Un contributo da parte delle banche, ma non solo. In vista della prossima manovra da 16 miliardi, il Governo potrebbe chiedere un “sacrificio” anche alle assicurazioni. Lo rivela Mf-Milano Finanza, secondo cui l’intervento potrebbe riguardare il comparto auto e, in particolare, le polizze che coprono il conducente da un eventuale infortunio.
Manovra: “pizzicotto” in vista per le assicurazioni?
Era già accaduto lo scorso anno, quando poche ore prima dell’invio del documento programmatico di Bilancio a Bruxelles, le assicurazioni avevano ricevuto senza preavviso una richiesta dell’anticipo annuale del bollo sulle polizze vita. Una decisione che aveva permesso al ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti di prevedere un incasso aggiuntivo di “1 miliardo nel 2025 e di altri 800 milioni spalmati sui successivi tre anni per un totale di 1,8 miliardi”, calcola Mf.
Anche quest’anno, dunque, potrebbe arrivare un ulteriore “pizzicotto”, nonostante sul tavolo ci sia già un confronto con l’Agenzia delle Entrare che potrebbe generare introiti aggiuntivi per lo Stato, utili per la legge di Bilancio del prossimo anno. Ad oggi infatti, le polizze che coprono il conducente da un eventuale infortunio sono soggette a una tassazione pari al 2,5% dei premi, mentre secondo le Entrate dovrebbero essere tassate al 12,5%.
Mf riferisce che, sebbene non ci siano ancora i numeri esatti, il contributo del settore al Mef “potrebbe essere importante” e che, come già avvenuto lo scorso anno, “a farsi carico del maggior onere fiscale sarebbero gli assicurati, mentre le compagnie avrebbero il ruolo di sostituto d’imposta del cliente davanti all’Agenzia delle Entrate”.
Il confronto è aperto e l’Ania avrebbe chiesto pareri legali ad alcuni giuristi, convinte che la tassazione attuale delle polizze infortuni per il conducente al 2,5% sia quella corretta secondo le norme vigenti.
