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World’s Best Vineyards: quattro cantine italiane fra le migliori enoturistiche al mondo

Prestigiosa posizione, sesta in classifica, per Antinori nel Chianti Classico architettura ipogea che diventa simbiosi con il paesaggio, Seguono Ferrari della famiglia Lunelli, Ceretto 160 ettari di vigneti nelle Langhe e Gaja che ha aperto solo di recente le cantine per beneficenza

World’s Best Vineyards: quattro cantine italiane fra le migliori enoturistiche al mondo

La migliore e più scenografica cantina al mondo come destinazione per gli enoturisti appassionati di vino e natura?  È un po’ lontana, è in Argentina è l’azienda Zuccardi nella Valle de Uco che ha conquistato il podio mondiale della lista annuale pubblicata dai World’s Best Vineyards.  Sebastián Zuccardi è l’ultima generazione che ha ereditato il testimone di una famiglia dal forte spirito visionario e innovativo da quando, nel 1963, suo nonno, l’ingegnere Alberto Zuccardi, piantò i primi ettari di vigneto a Maipú, Mendoza. Oggi Sebastián lavora alla guida di un giovane team agricolo ed enologico, incaricato di produrre vini con i più alti standard di qualità nella Valle dell’Uco.  la cantina dispone di un’area Ricerca e Sviluppo, dedicata allo studio del terroir e delle varie variabili che influenzano la qualità del vino. L’obiettivo è, nelle parole dello stesso Sebastián, “non cercare vini perfetti, ma quelli che esprimono il luogo, la regione”. La cantiina è stata disegnata da tre famosi architetti Tom Hughes, Fernando Raganato ed Eugenia Mora, che hanno utilizzato, sia all’interno che all’esterno, solo materiali locali. In seconda posizione. La splendida Bodegas de los Herederos del Marqués de Riscal nella regione spagnola della Rioja, cantina con il tetto di alluminio progettato da Frank Gehry il grande architetto canadese statunitense maestro del decostruttivismo artefice di veri e propri capolavori architettonici che scandiscono lo spazio come avveniristiche architetture come il Museo Guggenheim di Bilbao, la Walt Disney Concert Hall di Los Angeles e la sede della Fondazione Louis Vuitton, a Parigi.

Terza posizione per Chateau Margaux a Bordeaux, in Francia.  La cantina, la fattoria e i vigneti occupano un terzo della tenuta di 265 acri del XII secolo. La sua storia vinicola risale al XVI secolo. I loro vini sono riconoscibili dallo stemma raffigurante la villa neopalladiana del XIX secolo progettata da Louis Combes.

Nella classifica votata da 600 esperti globali di vino e viaggi che danno il loro giudizio sommando bellezza dei luoghi, offerta gastronomica, ambienti rurali disegnati dall’ingegno figurano quattro gloriose cantine italiane. Sesta posizione di grande prestigio della “World’s Best Vineyards 2021” per Antinori nel Chianti Classico, unica azienda italiana presente nella selezione sin dalla prima edizione, nel 2019 per la sede progettato dall’architetto Marco Casamonti come architettura ipogea che diventa simbiosi con il paesaggio, con quello antropomorfico delle colline scandite dalle spalliere delle viti nel Chianti, e un tutt’uno con le fasi e i processi della produzione vitivinicola.   “Un’azienda – scrivono i giudici – che porta l’eredità vinicola della famiglia che risale al 14° secolo. Sede dell’azienda di famiglia (che comprende altre otto tenute), il luogo è intriso di cultura toscana. Puoi conoscere la storia della famiglia Antinori e la loro filosofia in ciascuno dei quattro tour offerti da loro. Anche la vinificazione e la cucina sono incluse nei tour”.

New entry di quest’anno è Ferrari, della famiglia Lunelli, con le cantine storiche e con Villa Margon, che si accompagna a Locanda Margon, ristorante una stella Michelin e si colloca al 61mo posto. Poco dopo ecco Ceretto realtà vinicola fra le più importanti delle Langhe con 160 ettari di vigneti, di cui 11 ettari nei comuni di Barolo di La Morra Serralunga e Castiglione Falleto, azienda che ha svolto un ruolo pionieristico nell’affermare uno stile moderno di Barolo e Barbaresco e che oggi è fortemente impegnata nell’agricoltura biologica e biodinamica e nelle pratiche non invasive nei vigneti. Quarta cantina italiana presente in classifica è Gaja, guidata da Angelo Gaja, il re del Barbaresco. Gaja ha aperto al pubblico per la prima volta nel 2014. per supportare le organizzazioni senza scopo di lucro. Per questo motivo, coloro che sono interessati a visitare la cantina Gaja sono invitati a fare una donazione (minimo 300 € a persona) a un ente di beneficenza appositamente scelto. L’impegno di Gaja in cambio di questa generosa donazione è quello di offrire un tour personalizzato dei vigneti e della cantina circostanti seguito da una degustazione di vini selezionati dalla famiglia Gaja.” Siate certi – si legge in una nota – che la spesa è più che ripagata assaggiando alcuni dei Nebbiolo più entusiasmanti che il denaro possa comprare”.

La cerimonia di premiazione dei World’s Best Vineyards.  Si è svolta allo Schloss Johannisberg, Rheingau, in Germania. Andrew Reed, Managing Director Wine and Exhibitions di William Reed, ha commentato: “Il turismo del vino è estremamente importante per l’economia globale e le economie locali, creando posti di lavoro direttamente nelle cantine ma anche incoraggiando i visitatori dell’area e le entrate associate che genera. Questo è più importante che mai con la recente situazione globale e sappiamo che illuminando l’enoturismo come facciamo con i migliori vigneti del mondo il messaggio arriva a più persone per venire a scoprire l’unicità del vino e dove si trova fatto.”

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