Parte ufficialmente la guerra delle Ipo, con l’intelligenza artificiale che punta dritto su Wall Street. Anthropic ha annunciato lunedì di aver presentato in via riservata domanda di quotazione alla Security Exchange Commission (Sec), l’autorità che vigila il mercato statunitense, ma senza svelare al pubblico dettagli finanziari, strategia e piani aziendali.
Dario e Daniela Amodei, fondatori della società, puntano dunque a bruciare sul tempo OpenAi che a sua volta starebbe preparando i documenti per sbarcare in Borsa con l’obiettivo di arrivare alla quotazione già entro settembre 2026. Ma tra i due litiganti c’è anche un terzo incomodo: è la Space X di Elon Musk, che dopo essersi visto respingere la richiesta di risarcimento da 130 miliardi di dollari avanzata contro OpenAI, non ha alcuna intenzione di fare sconti al suo ceo Sam Altman, ed è pronta ad approdare sul Nasdaq, puntando a ottenere una valutazione di 1800 miliardi.
In un contesto di crescente competizione tra le aziende tecnologiche più note della Silicon Valley, secondo il Financial Times queste operazioni sarebbero “tre delle più grandi quotazioni in borsa di tutti i tempi”.
Anthropic presenta i documenti per la quotazione in Borsa
In un comunicato, Anthropic ha spiegato di avere presentato “in modo riservato” alla Securities and Exchange Commission “una bozza di dichiarazione di registrazione sul Modulo S-1” cosa che “ci consente di quotarci dopo che la Sec avrà completato la sua revisione. “Riservato” significa che al momento non si conoscono dettagli ufficiali sulla struttura dell’offerta né i numeri attuali di bilancio di Anthropic, anche se c’è chi ipotizza ricavi annui da 50 miliardi di dollari per la società che ha sviluppato il chatbot Claude, rivale principale di ChatGpt creato da OpenAi.
“La proposta di offerta pubblica iniziale dipenderà dalle condizioni di mercato e da altri fattori”, ha scritto Anthropic nella nota, precisando inoltre che “il numero di azioni da offrire e il prezzo non sono stati fissati”.
Verso una valutazione da mille miliardi
Ovviamente, i calcoli sono già cominciati. Poco più di un anno fa, a marzo del 2025, Anthropic ha raccolto 3,5 miliardi di dollari per una valutazione di 60 miliardi. L’ultimo round di raccolta, datato maggio 2026 ha fruttato invece 65 miliardi di dollari, per una valutazione di 965 miliardi di dollari, superiore a quella della rivale OpenAI, pari a 853 miliardi. Dati questi numeri, difficile non pensare che già ai nastri di partenza, Anthropic punti a superare i mille miliardi di dollari di capitalizzazione iniziale.
Open Ai e Space X
Ciò che è certo che quello in arrivo potrebbe essere un periodo unico per la Borsa americana. D’altronde parliamo di aziende che hanno bisogno come l’aria di capitali per continuare a sviluppare la propria tecnologia e lo sbarco a Wall Street o sul Nasdaq che sia permetterà loro di attirare una una mole di investimenti che difficilmente reperirebbero continuando ad annunciare accordi e controaccordi con altre società tech.
Come sottolineato da FIRSTonline, tra space economy e intelligenza artificiale, il 2026 potrebbe vedere una concentrazione di quotazioni miliardarie capace di ridisegnare gli equilibri dei mercati globali. Alcune stime parlano di una pipeline complessiva che, tra SpaceX, OpenAI e Anthropic, potrebbe avvicinarsi ai 200 miliardi di dollari raccolti, superando la somma delle principali Ipo statunitensi dal 2022 in poi. Gli analisti leggono questo scenario come un cambio di fase per i mercati: meno Ipo, ma più grandi, più concentrate e dominate da pochi player tecnologici globali. E Il Nasdaq si prepara a essere il principale beneficiario di questo trend, sia in termini di capitali raccolti sia di volumi di trading.