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Ponte dell’Immacolata 2025, boom di viaggi: 14 milioni di italiani in movimento tra città d’arte, montagna e prezzi in rialzo

Nel primo vero ponte invernale sono attesi fino a 14 milioni di viaggiatori: città d’arte affollate e località di montagna prossime al tutto esaurito. Ma non sarà un ponte per tutte le tasche, complice il forte aumento dei costi di trasporto, con voli alle stelle e treni più cari nelle giornate di punta

Ponte dell’Immacolata 2025, boom di viaggi: 14 milioni di italiani in movimento tra città d’arte, montagna e prezzi in rialzo

Se lo scorso anno il calendario aveva tarpato le ali al ponte dell’Immacolata, complice una festività caduta di domenica, il 2025 cambia completamente lo scenario. Quest’anno l’8 dicembre si riprende la scena e, cadendo di lunedì, si trasforma in un vero e proprio trampolino verso il primo grande weekend invernale, quello che inaugura ufficialmente la stagione delle vacanze fredde.

Il risultato è un’ondata di partenze che promette grandi spostamenti con milioni di italiani sono pronti a sfruttare ogni ora utile di questo lungo fine settimana. E tutti gli osservatori del settore, da Confcommercio a Federalberghi fino a Confesercenti e Cna, concordano su un punto: il Ponte dell’Immacolata 2025 si preannuncia come uno dei più vivaci e affollati degli ultimi anni.

Un Paese in movimento: tra 8 e 14 milioni di viaggiatori

Secondo l’Osservatorio Turismo Confcommercio, saranno 8 milioni gli italiani in partenza, un milione in più rispetto allo scorso anno. L’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi amplia ulteriormente la fotografia: 13,9 milioni di persone si concederanno una vacanza in questi giorni, approfittando del calendario favorevole.

La distribuzione delle partenze conferma il carattere “esteso” del ponte: 6,5 milioni partiranno già il 5 dicembre, mentre 4,9 milioni si muoveranno il giorno successivo. Cna Turismo e Commercio stima complessivamente 11 milioni di persone in movimento tra il 6 e l’8 dicembre, con una prima ondata di turisti già dal pomeriggio del 5.

Il richiamo del Belpaese: città d’arte e montagna in testa

La maggior parte dei viaggiatori resterà entro i confini nazionali. Per Confcommercio, il 76% sceglierà l’Italia, mentre solo il 24% opterà per l’estero (di cui il 7% extra-Ue). Scelte confermate anche da Federalberghi. Gli italiani continuano così a privilegiare il Belpaese, con un’attenzione crescente verso due segmenti precisi.

Il primo è quello delle città d’arte, dove musei, mostre e atmosfere natalizie rappresentano la combinazione perfetta per un viaggio culturale. Il secondo è la montagna, favorita dalla riapertura degli impianti sciistici e dal boom dei mercatini natalizi: uno su cinque, secondo Confcommercio, sceglierà proprio le località alpine.

Sul podio delle preferenze emergono Trentino-Alto Adige e Toscana, mete che consolidano la loro attrattività nelle festività invernali.

Strutture sopra il 70% di occupazione

L’analisi del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti segnala un’elevata saturazione delle strutture ricettive online: il 72% è già prenotato per il periodo 5-8 dicembre, con oltre 5 milioni di pernottamenti attesi. Le località di montagna guidano la stagione con un’occupazione media del 77%, seguite da vicino dalle città d’arte che si attestano al 75%. Anche le aree rurali e collinari registrano buoni risultati, raggiungendo il 73%, mentre le località termali superano tutte con una saturazione del 79%, in alcuni casi prossima al 90%.

A livello territoriale dominano le regioni del Nord Est (74%), seguite dal Nord Ovest (72%). Il Centro si ferma al 71%, mentre Sud e Isole, con il 66%, rimangono sotto la media nazionale.

Il rovescio delle medaglia: prezzi alle stelle e voli fino al +900%

Se la domanda cresce, i costi non restano indietro. Assoturismo Confesercenti mette in guardia su un fenomeno già noto, ma quest’anno ancora più marcato.

Su alcune tratte nazionali – in particolare dal Nord verso Sicilia, Sardegna e Puglia – i prezzi dei voli sono esplosi fino al +900% rispetto alle tariffe di bassa stagione. Un Milano-Catania o Milano-Palermo nei giorni di punta può toccare 600 euro solo andata, superando il prezzo di un biglietto per New York. Ma la situazione non va meglio sui binari. Il “caro-biglietti” tocca anche i treni con picchi nel 2025 che superano quelli dell’anno scorso. Nelle fasce critiche i prezzi risultano triplicati rispetto alla media annua.

Vola la spesa turistica: tra 3 e 8,8 miliardi di euro

Per Confcommercio, la spesa totale dei vacanzieri ammonterà a quasi 3 miliardi di euro. Federalberghi, che considera un numero più ampio di viaggiatori e una permanenza media maggiore (4,2 giorni), stima un giro d’affari di 8,8 miliardi, con una spesa pro-capite di circa 635 euro.

I dati di Cna Turismo poi aggiungono un ulteriore tassello con 4 miliardi di spese dirette e indirette tra il 6 e l’8 dicembre, accompagnate da 3 milioni di pernottamenti nelle strutture alberghiere ed extra-alberghiere. Di questi, 1,75 milioni provengono da turisti stranieri, mentre 1,25 milioni dagli italiani.

Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, però invita alla prudenza. “I dati restituiscono uno scenario luminoso” spiega Bocca, ricordando però che una parte consistente degli italiani non potrà partire a causa dell’aumento del costo della vita, che pesa sulle spese quotidiane e riduce il budget disponibile per il turismo.

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