Condividi

Ue lima il Pil italiano: +1,1% nel 2016

Confermata, invece, la previsione di crescita per il 2017 – Ridotte le stime del Pil dell’intera Eurozona: +1,6% nel 2016, +1,7% nel 2017 – Cambiate le stime su deficit/Pil: 2,4% nel 2016, 1,9% nel 2017 – Atteso per il 18 maggio il giudizio definitivo sulla legge di Stabilità italiana – Moscovici: “Stiamo discutendo sullo sconto del deficit chiesto dall’Italia”.

La Commissione europea taglia le stime sul Pil italiano. Le stime di primavera dell’Ue, infatti, prevedono una crescita del Pil dell’Italia pari all’1,1% nel 2016, un taglio di tre decimi di punto percentuale rispetto all’1,4% che la Commissione aveva ipotizzato tre mesi fa. Per il 2017, invece, è stata confermata la previsione di crescita all’1,3%. Le stime del Governo italiano parlano di una crescita dell’1,2% per l’anno in corso e dell’1,4% per il prossimo.

Rispetto ad inizio febbraio, la Commissione europea ha ridotto la stima di crescita del Pil anche dell’intera Eurozona: il prodotto interno lordo dell’unione valutaria crescerà dell’1,6% nel 2016 e dell’1,8% nel 2017 rispetto al precedente +1,7% e +1,9%. Il dato dell’inflazione è stato corretto al ribasso: ora Bruxelles prevede per quest’anno 0,2% contro la stima precedente di 0,5%, e per il 2017 1,4% contro la precedente di 1,5%.

La conclusione di Bruxelles è che pesano “rischi considerevoli” sull’economia europea. L’attività economica continua, si rafforzano un pò, pero’, le prospettive non sono rosee e i fattori di rischio di peggioramento appaiono superiori ai rischi di miglioramento. “Una sostanziale incertezza circonda le previsioni” ammette la Commissione europea. Ecco l’elenco dei rischi di peggioramento: crescita più bassa nei mercati emergenti in particolare della Cina, incertezze da tensioni geopolitiche, movimenti brutali nei prezzi del petrolio, turbolenze nei mercati finanziari, ritmo più lento dell’attuazione delle riforme strutturali nella Ue e nella zona euro, incertezza a causa della possibilità di uscita del Regno Unito dalla Ue. Dal lato opposto, possono giocare a favore di uno scenario positivo l’impatto delle riforme strutturali può risultare più forte di quanto atteso e la trasmissione della politica monetaria espansiva della Bce all’economia reale può rivelarsi più forte.

Migliora, invece, la stima sulla disoccupazione nell’unione valutaria: il tasso annuale passa dal 10,9% nel 2015 al 10,3% nel 2016 al 9,9% nel 2017 rispetto alla previsione dello scorso febbraio, che indicava 11% nel 2015, 10,5% nel 2016 e 10,2% nel 2017. In Italia il tasso di disoccupazione è atteso all’11,4% sul 2016 e passa a 11,2 da 11,3% sul 2017.

Rimanendo sull’Italia, cambiano anche le previsioni sul rapporto deficit/Pil. La stima sul 2016 cala al 2,4% rispetto alla previsione di inizio febbraio di 2,5%. Nel 2017 il deficit/Pil dovrebbe attestarsi all’1,9%, rispetto al precedente 1,5%. Il governo stima rispettivamente 2,3% e 1,8%. La stima di debito/pil nel 2016 e’ stata corretta al rialzo rispetto a febbraio al 132,7% (+0,3%), per il 2017 al 131,8% (+1,2%). Il governo prevede 132,4% e 130,9% rispettivamente.

La valutazione della Commissione europea sull’Italia parla di una ripresa che continua, anche se ad un ritmo moderato. La crescita del pil resta sotto quella dell’Eurozona dello 0,5% sia quest’anno che nel 2017, riducendo una distanza che nel 2015 era dell’1,1%.
 
Legge di Stabilità

La Commissione europea renderà noto il suo giudizio definitivo sulla legge di Stabilità italiana con il documento sulle cosiddette raccomandazioni “country specific” in arrivo il 18 maggio, mentre le parti cercano ancora di trovare un’intesa sulla richiesta di uno sconto sul deficit pari allo 0,8% del Pil, attualmente incorporato nella Finanziaria per l’anno prossimo.

Il responsabile Ue per gli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici parla, in questo caso, di un “processo ancora in divenire. L’economia italiana è tornata a crescere ma il deficit cala poco: di questo stiamo discutendo con il governo, così come della richiesta dei margini di flessibilià sul disavanzo”. “Dall’inizio dell’anno – ha concluso Moscovici – io e Padoan ci siamo incontrati già più di dieci volte, si lavora senza interruzione per trovare un terreno comune” aggiunge.

Commenta