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Warren Buffett si ritira e lascia Berkshire Hathaway dopo aver moltiplicato per 45 mila volte la ricchezza dei soci

Suggestiva lettera d’addio dell’oracolo di Omaha. Buffett è il decimo uomo più ricco del pianeta con un patrimonio di quasi 150 miliardi di dollari, in parte destinati a progetti filantropici, accumulati grazie a uno metodo di investimento che si è rivelato nel tempo molto azzeccato

Warren Buffett si ritira e lascia Berkshire Hathaway dopo aver moltiplicato per 45 mila volte la ricchezza dei soci

“Come direbbero gli inglesi, sto andando in silenzio. Più o meno”. Così ha scritto Warren Buffett nella lettera di saluto agli azionisti della Berkshire Hathaway, il colosso finanziario da lui guidato per quasi sessant’anni e di cui fino a ieri, all’età di 95 anni, è stato il socio di maggioranza. L’addio dell'”oracolo di Omaha”, come viene chiamato nell’ambiente, era già stato annunciato da tempo ma oggi si materializza e chiude definitivamente un’epoca che ha visto Buffett fare investimenti a destra e a manca in giro per il mondo, anche in Italia dove aveva scommesso in particolare su Cattolica Assicurazioni, azzeccandoli praticamente tutti e arrivando a diventare il decimo uomo più ricco del pianeta, con un patrimonio personale stimato da Bloomberg in quasi 150 miliardi di dollari.

Al posto di Buffett subentra il canadese Greg Abel

In realtà, nonostante il suo atteggiamento senza dubbio discreto, l’uscita di scena del finanziere ha fatto rumore eccome, in particolare per l’imponenza del suo lascito. Prima di andare silenziosamente via infatti Buffett ha fatto una donazione simbolica ma a dir poco consistente: la conversione di 1.800 azioni di classe A in 2,7 milioni di azioni B, destinate ad essere donate alle quattro fondazioni di famiglia. Un gesto di continuità e di distacco, il modo “buffettiano” di dire che la vita – come i mercati – deve proseguire oltre l’individuo. “Sono grato e sorpreso della mia fortuna nell’essere vivo a 95 anni”, ha anche scritto ironicamente Buffett nella consueta lettera di fine anno agli azionisti, che questa volta è l’ultima. Da fine anno Greg Abel, il manager canadese che per anni ha guidato la divisione energetica del gruppo, prenderà ufficialmente il suo posto. L’oracolo di Omaha lo ha “benedetto” con un endorsement definendolo “un instancabile lavoratore, un grande comunicatore e un gestore onesto”.

L’eredità da 149 miliardi divisa tra famiglia e progetti filantropici

La sua eredità azionaria come detto passerà ai familiari, in particolare suoi tre figli – Susie, Howard e Peter – che hanno oggi più di settant’anni e guidano ciascuno una fondazione filantropica. “Devono sentirsi liberi di sbagliare”, scrive il padre nella lettera, “non serve essere perfetti. Basterà fare un po’ meglio di quanto fa di solito il governo o la filantropia mal guidata”. Per quanto riguarda il suo immenso patrimonio personale, come Buffett ha ribadito più volte il suo testamento stabilisce che circa il 99,5% dei suoi 149 miliardi di dollari sarà destinato a fini filantropici. Ma la lettera non è solo meditazione: contiene anche i risultati per il terzo trimestre del 2025 mostrano che l’utile netto attribuibile agli azionisti è stato pari a 30,79 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 26,25 miliardo dello stesso periodo del 2024, mentre gli utili operativi hanno raggiunto la cifra di 13,4 miliardi di dollari nel trimestre contro i 10,09 milioni dell’anno precedente.

Da quando ha il controllo di Berkshire, Buffett ha moltiplicato la ricchezza dei soci di 45.000 volte

Risultati straordinari, soprattutto se si pensa che quando Buffett assunse il controllo di Berkshire nel 1965, il suo patrimonio personale non superava i 10 milioni di dollari, e che un azionista che avesse investito mille dollari in Berkshire Hathaway nel 1965 oggi si ritroverebbe con una fortuna superiore ai 45 milioni di dollari. È un numero che parla da solo: l’azione di classe A del gruppo di Omaha vale oggi più di 740.000 dollari, dopo sessant’anni di crescita quasi ininterrotta. Da quell’acquisizione ad oggi, Berkshire Hathaway ha moltiplicato la ricchezza dei suoi azionisti di oltre 45.000 volte, con un rendimento composto annuo vicino al 19,8%, contro poco più del 10% dell’indice di Borsa S&P 500 nello stesso periodo. Se ne va (lavorativamente) un fuoriclasse che però non si è mai dimenticato della fortuna che ha avuto, ricordandolo nella famosa lettera: “Lady Luck – scrive – è capricciosa e spesso profondamente ingiusta. Io le devo tutto. Ho avuto una fortuna assurda, ricevuta in larga parte dalla nascita: bianco, maschio, americano, sano e con una mente curiosa”.

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