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Unicredit vende parte delle sue attività in Russia: cosa resta e quali sono gli effetti sui conti della banca

L’acquirente è un investitore privato consolidato con sede negli Emirati Arabi. L’accordo prevede lo spin-off della controllata russa Ao Bank. Titolo in rialzo a Milano

Unicredit vende parte delle sue attività in Russia: cosa resta e quali sono gli effetti sui conti della banca

Dopo i rumors arriva l’ufficialità: Unicredit ha sottoscritto un accordo non vincolante per la cessione di una parte delle attività della propria controllata russa Ao Bank. 

L’acquirente, spiega una nota, “è un investitore privato consolidato con sede negli Emirati Arabi Uniti con relazioni di lungo corso con la comunità istituzionale e imprenditoriale locale, in relazione al quale Unicredit ha effettuato le previste verifiche di conformità”, spiega Piazza Gae Aulenti. Dopo l’annuncio, a Piazza Affari, il titolo Unicredit sale dell’1,14% a 71,75 euro per azione a fronte di un Ftse Mib in leggero ribasso (-0,18%).

Unicredit: cosa rimane in Russia

L’accordo “accelera il processo di rifocalizzazione delle attività di Unicredit in Russia”, sottolinea ancora la banca guidata da Andrea Orcel. Ad oggi restano solo le attività sui pagamenti internazionali, in prevalenza in euro e dollari Usa, per clientela corporate occidentale e russa non soggetta a sanzioni in relazione alla guerra in Ucraina.

L’operazione è stata strutturata e sarà eseguita in modo da “garantire continuità e stabilità per clienti e dipendenti”, rassicura ancora Unicredit, spiegando che i clienti che utilizzano le soluzioni di pagamento di Unicredit da e verso la Russia manterranno l’accesso all’attuale gamma di operazioni durante tutto il processo.

Lo spin-off di Ao Bank

I dipendenti di Ao Bank beneficeranno di una transizione accelerata che porterà alla creazione di due banche distinte con strategie e obiettivi chiaramente definiti. L’accordo prevede infatti lo spin-off di una parte delle attività di Ao Bank in una nuova entità separata, che resterà al 100% di Unicredit, seguito dalla cessione di Ao Bank con le restanti attività all’acquirente. 

Gli effetti sul capitale e sul conto economico 

Unicredit prevede che l’intesa “generi un beneficio complessivo sul capitale di circa 35 punti base”, dato che “un impatto negativo al closing di circa 20-25 punti base sarà più che compensato dalla riduzione della perdita residua nello scenario estremo a circa 30-40 punti base rispetto ai circa 93 punti base calcolati al primo trimestre 2026 ed escludendo le soglie regolamentari”, fa sapere la banca. Si stima inoltre che l’operazione, che dovrebbe chiudersi nel primo semestre 2027 e comporterà “un impatto negativo cumulato a conto economico di circa 3,0-3,3 miliardi di euro, inclusi circa 1,6-1,8 miliardi derivanti dall’effetto della riserva cambi (voce non monetaria senza impatto sul capitale) sul conto economico”. 

Non ci saranno conseguenze si dividendi, “in quanto i relativi effetti saranno esclusi dalla definizione di utile netto ai fini distributivi”, né sui target di utile 2028-2030 “in quanto eventuali fattori negativi aggiuntivi rispetto a quelli gia’ incorporati nelle assunzioni saranno compensati”. Nessun impatto nemmeno sugli obiettivi di utile netto del piano Unicredit Unlimited 2028–2030, in questo caso perché eventuali fattori negativi aggiuntivi rispetto a quelli già incorporati nelle assunzioni “saranno compensati”, conclude Unicredit.

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