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Trump e le oscillazioni dei mercati: c’è chi conosceva le mosse da prima e ci ha guadagnato? I fatti secondo Wsj e Ft

Dall’attacco al Venezuela all’Iran, ma non solo: quando il presidente Usa parla o scrive sul suo social, c’è spesso qualcuno che riesce a sfruttare le dichiarazioni in anticipo per fare soldi. Il sospetto di insider trading c’è, anche se difficile da dimostrare

Trump e le oscillazioni dei mercati: c’è chi conosceva le mosse da prima e ci ha guadagnato? I fatti secondo Wsj e Ft

Chi segue i mercati finanziari se lo sta chiedendo ogni volta che Trump apre bocca. Le improvvise detonazioni del tycoon a mercati aperti, dagli attacchi in Iran ai dazi alla cattura di Maduro, hanno innescato altrettanti repentine inversioni di rotta sui mercati. Ma soprattutto in diverse occasioni, flussi di operazioni insolite sono state registrate prima dei suoi annunci e non dopo, come rilevato dal Wall Street journal e dal Financial Times. Il sospetto di insider trading diventa legittimo. Sebbene difficile da dimostrare.

I casi del 13 marzo e del 28 febbraio scorsi seguiti passo passo

L’ultimo caso risale allo scorso lunedì 13 marzo, scrivono il Wsj e il Financial Times che ripercorrono passo passo il susseguirsi degli eventi. Di mattina Trump annuncia sul suo Truth Social che avrebbe rinviato gli attacchi alle centrali elettriche iraniane grazie a colloqui “produttivi” con Teheran. Circa 15 minuti prima del post, un’improvviso afflusso di attività ha colpito il mercato dei futures sul petrolio e nell’arco di soli due minuti, sono stati scambiati futures sul greggio Brent e West Texas Intermediate per un valore di oltre 760 milioni di dollari, secondo i dati di mercato di Dow Jones riportati dal Financial Times. “Circa 6.200 contratti futures su Brent e West Texas Intermediate – ha scritto il FT – sono stati scambiati tra le 6:49 e le 6:50 del mattino (ora di New York) di lunedì, appena un quarto d’ora prima del post del presidente statunitense su Truth Social in cui affermava che nei giorni precedenti vi erano state “conversazioni produttive” con Teheran per porre fine alla guerra in Iran”. Stando a quanto ha ricostruito il FT “i volumi di scambio su Brent e WTI sono aumentati bruscamente tutti nello stesso momento: esattamente 27 secondi prima delle 6:50. I futures legati all’indice azionario S&P 500 sono saliti di prezzo pochi istanti dopo le operazioni sul petrolio, con volumi anch’essi in forte aumento in quell’intervallo temporale».

Ma non è la prima volta che si verifichino episodi simili. Il 28 febbraio scorso, poco dopo l’attacco in Iran la società di analisi blockchain Bubblemaps ha identificato un gruppo di presunti insider che hanno guadagnato 1,2 milioni di dollari scommettendo proprio su un attacco attraverso Polymarket, un mercato di previsione basato sulle criptovalute.

Non sono casi isolati: dalla cattura di Maduro all’annuncio dei dazi

Non solo, un’ora prima della cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro dai militari Usa un trader misterioso ha piazzato la sua ultima scommessa, per un totale di circa 34.000 dollari di vincite su scommesse inziate a dicembre di eventi legati al Venezuela.

E ancora il 10 ottobre scorso, irritato dalle restrizioni cinesi sulle terre rare, Trump ha minacciato un dazio aggiuntivo del 100% contro Pechino. Poco prima, sulla piattaforma di cripto Hyperliquid due account hanno scommesso ingenti somme con un profitto di 160 milioni di dollari.

Il 9 aprile invece poco prima dell’annuncio di uno stop di 90 giorni ai dazi Usa su decine di paesi, è partita un’ondata di attività di trading nelle opzioni legate al fondo negoziato in borsa Spy. Le operazioni riguardavano option call rialziste a breve termine che avrebbero dato profitto solo se l’indice avesse chiuso in netto rialzo quel pomeriggio. “Pazzesco, qualcuno lo sapeva”, ha twittato Unusual Whales, una specie di whisleblower di potenziali attività di insider trading.

Il sospetto di insider trading esiste, sebbene difficile da dimostrare

Alcuni hanno sottolineato che qualcuno conosceva anticipatamente la mossa del tycoon e ne stava traendo illecito profitto, sebbene non ci siano prove di fughe di notizie. Il sospetto di insider trading c’è anche se difficile da dimostrare, ma le considerazioni sugli eventi sono lecite. E’ poco plausibile che chi ha piazzato queste scommesse, e per un ammontare tanto importante, lo abbia fatto senza essere più che sicuro che il mercato avrebbe messo a segno l’inversione di rotta che poi è puntualmente avvenuta. Così crescono i sospetti che si siano trattate di imponenti operazioni di insider trading sebbene sia difficile se non impossibile provare.

Kush Desai, portavoce della Casa Bianca, ha dichiarato: “Non tolleriamo che alcun funzionario dell’amministrazione tragga profitti illegalmente da informazioni privilegiate, e qualsiasi insinuazione che dei funzionari siano coinvolti in tali attività senza prove è una ricostruzione infondata e irresponsabile. Tutti i dipendenti federali sono soggetti alle linee guida etiche del governo che vietano l’uso di informazioni non pubbliche a scopo di lucro”.

Di contro il senatore dem Chris Murphy usa altri toni. “Chi è stato? Trump? Un membro della sua famiglia? Un membro dello staff della Casa Bianca? Questa è corruzione. Una corruzione sbalorditiva”, ha attaccava su X. Tuttavia, qualsiasi insinuazione che i funzionari dell’amministrazione siano coinvolti in tali attività senza prove è infondata e costituisce una segnalazione irresponsabile” aveva chiarito una portavoce della Casa Bianca.

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