L’Unione Europea in campo contro la crisi energetica innescata dalla guerra in Medio Oriente, mettendo sul piatto una serie di proposte che vanno da un nuovo quadro di aiuti di Stato per i settori più esposti alla crisi a voucher energetici e riduzione delle accise sull’elettricità per le famiglie vulnerabili, fino a un maggior coordinamento sulle riserve di gas e petrolio, sempre più scarse a causa del blocco dello stretto di Hormuz. Sono alcune delle misure proposte oggi nell’ambito del piano “Accelerate Eu”. Non solo, Bruxelles ha annunciato per maggio l’arrivo di una proposta che punta aridurre la pressione fiscale sull’energia per industrie energivore e nuclei più fragili, assicurando al contempo che l’elettricità sia tassata meno dei combustibili fossili, insieme a un pacchetto di raccomandazioni per contenere i consumi.
Per la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, “la strategia AccelerateEU porterà misure di sostegno immediate e più strutturali ai cittadini e alle imprese europee”. “Dobbiamo accelerare – ha aggiunto – la transizione verso energie pulite prodotte in patria” perché “questo ci garantirà indipendenza e sicurezza energetica e ci permetterà di affrontare meglio le tempeste geopolitiche”.
Ue: spesi 24 miliardi per combustibili dall’inizio della guerra
Dall’inizio della guerra in Medio Oriente, il 28 febbraio scorso, l’Unione europea ha speso 24 miliardi di euro in più – oltre 500 milioni di euro al giorno – per le importazioni di energia a causa dell’aumento dei prezzi. A distanza di quattro anni dalla crisi energetica scatenata dall’aggressione su larga scala della Russia ai danni dell’Ucraina, dunque, il Vecchio Continente si trova di nuovo a vivere uno shock energetico che rischia di mandare a gambe all’aria l’economie dell’area.
“Gli europei stanno pagando il prezzo della dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili importati”, commenta la Commissione europea, secondo cui, “possibili effetti sulla crescita del Pil e sull’inflazione sono significativi”, davanti a un quadro “instabile”. “Gli effetti – si legge ancora – continueranno a farsi sentire per diversi mesi e andranno oltre il settore energetico, con ripercussioni economiche e sociali”.
La crisi di oggi, spiega il commissario all’Energia, Dan Jorgensen, “non è a breve termine, non è un piccolo aumento dei prezzi. Abbiamo a che fare con una crisi che probabilmente è altrettanto seria e grave di quella del ’73 e di quella del ’22 messe insieme“. Questo vuol dire – ha continuato – che ci aspettano dei mesi, forse addirittura degli anni, molto difficili. Dipenderà senz’altro dagli sviluppi nel Medio Oriente, ma anche lo scenario migliore rimane negativo”.
In questa fotografia nebulosa, la vicepresidente della Commissione europea con delega alla Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha chiarito che l’esecutivo Ue è “pronto ad adottare ulteriori misure qualora la situazione dovesse peggiorare”. Perché, “non sappiamo quanto potrebbe durare. Sappiamo però di voler reagire fin dal primo momento, con cinque serie di azioni da intraprendere sia a livello europeo sia a livello degli Stati membri”, ha spiegato Ribera.
Energia: le proposte della Commissione Ue
Il pacchetto proposto oggi dalla Commissione Ue ha come primo obiettivo quello di ridurre i consumi in modo volontario, soprattutto nei settori più esposti come riscaldamento e mobilità. Trovano dunque spazio nel piano voucher energetici per le famiglie più vulnerabili e trasporti pubblici più economici. Bruxelles suggerisce poi incentivi fiscali mirati per implementare la diffusione di tecnologie pulite come batterie, pannelli fotovoltaici, pompe di calore e infissi ad alta efficienza. Previste anche soluzioni per la mobilità sostenibile, con il rafforzamento del car sharing e la promozione dei veicoli elettrici.
“Abbiamo bisogno di energia e sappiamo che non può più essere usata come uno strumento di dominio o di guerra”, afferma la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Teresa Ribera. “Ed è per questo che abbiamo deciso che fosse importante sottolineare che accelerare i nostri piani energetici è importante anche in termini di sicurezza, sicurezza energetica e sicurezza economica. Vogliamo sviluppare un sistema diverso, basato su soluzioni pulite e domestiche, sull’elettrificazione e sull’efficienza”
Passando dalla teoria alla pratica, entro il mese di aprile la Commissione Ue prevede di adottare il quadro aggiornato di aiuti di Stato – ora in consultazione tra le capitali – per coprire fino al 50% dei costi extra del carburante per i settori più esposti, come trasporti e agricoltura. Entro giugno, invece, dovrebbe vedere la luce un piano per l’elettrificazione che includerà il primo target vincolante in materia. Sarà avviato già quest’anno il lavoro di revisione della direttiva sulle scorte petrolifere per ovviare a eventuali carenze.
L’Ue punta infine al mese di maggio anche per presentare una proposta legislativa in materia di oneri di rete e tassazione, con l’obiettivo di garantire più flessibilità agli Stati membri per eliminare le restrizioni alla riduzione delle tasse sull’energia per industrie energivore e per le famiglie vulnerabili, garantendo che l’elettricità sia tassata meno del gas. Bruxelles promette inoltre di fornire assistenza agli Stati membri per mettere in campo misure “mirate, tempestive e temporanee” a livello nazionale, tra cui cita interventi sui prezzi, regimi di sostegno al reddito e incentivi fiscali. Palazzo Berlaymont apre infine all’adozione a livello nazionale di misure relative alla tassazione degli extra profitti.
