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Ucraina, domenica Zelensky in Florida da Trump che però lo gela: “Senza il mio consenso non c’è nessun piano di pace”

Nuovi missili russi su Kiev mentre la diplomazia accelera: oggi la call tra Zelensky, Trump e i leader Ue, domani il vertice a Mar-a-Lago sul piano di pace Usa e le garanzie di sicurezza

Ucraina, domenica Zelensky in Florida da Trump che però lo gela: “Senza il mio consenso non c’è nessun piano di pace”

La guerra tra Ucraina e Russia entra in una fase decisiva tra nuovi bombardamenti e intensi movimenti diplomatici. Nella notte Kiev è stata colpita da una raffica di missili russi, con esplosioni in diversi quartieri, feriti e nuovi blackout. Sul fronte politico, oggi è in programma una call tra Volodymyr Zelensky, Donald Trump, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e i leader dell’Ue, mentre domani il presidente ucraino incontrerà Trump a Mar-a-Lago, in Florida. Al centro dei colloqui ci saranno le garanzie di sicurezza per Kiev, il piano di pace statunitense in 20 punti, l’ipotesi di un referendum nazionale, un possibile accordo economico tra Stati Uniti e Ucraina e il ruolo dell’Europa. Mosca, però, accusa Kiev e l’Ue di voler affossare l’intesa e sostiene che la proposta ucraina sia diversa da quella negoziata con Washington.

Notte di fuoco su Kiev: missili, feriti e blackout

La diplomazia corre, ma la guerra non si ferma. Nella notte tra venerdì e sabato missili ipersonici e balistici russi hanno colpito Kiev e la regione circostante, con esplosioni che hanno illuminato la capitale e l’immediata attivazione della difesa aerea. Di fronte all’intensità dell’attacco, il sindaco Vitali Klitschko ha invitato la popolazione a restare nei rifugi.

Secondo le autorità locali, almeno cinque persone sono rimaste ferite. Gli attacchi hanno preso di mira infrastrutture energetiche, facendo ripiombare ampie zone nel buio dopo la temporanea sospensione dei blackout programmati. Danni sono stati segnalati in diversi distretti della regione di Kiev, con edifici residenziali, cantieri e attività produttive colpiti. Reuters parla di un attacco “massiccio”, confermando una strategia russa che continua a esercitare pressione sulle aree urbane e sulle reti energetiche.

Oggi la call con l’Ue, domani l’incontro Trump-Zelensky

Sul piano politico, oggi, sabato 27 dicembre, è prevista una call tra Zelensky, Trump, von der Leyen e altri leader europei, considerata un passaggio preliminare al vertice di domani a Mar-a-Lago, fissato alle 21 ora italiana. Zelensky ha confermato che l’incontro con il presidente americano sarà dedicato soprattutto alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e alla definizione del quadro negoziale per porre fine al conflitto. Ad annunciare l’incontro è stato lo stesso Zelensky, che sui social ha parlato di un appuntamento “al massimo livello” nell’ambito degli sforzi per porre fine al conflitto. “Molto può essere deciso prima del nuovo anno”, ha sottolineato il presidente ucraino.

Alla vigilia del vertice, Donald Trump ha però raffreddato le aspettative ucraine. In un’intervista a Politico, il presidente Usa ha dichiarato che “Zelensky non ha nulla di concreto finché non lo approvo io”, aggiungendo di aspettarsi che l’incontro “vada bene” e di ritenere possibile un dialogo positivo anche con Vladimir Putin.

Piano di pace Usa, garanzie e ipotesi di referendum

All’interno di questo quadro, prende forma il piano di pace statunitense. Secondo quanto riferito da Axios, Zelensky si è detto disposto a sottoporre a referendum nazionale la proposta americana, a condizione che Mosca accetti un cessate il fuoco di almeno 60 giorni. Un periodo che il presidente ucraino considera il minimo indispensabile per organizzare una consultazione in un Paese ancora sotto attacco.

Il piano, articolato in 20 punti, sarebbe già “pronto al 90%”. Washington avrebbe inoltre offerto garanzie di sicurezza per 15 anni, con possibilità di proroga: una proposta che Kiev giudica ancora insufficiente per garantire una stabilità duratura, ma che rappresenta comunque un primo passo concreto nel negoziato.

Mosca accusa Kiev e l’Europa, il nodo Zaporizhzhia

Dal fronte russo continuano ad arrivare segnali contraddittori. Il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov sostiene che un accordo “non è mai stato così vicino”, ma accusa al tempo stesso Ucraina e Unione europea di volerlo ostacolare. Secondo Mosca, infatti, il piano presentato da Kiev sarebbe radicalmente diverso da quello discusso con Washington.

Tra i dossier più delicati resta quello della centrale nucleare di Zaporizhzhia: il Cremlino afferma che con gli Stati Uniti è in discussione una possibile gestione congiunta dell’impianto, senza il coinvolgimento ucraino, oltre a eventuali intese su forniture energetiche e attività economiche.

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