Il turismo italiano gode di buona salute. Basti dire che il nostro Paese è il quinto in graduatoria per entrate valutarie nel 2024 dopo Usa, Spagna, Inghilterra e Francia: 58,7 miliardi di euro, il 5% in più rispetto al 2023 (dati Unwto).
Gli italiani non sempre possono permettersi una vacanza
Ma c’è un “ma”: bisogna ringraziare i turisti stranieri, perché in riferimento agli italiani, rispetto all’anno precedente c’è stato un calo degli arrivi (-1,4%) e delle presenze (-1%) Già, perché da noi quasi un italiano su due non può permettersi una vacanza. Un trend ormai consolidato. e confermato anche in questo periodo vacanziero, tra natale, capodanno, ponti, settimane bianche. Era l’estate scorsa quando Federalberghi rilevava che “Il 44,8% della popolazione non farà vacanze tra giugno e settembre. Si resta a casa principalmente per mancanza di liquidità (54,3%)”. Situazione praticamente quasi fotocopia in questi giorni. Sempre Federalberghi certifica, in riferimento a queste vacanze invernali, che “nel 46% dei casi gli intervistati dichiarano di aver rinunciato alla vacanza per motivi economici” e in particolare “il 23,4% a causa dell’aumento dei prezzi e del costo della vita”.
Un aspetto che il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, non evita di rimarcare: “il nostro turismo interno ha subito una battuta d’arresto dovuta al sempre più alto costo della vita” che costringe “una parte consistente del Paese a rimanere a casa” e che spinge “molti dei nostri concittadini a far retrocedere nella scala delle priorità la legittima esigenza della vacanza”.
Turismo: i numeri dell’Italia
E tuttavia i numeri sono tutti dalla parte del nostro sistema turistico. L’Italia, con 32.943 alberghi, 1,1 milioni di camere e 2,3 milioni di posti letto, è il primo paese europeo per capacità ricettiva alberghiera e il quinto per entrate valutarie, grazie in particolare agli stranieri che hanno fatto registrare 48,9 milioni di arrivi e 149,2 milioni di presenze, con un aumento che supera il 7 per cento sia degli arrivi (+7,4%) che delle presenze (+7,1%).
E il 2024 è stato anche un anno record per l’occupazione, facendo registrare un numero medio di dipendenti pari a 240.205 e un valore massimo, nel mese di luglio, di 327.676 dipendenti. Si è, quindi, registrato un aumento del 7,2% rispetto all’anno precedente e del 14,3% rispetto ai livelli pre-pandemici.
Il grado di internazionalità del turismo italiano tende progressivamente ad aumentare: il 54,5% dei pernottamenti nelle strutture ricettive riguarda cittadini stranieri, a conferma della competitività dell’Italia nel contesto internazionale e dell’appeal che il nostro Paese esercita sul mercato mondiale. In valore assoluto, si è passati da 37 milioni di pernottamenti di turisti stranieri nel 1960 a 254 milioni nel 2024, con un incremento del 592%.
Le regioni in cui il peso delle presenze straniere supera quelle italiane sono Lazio, Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Campania e Sardegna.