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Trump taglia i dazi su carne, banane, caffè e pomodori. Nessuna “guerra alla pasta italiana”

Trump taglia dazi su oltre 100 prodotti alimentari per calmierare i prezzi in vista della nuova stagione elettorale, con un occhio alle midterm. Sulla pasta: “Si tratta di una revisione tecnica indipendente”

Trump taglia i dazi su carne, banane, caffè e pomodori. Nessuna “guerra alla pasta italiana”

Per dare una boccata d’ossigeno agli americani alle prese con il caro-vita, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che riduce i dazi su oltre 100 prodotti. La lista comprende carne bovina, pomodori, banane, caffè, , noci, avocado, ananas, spezie e fertilizzanti. L’ordine è retroattivo al 13 novembre 2025 e ha l’obiettivo di ridurre i prezzi dei generi alimentari importati, che negli ultimi mesi erano aumentati sensibilmente.

“Ho stabilito che alcuni prodotti agricoli non dovrebbero essere soggetti ai dazi reciproci introdotti ad aprile”, ha dichiarato Trump. La scelta riguarda beni che gli Stati Uniti non riescono a produrre in quantità sufficienti e che stavano causando un aumento dei prezzi per i consumatori.

Trump taglia i dazi: ecco perché

Dal punto di vista politico, il caro-vita è un tema centrale per gli elettori statunitensi. L’aumento dei prezzi è stato indicato come una delle ragioni delle sconfitte recenti dei Repubblicani nelle elezioni locali di novembre 2025, e il taglio dei dazi può essere interpretato come una mossa strategica in vista delle midterm 2026, dove il controllo del Congresso sarà determinante. In parallelo, Trump deve fronteggiare il caso Epstein, che mette alla prova il suo partito e il suo movimento, mostrandolo per la prima volta in difficoltà. “Era un democratico, ed è un problema dei democratici, non dei repubblicani – afferma il presidente Usa e aggiungi di non sapere “nulla” delle email rese note di recente. “Chiedete a Bill Clinton, Reid Hoffman e Larry Summers di Epstein, loro sanno tutto di lui, non perdete tempo con Trump. Ho un Paese da governare”.

Usa: nessuna “guerra alla pasta italiana”

Negli ultimi giorni alcuni media avevano parlato di una presunta “guerra alla pasta”, con il rischio di vedere marchi storici del made in Italy sparire dagli scaffali americani. La Casa Bianca ha però smentito categoricamente.

Il viceportavoce Kush Desai ha spiegato che si tratta di una revisione tecnica indipendente, in corso dal 1996 e aggiornata annualmente. Le aziende coinvolte – tra cui La Molisana e Garofalo – rappresentano circa il 16% delle esportazioni italiane di pasta verso gli Stati Uniti. Molte di queste aziende non hanno fornito per tempo tutti i dati richiesti – su vendite, costi e produzione – impedendo al Dipartimento di applicare il normale processo di calcolo dei dazi. Questo ha portato a una determinazione preliminare del 92%, che sommata al 15% di tariffe già in vigore porterebbe la tariffa complessiva al 107%.

“Si tratta di una valutazione preliminare. Le aziende hanno tempo fino a gennaio per presentare la documentazione completa e ricalcolare il dazio. Non è una decisione politica: che si tratti del presidente Trump, di Joe Biden o di Mr. Magoo, il procedimento resta del tutto autonomo”, ha precisato Desai.

Uno sguardo oltre l’Italia: accordo con la Svizzera

Non solo pasta: l’amministrazione ha annunciato anche un accordo commerciale con la Svizzera, che prevede la riduzione dei dazi dal 39% al 15% sui prodotti elvetici introdotti ad agosto. L’intesa è stata confermata dal rappresentante Usaper il Commercio, Jamieson Greer, e accolta positivamente dal Consiglio federale svizzero, che ha ringraziato Trump per l’“impegno costruttivo” nella trattativa.

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