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Ubi Banca: accordo per 300 esodi e 150 assunzioni

Intesa con i sindacati. Le uscite saranno su base volontaria e inizieranno a febbraio – La Banca stima che gli esodi produrranno risparmi per oltre 20 milioni nel 2020 e oltre 25 milioni annui a regime dal 2021

Ubi Banca: accordo per 300 esodi e 150 assunzioni

Ubi Banca e i sindacati hanno siglato un accordo per una nuova tornata di esodi previsti dal Piano industriale 2019-20. L’intesa riguarda l’uscita, su base volontaria, di circa 300 persone, di cui 50 saranno ammesse al Fondo di solidarietà (le domande di adesione erano state presentate in occasione del precedente piano di esodi del 2017).

Gli esodi inizieranno questo febbraio e costeranno alla Banca circa 70 milioni di euro lordi (50 netti), da contabilizzare nei risultati del quarto trimestre 2019.

La Banca stima che gli esodi produrranno risparmi per oltre 20 milioni nel 2020 e oltre 25 milioni annui a regime dal 2021.

“Il ricambio generazionale correlato all’iniziativa di esodo consentirà, a sostegno anche dell’occupazione giovanile – si legge nella nota di Ubi – l’ingresso di nuove risorse oltre al consolidamento dei rapporti a tempo determinato già operanti nel gruppo”.

L’accordo con i sindacati rappresenta “un’ulteriore fase del processo di razionalizzazione degli organici del gruppo che prosegue in linea con le previsioni del Piano industriale attualmente in essere e che permetterà il raggiungimento dell’obiettivo di organico previsto da tale Piano per l’anno 2020 (circa 19.500 risorse)”, conclude la nota.

 L’accordo raggiunto tra la Fabi, First Cisl, le altre organizzazioni sindacali e i vertici del gruppo prevede 150 assunzioni – precisano i sindacati – a fronte delle 300 uscite, tutte su base volontaria, con accesso al Fondo di solidarietà o alla pensione. Le uscite avverranno a partire dal primo marzo. Contemporaneamente, Ubi darà il via a un piano di 150 assunzioni (di cui 100 entro giugno 2020 e 50 entro dicembre 2021) a cui si sommano 42 stabilizzazioni di precari che saranno stabilizzati con contratti a tempo indeterminato.

“I bancari non sono una razza in via di estinzione – spiega il segretario nazionale Fabi, Fabio Scola – è il messaggio che giunge dal nuovo concreto e positivo accordo nel gruppo Ubi”. Queste assunzioni, unite alla recente ipotesi di accordo rinnovo del contratto nazionale, rappresentano “forti e importanti segnali per il futuro della nostra categoria, che dovranno essere interpretati al meglio anche nello stesso prossimo piano industriale del gruppo Ubi”.

“E’ positivo che ancora una volta sia stato affermato il principio che, alle uscite per pensionamento o per accesso al Fondo di solidarietà, debba sempre corrispondere la creazione di nuova occupazione. In questa occasione, tra l’altro, il tasso di sostituzione è di un ingresso ogni due uscite, un miglioramento evidente rispetto ai precedenti accordi, nei quali si prevedeva una assunzione ogni tre esodati/pensionati. Per questo il nostro giudizio è positivo”, commenta Giuseppe Cassella, segretario responsabile della First Cisl del gruppo Ubi .

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