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Venezuela: più di 50mila dispersi dopo il terremoto. Farnesina: “Molte segnalazioni di italiani che non rispondono”

SI aggrava di ora in ora il bilancio delle due scosse di terremoto che hanno colpito il Venezuela. Senza un tetto 70mila persone. La Farnesina conferma il decesso di un cittadino italo-venezuelano e non esclude la possibilità che ci siano altre vittime italiane

Venezuela: più di 50mila dispersi dopo il terremoto. Farnesina: “Molte segnalazioni di italiani che non rispondono”

Il Venezuela è in ginocchio dopo le due violentissime scosse di terremoto che hanno colpito il Paese nella notte tra mercoledì e giovedì. Sono oltre 50mila le persone disperse mentre la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha fatto sapere che i feriti al momento sono 2.980, mentre i morti sono almeno 589. In questo momento ci sono oltre 70mila famiglie venezuelane senza un tetto, ha aggiunto il ministro dell’Interno parlando alla tv pubblica, sottolineando che a La Guaira, lo stato più colpito dal terremoto, sono crollati 100 edifici. Le aree più danneggiate nello stato sono Caraballeda e Catia La Mar, dove si continua a scavare a mani nude alla ricerca di sopravvissuti. Questa mattina una donna è stata estratta viva dalle macerie dopo quasi 36 ore dai due terremoti.

“Salveremo le persone rimaste intrappolate, stiamo lavorando instancabilmente a questo compito”, ha detto Rodriguez annunciando che lo Stato di La Guaira è stato “militarizzato”.

Farnesina: “Molte segnalazioni di italiani che non rispondono”

Nella serata di giovedì la Farnesina ha confermato il decesso di un cittadino italo-venezuelano. Si tratta di Giuseppe Colaianni, 55 anni, morto vicino a Caracas dopo avere messo in salvo la moglie. “Stiamo registrando molte segnalazioni di persone che non rispondono“, anche “su diversi italiani su cui si chiedono verifiche”, ha spiegato il capo dell’Unità di Crisi della Farnesina, Nicola Minardi.

Sono 3.000 gli italiani che vivono nell’area attorno all’epicentro del terremoto che ha devastato il Venezuela. Un numero che sale a 65.000 italiani se si prende in considerazione l’intera area colpita dal sisma. Lo riferisce Maria Teresa Del Re, consigliera dell’Unità di crisi della Farnesina che seguirà la missione italiana in Venezuela in partenza da Pratica di Mare. “C’è una situazione complicata – spiega -, le operazioni di ricerca e soccorso vanno avanti lentamente. Sia l’unità di crisi che il consolato stanno ricevendo da ieri numerose telefonate da parte di nostri connazionali che vivono lì. Si tratta di una situazione molto fluida”. La consigliera ha inoltre spiegato che non si esclude la possibilità che ci siano altre vittime italiane “vista l’entità del terremoto”.

Vigili del fuoco in partenza da Pratica di Mare

Nel frattempo, è prevista stamattina la partenza di un team di vigili del fuoco formato da 41 unità per il Venezuela colpito dal sisma. Il decollo, a bordo di un aereo messo a disposizione dall’Aeronautica Militare, avverrà dalla base dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, all’interno di una missione internazionale organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

“Il sistema della Cooperazione italiana si è immediatamente attivato“, “su disposizione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, è stata avviata la procedura per la dichiarazione dello stato di emergenza per interventi all’estero, e la Farnesina sta predisponendo un pacchetto di iniziative umanitarie, sia bilaterali sia multilaterali, che comprende possibili interventi attraverso le organizzazioni della società civile italiana già operative nel Paese”. Lo riferisce la Farnesina in una nota, spiegando che si tratta in particolare della Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e del Programma Alimentare Mondiale. È in corso la valutazione dell’invio di aiuti umanitari attraverso la rete logistica delle Nazioni Unite. “Gli interventi saranno definiti sulla base dell’evoluzione della situazione sul terreno e delle priorità individuate insieme alle autorità locali e ai partner internazionali”, sottolinea la Farnesina.

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