Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman sta nuovamente ridimensionando il suo mega progetto Neom con il quale vuole rinnovare l’economia del suo regno. L’ultima puntata del suo arretramento riguarda il progetto di una ferrovia ad alta velocità lungo la costa nord del Mar Rosso che era stato affidato al colosso italiano Webuid, ma dal quale si è tirato indietro.
Il cambio di strategia sul progetto Neom, da 500 miliardi di dollari, fondamentale per il piano Vision 2030, già ritenuto da molti analisti per lo meno eccessivo, ha assunto una nuova urgenza a causa delle pressioni esercitate dalla guerra con l’Iran sulle esportazioni di petrolio, dopo anni di crescenti deficit di bilancio nel regno.
Il recesso, efficace dal 27 maggio, riguarda in particolre il progetto “Connector High-Speed Line” per la realizzazione, nella località di Sharma (Tabuk) in Arabia Saudita. Il mese scorso Yasir Al-Rumayyan, governatore del Fondo per gli investimenti pubblici dell’Arabia Saudita, aveva detto all’emittente saudita Al Arabiya Business che la sfarzosa struttura in acciaio e vetro lunga 160 chilometri, nota come The Line, parte del mega-progetto, non è più una priorità, pur negando che siano stati cancellati progetti di alcun tipo.
Si conclude l’esperienza di Webuild con Neom
Lo stato di avanzamento dei lavori per progetto di Alta Velocità è di circa il 20%, con un backlog residuo del progetto per Webuild di circa 1 miliardo di euro. Per questo progetto, già sospeso, non erano previsti ricavi per l’anno in corso. Tutti i costi maturati, come quelli legati alla cessazione anticipata del contratto, incluse le attività di disimpegno e smobilizzo del cantiere, saranno rimborsati dal cliente, dice una nota, mantenendo Webuild indenne dagli effetti della risoluzione come previsto dal contratto e dalla legge.
Con questo recesso, tutte le attività di Webuild per Neom si sono concluse. Nonostante ciò, la società ha confermato di mantenere un portafoglio ordini nelle costruzioni superiore ai 50 miliardi di euro. In precedenza, Webuild aveva detto che la propria esposizione verso il Medio Oriente era limitata a circa il 5% del portafoglio ordini totale. Quest’ultima cancellazione rappresenta il 2% del backlog Webuild e segue la cancellazione del progetto Neom/Trojena per la costruzione di tre dighe (backlog residuo Webuild euro 2,8 miliardi) comunicato a fine marzo. I ricavi per il progetto high speed line di Tabuk erano già sospesi e non era incluso nel budget ricavi 2026.
Il titolo Webuild a Piazza Affari quota in tarda mattinata in rialzo dello 0,9% a 2,44 euro. Negli ultimi sei mesi ha perso il 23%
