa militare dopo Stati Uniti e Cina.
