Vivendi apre il 2026 con un progresso contenuto dei ricavi, ma con un profilo sempre più sbilanciato su Gameloft, ormai vero motore operativo del gruppo dopo la grande riorganizzazione completata a fine 2024. Nei primi tre mesi dell’anno il conglomerato francese ha registrato un fatturato di 69 milioni di euro, in aumento dell’1,3% su base annua a cambi e perimetro costanti, mentre sullo sfondo resta la forte contrazione del valore delle partecipazioni quotate, zavorrato soprattutto dalla frenata di Universal Music Group.
Gameloft tiene in un mercato fermo
A sostenere quasi per intero i conti trimestrali è stata Gameloft, che ha generato 68 milioni di euro di ricavi, confermandosi l’asset centrale della nuova Vivendi. La società ha evidenziato una tenuta significativa in un’industria dei videogiochi descritta come stagnante, con una dinamica particolarmente positiva nel comparto PC e Console, salito dell’11% a tassi di cambio e perimetro costanti. In dettaglio, 35 milioni sono arrivati da PC e Console e 33 milioni dal Mobile.
Il gruppo guarda ora ai prossimi lanci per alimentare la crescita. Nel 2026 sono attesi due nuovi titoli su PC e Console. Il primo è “Nickelodeon Extreme Tennis: Next!”, sviluppato con Paramount e Nickelodeon e previsto per la fine di maggio. Il secondo è “Bluey’s Happy Snaps”, in collaborazione con la BBC, atteso in autunno. Segnali che rafforzano l’idea di una Gameloft capace di difendere volumi e visibilità anche in una fase poco brillante per il settore.
La nuova Vivendi si fa più snella
La trimestrale fotografa anche la trasformazione profonda del gruppo. Dopo lo scorporo della maggior parte delle partecipazioni, Vivendi si presenta oggi come una società molto più leggera rispetto al passato, con Gameloft diventata la principale risorsa industriale. Questa cura dimagrante, accompagnata dal proseguimento delle misure di riduzione dei costi, ha contribuito al ritorno all’utile nel 2025 e definisce il nuovo perimetro del gruppo.
A fine marzo Vivendi ha inoltre completato l’acquisizione delle attività luxury e lifestyle di Prisma Media e ha lanciato V Collection, nuova controllata destinata a entrare nel fatturato consolidato a partire dal secondo trimestre del 2026. Un tassello che amplia il perimetro operativo, ma che nei conti di inizio anno non ha ancora espresso un contributo visibile.
Il nodo Universal pesa sul valore del portafoglio
Se sul fronte industriale Gameloft offre un segnale di resilienza, è la componente finanziaria a mostrare le crepe più evidenti. Il valore del portafoglio delle partecipazioni quotate di Vivendi è sceso a 4,43 miliardi di euro al 31 marzo 2026, dai 5,53 miliardi di euro di fine dicembre. Il gruppo attribuisce il calo soprattutto al deterioramento della quotazione di Universal Music Group, finita sotto pressione nel primo trimestre dopo risultati deludenti del quarto trimestre e lo stop ai progetti di quotazione negli Stati Uniti.
La fotografia, però, non è rimasta immobile. All’inizio di aprile i titoli Universal Music hanno recuperato terreno con forza dopo la proposta di acquisizione da 64 miliardi di dollari avanzata da Pershing Square Capital di Bill Ackman. Un rimbalzo che si è riflesso anche sul portafoglio di Vivendi, risalito a 5,18 miliardi di euro al 20 aprile 2026.
Il passaggio successivo sarà ora quello della strategia verso gli azionisti. Proprio oggi il gruppo è chiamato a discutere in assemblea eventuali nuove ipotesi di restituzione di capitale. Un tema che arriva in un momento delicato, con una Vivendi più essenziale, più concentrata e ancora in cerca di un nuovo equilibrio tra attività industriali e valorizzazione del patrimonio finanziario.
