Condividi

Acciaierie d’Italia (ex Ilva)-sindacati: oggi vertice sulla cassa integrazione, ma le lettere sono già partite

L’incontro si terrà oggi al ministero del lavoro, ma l’azienda ha già annunciato la Cia straordinaria di un anno a 3mila dipendenti – I sindacati chiedono un passo indietro

Acciaierie d’Italia (ex Ilva)-sindacati: oggi vertice sulla cassa integrazione, ma le lettere sono già partite

Oggi al ministero del Lavoro si terrà un nuovo incontro tra Acciaierie d’Italia (ex Ilva) e i sindacati sulla cassa integrazione straordinaria chiesta dall’azienda per il 2022. Il vertice è decisivo, essendo l’ultimo giorno possibile per arrivare a un’intesa. L’azienda però non ha voluto aspettare e ha già inviato a 3mila dipendenti le lettere che annunciano il provvedimento della durata di un anno.

Per questo, sempre per oggi, la Uilm ha annunciato un presidio davanti alla direzione a Taranto dalle ore 10 alle 14. Il sindacato ha fatto sapere che la mobilitazione “coinvolgerà i lavoratori di Acciaierie d’Italia, Ilva in Amministrazione straordinaria, dell’appalto e indotto”.

Acciaierie d’Italia (ex Ilva)-sindacati: il mancato accordo

Acciaierie d’Italia chiede la cassa straordinaria per la ristrutturazione e il nuovo piano industriale per 3mila addetti di cui 2.500 solo a Taranto. In un precedente incontro al ministero l’azienda aveva ridotto il numero complessivo a 2.800, ma i sindacati non ritengono che questa riduzione sia sufficiente per firmare l’accordo.

Le Rsu Uilm

“Siamo sempre più convinti di esercitare una netta opposizione – scrivono le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) Uilm – a un piano fantomatico di investimenti fatto di promesse, puntualmente disattese, da parte di una società che porta il presagio di migliaia di esuberi strutturali legati all’inesistente messa in sicurezza degli impianti e alla mancata salvaguardia dell’ambiente circostante”.

La Fim Cisl

Secondo Roberto Benaglia e Valerio D’Alò, della segreteria nazionale della Fim Cisl, quello di oggi “è un incontro importantissimo e decisivo. Chiediamo ad Acciaierie d’Italia – prosegue la nota congiunta – di presentarsi con nuove disponibilità che possano portare a costruire un’intesa sindacale con obiettivi concreti e utili ai lavoratori del siderurgico. Ad un aumento della produzione deve corrispondere una diminuzione del numero di cassintegrati e un minor sacrificio di reddito per gli stessi. Chiediamo al Ministro Orlando il massimo impegno politico per realizzare questo risultato che permetta di tutelare il lavoro e dare una spinta al rilancio di ogni sito produttivo”.

Senza un accordo sindacale, l’azienda potrà procedere lo stesso alla cassa integrazione, tenendosi le mani libere. “A chi chiede ancora oggi il ritiro della cassa integrazione osserviamo che Taranto lavora oggi al 50% del potenziale produttivo e occupazionale – concludono i sindacalisti Fim Cisl – Il 2022 deve essere un anno di transizione in grado di portare, sulla base del futuro piano industriale, alla conferma di tutte le garanzie occupazionali per tutti i dipendenti di Acciaierie e per quelli in Ilva AS. Per la Fim l’accordo è possibile solo se sancirà che non ci sono esuberi strutturali. Se tutti i sindacati domani lavoreranno nella stessa direzione potremo fare un buon risultato”.

Commenta